La Stella Marina di Montecristo, il tempio di Gigi Riva_di Luca Neri

Anche Gigi Riva aveva i suoi punti deboli. Uno, la Sardegna, ha alimentato la leggenda, tinteggiato la storia e creato la fortuna di un’isola che si è scoperta bella e vincente. Amava le macchine e stare al volante. Ma soprattutto, non sapeva rinunciare al pescato della Stella Marina di Montecristo, storico ristorante nel cuore di Cagliari e indiscusso tempio di Rombo di Tuono.

Sino a poco tempo fa, bastava semplicemente varcare l’ingresso del locale per incontrare Riva: lui, serenamente seduto al suo tavolo, nato come una routine per diventare una sorta di sancta sanctorum, riservato con cura dal titolare Giacomo Deiana. Pasteggiare là oggi, al “tavolo di Gigi”,  è un onore concesso a pochissimi privilegiati. Ma a parlare della metodica abitudine del fuoriclasse rossoblù si rischia quasi di invertire i rapporti di causa ed effetto.

In effetti è sufficiente accomodarsi “da Giacomo”, assaggiare uno degli iconici antipasti a base di molluschi gratinati, dai cannolicchi alle capesante, godersi un pesce arrosto o una fregola in rosso per capire perché Riva avesse scelto proprio la Stella Marina di Montecristo.

La forza del ristorante, nata trent’anni fa e consolidatasi nei decenni, è risieduta – e risiede –  nella straordinaria abilità nell’abbinare la semplicità al gusto e al pregio, dando ogni giorno la sensazione di apprezzare una materia prima di massima qualità in un ambiente casereccio e familiare. Il cliente entra nel locale per sentirsi a casa, mangiare un prodotto a chilometri zero e, soprattutto, farlo a colpo sicuro. La Stella Marina di Montecristo ha infatti mantenuto il format vincente che lo ha consacrato come uno dei ristoranti – se non il ristorante – più noti della città. Indubbiamente quello più iconico e più identitario, quel locale che il cliente cerca per “sentire” Cagliari. Non è un caso che le pareti del locale siano “affrescate” dalle centinaia di fotografie ritraenti i numerosi VIP che – negli anni – hanno pranzato o cenato da Giacomo: il nucleo della città, dove chiunque si può sentire un po’ Gigi Riva, o forse semplicemente più vicino a lui.

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