A San Sperate il gelato più buono_di Valentina Masala

La filiera del gelato, fra tendenza e tradizione, si arricchisce oggi di nuove competenze e si trasforma, con originalità e innovatività, passando dal dolce al salato, dal consueto al salutare, strizzando gli occhi agli intolleranti e ai vegani, rivedendo e riscrivendo ricette ereditate e oramai anacronistiche, degne di fare un salto in avanti, verso il futuro.

Le aziende locali giocano un ruolo importante per quei gelatieri che vogliono un valore aggiunto importante, a chilometro zero, rappresentato da quei prodotti di nicchia come latte e panna freschi, frutta di stagione e frutta secca, giusto per citarne alcuni. Il resto è tutto nella testa e nelle mani dei più abili gelatieri, artigiani e imprenditori, capaci di suscitare, con le loro creme e i sorbetti, memorabili sensazioni gustative.

In Sardegna troviamo tante realtà imprenditoriali. Siamo nel Campidano, a San Sperate, dove Ruben Pili, insieme a suoi zii e alle sue sorelle, trasforma l’attività di famiglia di via Bau Ninni Cannas in una impresa dal sapore contemporaneo.

Dal 2010 l’attività riassume nel suo nome, Chocogioia, una chiara mission: rendere felici gli estimatori mantenendo la tradizione del gusto in una continua evoluzione. Incastonata tra le pittoresche vie del ben noto Paese Museo che ha dato i natali allo scultore Pinuccio Sciola, la gelateria non manca di appagare la golosità dei sempre più numerosi avventori.

Il prestigioso incarico di Presidente dell’Associazione Maestri della Gelateria Italiana prima e di Maestro e docente della stessa associazione oggi, non ha distolto Ruben dalla realizzazione di nuove e pregiate ricette, sotto l’influenza della sua ben nota passione per il cioccolato. Da qui sono nati delicati sorbetti fondenti senza lattosio con sfumature di spezie e sorbetti di frutta di stagione che all’assaggio riescono a trasmetterne la pienezza del gusto e l’intensità del profumo: uno tra tutti è il sorbetto di fragole, prodotte a chilometro zero da Paola.

A Zia Biatta, bisnonna di Ruben e fondatrice dell’emporio di Piazza Croce Santa, dove dal 1945 si produceva la carapigna venduta ai tantissimi golosi insieme alle prime caramelle al mou, è dedicato il gusto Su gellau de zia Biatta, una deliziosa crema al mou con frutta secca caramellata.

Mentre dalla combinazione del pregiato zafferano di San Gavino, della ricotta prodotta nei piccoli caseifici locali e della scorza delle arance raccolte negli agrumeti che profumano di zagara le campagne del paese, nasce il gusto Pardula, dolce sardo per eccellenza ma sicuramente identitario di questo piccolo centro agricolo.

Che dire poi del Gattou Makou, crema a base di cioccolato con la sapa di miele e di mandorle caramellate o del sorbetto dedicato al frutto che rappresenta San Sperate in Sardegna e non solo, Sua Maestà la Pesca? Sicuramente da provare, senza fretta, ritagliandosi un pomeriggio da trascorrere seduti in compagnia, sotto la pergola del locale o passeggiando per le vie di questo posto meraviglioso, dove tutto scorre lento, dove tutto è genuino. Chocogioia è un’attività che ha saputo evolversi senza nulla togliere alla natura del gelato anzi, attribuendogli un valore aggiunto che lo rende apprezzabile in tutte le stagioni e in tutti i contesti culinari: dalle pasticcerie ai ristoranti, il lavoro del gelatiere è ormai sinergico e complementare a quello degli Chef della più ambiziosa ristorazione locale.

Vedi anche

Le strade del vino_di Attilio Gatto

Ci facemmo travolgere dalla Primavera, in una giornata tersa, splendida, né soffocante, né da brividi. …