SS. Giorgio e Caterina, simbolo della Cagliari moderna_di Franco Matta

Una chiesa-museo, luogo della memoria, ma anche un simbolo della Cagliari moderna, capace di sbocciare dalle macerie della guerra e risorgere, confermandosi città metropolitana e mediterranea a tutto tondo. La parrocchia dei santi Giorgio e Caterina, maestosa porta di ingresso alla collina di Monte Urpinu, è frutto di questa rinascita post-bellica della Città capoluogo, della sua apertura ed espansione verso nuovi quartieri e nuovi confini.

Dalla via Manno, “Sa Costa” dei vecchi cagliaritani, non certamente le sue pietre – ridotte in cumuli di macerie dalla furia dei bombardamenti – ma di certo i suoi “tesori” d’arte e di cultura, assieme a quelli della fede e della devozione ai patroni, sono oggi traslati e custoditi nelle avveniristiche (sicuramente per i tempi della progettazione e costruzione) forme architettoniche del tempio che sovrasta, con la sua scalinata, la via Scano e il quartiere di Monte Urpinu. Da tempo pensavo a una Guida della chiesa monumentale dei Santi Giorgio e Caterina: uno strumento utile e importante non solo per i suoi parrocchiani, ma anche per i tanti visitatori, italiani e stranieri, che la visitano. Il sogno è diventato realtà e progetto editoriale dopo il colloquio con la professoressa Anna Palmieri Lattai, già autrice di una Guida della Cattedrale di Cagliari, di recente pubblicazione.

Dall’esame, attento e puntiglioso della documentazione catalogata nell’Archivio dell’Arciconfraternita dei Genovesi, nasce questa pubblicazione, una “visita guidata” che prende le mosse proprie dalle storiche mura all’apice della Via Manno per arrivare alle pendici del colle-pineta più amato dai cagliaritani. Condotti dalla elegante e pacata mano dell’autrice, il visitatore passa in rassegna le sei cappelle della Chiesa parrocchiale avvolto e conquistato da una luce straordinaria, diffusa magicamente dalle quattro grandi vetrate di Rolando Monti. Grazie a una sapiente scelta dell’arredo fotografico, la Guida della Palmieri Lallai ha il merito non solo di far emergere e valorizzare i “pezzi forti” della secentesca chiesa de “Sa Costa”, pienamente incastonati nelle moderne linee architettoniche dell’attuale edificio, ma di “intrigare” il visitatore alla scoperta di quei “tesori nascosti” che, normalmente, finiscono per sfuggire anche ai visitatori più abituali.

A completare e ulteriormente arricchire la pubblicazione vi è poi la sezione dedicata al Museo – annesso alla parrocchiale – dell’Arciconfraternita dei Genovesi: altro scrigno aperto, altro luogo della memoria sapientemente raccontato dall’autrice, fra le eleganti sale che custodiscono argenti, paramenti, preziose tele, arredi sacri della antica chiesa di Santa Caterina, alla Marina, completata nel XVII secolo. Nel ringraziare la professoressa Anna Palmieri Lallai per la passione e l’impegno trasfusi nel lavoro, idealmente consegno la guida a tutti iparrocchiani e all’intera comunità cristiana di Cagliari, augurandomi che sappiano utilizzare al meglio questa “bussola”, certo che li condurrà alla scoperta di un tesoro d’arte e di fede.

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