BORORE, La casearia dei Fratelli Rubanu: “Tradizione e innovazione i nostri segreti”

La loro è una storia fatta di valori autentici che partono dalle pendici del Supramonte e più precisamente da Orgosolo, perla del cuore dell’isola e fulcro della nobile arte pastorale.

Da qui, nel lontano 1959, Tziu Juanne Rubanu partì alla volta di Borore, dove realizzò il primo insediamento ovino in una porzione di terra vocata al pascolo delle greggi. Passo dopo passo, l’inizio di una vera e propria realtà imprenditoriale, divisa tra il paese natale (50 ettari) e la comunità del Marghine (90 ettari).

Da tempo, il decano (oggi arzillo 93 enne)  ha passato il testimone ai figli Giuseppe e Pietro, forti di anni di gavetta tra il caseificio e le campagne, ma sempre guidati dalla saggezza del padre.  

I prodotti sono deliziosi e frutto di un’accurata ricerca, l’investimento in formazione e qualità.          Le 750 greggi e il particolare clima dell’altipiano bororese, contribuiscono, poi, alla realizzazione di formaggi a chilometro zero, interamente biologici.

 “Amiamo il nostro lavoro – spiega entusiasta Giuseppe Rubanui sacrifici sono tanti ma se sei tenace la tua idea può rivelarsi vincente. Investiamo in formazione, e durante l’anno partecipiamo a dei corsi in cui ci perfezioniamo. Il nostro mercato è interno all’isola, esteso in alcune zone della Penisola e all’estero.”

E non è di certo un caso, se, nel rinnovato catalogo di vendita online, appaiono in bella mostra: la ricotta ovina “Gentile”, il “Canestro” (formaggio ovino canestrato), il fiore sardo dop, il pecorino semistagionato “Su Lizzu”.

“Oltre ai social e al portale online ci rifacciamo molto al passaparola. In Piemonte, ad esempio – prosegue Rubanuuna promoter ci supporta con la collocazione dei prodotti e la partecipazione alle fiere dell’agroalimentare.”

Le esposizioni sono infatti varie: da Golosaria, passando per la Fiera agricola di San Martino, fino a Gourmet Food Festival e la più nota l’Artigiano in fiera. Da nove anni a questa parte, immancabili anche all’Isola che c’è, manifestazione della Gia Editrice, a Roma.

“Siamo reduci dalla bella parentesi romana al mercatino di Conca d’oro – aggiunge Rubanu – una collaborazione che va avanti da circa un decennio e ci rende orgogliosi. Lavoriamo in questi giorni a prossime manifestazioni dove mettere in vetrina le nostre eccellenze.”

“La nostra è una produzione di solo latte ovino, – continua –  con dei bilanci sani che ci appagano degli sforzi fatti quotidianamente. Cerchiamo di migliorarci giorno per giorno, andando incontro alle esigenze del cliente che per noi è uno di casa, a cui teniamo in particolar modo.  Effettuiamo dunque spedizioni  e in caseifici la vendita al dettaglio.”

E non manca lo sguardo al futuro: “Puntiamo a migliorarci passo dopo passo, allargando senza fretta la produzione. Mettiamo in primo piano i valori con cui siamo cresciuti, trasmettendoli alle nuove generazioni affinchè proseguano in questo ambito”

Rubanu ci crede particolarmente: “Nell’attività valorizziamo forza lavoro locale, in modo da supportare l’economia isolana. L’amicizia e il contatto umano per noi sono un elemento imprescindibile.”

Ricette vincenti, alla base di un successo presente e certamente futuro, dove la qualità si fonde con l’identità e lo sguardo ai nuovi canali di marketing.

Giorgio Ignazio Onano 


©Sardegnatavola

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