A Fonni si va verso la chiusura del distaccamento della Polizia Stradale. Il territorio e le istituzioni locali si schierano compatte contro il provvedimento_di Fabio Salis

Il Ministero dell’Interno ha programmato un piano di razionalizzazione della Polizia Stradale, già annunciato nel febbraio di quest’anno, ed esso consisterebbe nella chiusura di 24 distaccamenti sul territorio nazionale, tra cui quello di Fonni. La decisione del Governo è stata comunicata da parte del Direttore Generale della Polizia di Stato attraverso una nota arrivata alla Prefettura di Nuoro, che non ha nascosto il proprio disappunto. L’informazione in questione sarebbe stata inoltre trasmessa, soltanto il 12 maggio, con una e-mail informale alla sindaca di Fonni, Daniela Falconi, che ha reagito con durezza davanti alla decisione ministeriale.

Daniela Falconi sindaco di Fonni

Il presidio di Fonni risulta fondamentale per la sicurezza delle strade di un territorio che già si trova in un contesto di marginalizzazione, laddove purtroppo gli episodi di criminalità negli ultimi anni non sono mancati e in cui il dramma dello spopolamento è in atto già da qualche tempo. Negli ultimi decenni inoltre i tagli statali hanno già colpito duramente il territorio per quanto concerne i servizi essenziali, ovvero presidi fondamentali e delicatissimi per il tessuto sociale, come scuole ed ospedali. Le conseguenze di una chiusura del presidio di Polizia Stradale sarebbero drammatiche, in una zona dove oltretutto si registrano numerosi incidenti mortali nelle strade.

Emiliano Deiana presidente Anci

Per tutti questi motivi è giunta fin da subito una durissima presa di posizione contro questa decisione da parte della sindaca di Fonni che ha chiesto al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, di ritirare tale provvedimento e ha pubblicato un lungo post sul suo profilo Facebook che recita così: “se questo è Stato. In piena emergenza. Mentre ognuno di noi è preoccupato per la propria salute e il proprio futuro. Mentre i sindaci, gli amministratori, tutte le forze dell’ordine stanno impegnando ogni secondo della propria giornata per aiutare e dare totale assistenza ai cittadini. Mentre viviamo un periodo storico senza precedenti che ricorderemo per sempre, lo stato abbatte su di noi una delle sue tante mannaie.

Ve lo racconto: il 1° aprile – la data non è uno scherzo, giuro – per voce del Direttore Generale della Polizia di Stato arriva una nota alle Prefetture. Ve la dico con parole loro: “il Direttore Generale della Polizia di Stato ha dato conto del generale processo di revisione delle strutture generali e delle articolazioni periferiche. Ve la dico con parole mie: vi chiudiamo il distaccamento di Polizia Stradale di Fonni. Lo sanno dal 1^ aprile (sempre in piena emergenza), ce lo dicono adesso (sempre in piena emergenza) con una lettera “di cortesia” arrivata alla mia mail che non è né una Pec né una raccomandata. Ci dicono ovviamente che i servizi miglioreranno. Ci che il costo è spropositato (30.000 Euro l’anno di affitto, questo vale l’abbandono di un territorio per uno Stato). Ci dicono che sia Nuoro che Gavoi sono vicinissimi (da Roma conoscono “alla perfezione” le nostre curve).

Ci dicono che la Polizia Stradale di Fonni accerta un certo numero di violazione senza citare l’opera di prevenzione, di presidio costante e di supporto al territorio all’interno di un’area vastissima.

Io invece dico una sola cosa: ogni volta che lo Stato deve tagliare qualcosa, taglia a livello periferico. Non parte mai “dal centro”. E questa cosa è inaccettabile. Siamo forse “cresciuti” da quando da decenni i tagli colpiscono salute, istruzione e sicurezza nei territori marginali e nelle aree periferiche? Lo Stato è più sano finanziariamente? Il cittadino è più soddisfatto dei servizi che riceve? Se non fosse che c’è da piangere mi verrebbe da ridere fragorosamente.

Il risultato della chiusura del nostro Distaccamento è solo uno: l’ennesimo abbandono dello Stato nelle aree rurali. Il mio ringraziamento va a chi, in questi anni, tra Sindaci, Amministratori, Operatori, Deputati e Senatori, Consiglieri Regionali, semplici cittadini si sono battuti a vario titolo per far riconoscere il nostro diritto ad esistere. Al contrario, ho ben presente chi, nelle stesse categorie appena elencate ha fatto finta di nulla fregandosene altamente di cosa significa abitare in questi luoghi.”

In effetti questa decisione non sembra avere nulla che possa far pensare alla salvaguardia sociale e della sicurezza dei cittadini, ma appare come quella di uno Stato cieco e distante dalle realtà locali e per il quale contano maggiormente le logiche numeriche (il rilevamento del monte delle sanzioni) piuttosto che il dispiegamento di risorse umane e l’ascolto delle esigenze dei territori. Anche il sindaco di Gavoi, Giovanni Cugusi, ha manifestato la sua contrarietà nei confronti della chiusura: “forse il taglio ai servizi pubblici non ci ha già dato risultati abbastanza catastofici finora? Bene hanno detto gli agenti che dovranno lasciare questo avamposto e bene ha detto la sindaca Daniela Falconi: questa è una perdita gravissima, e sta ai decisori tornare indietro quando una scelta è palesemente sbagliata. La Barbagia pretende attenzione e rispetto, a partire dalla salvaguardia dei servizi”.

Attraverso un post sulla propria pagina Facebook, lo stesso dipartimento della Polizia Stradale di Fonni ha manifestato la propria delusione e sconcerto davanti a tale provvedimento: “la Polizia Stradale è una specialità della Polizia di Stato e significa che i servizi che deve effettuare sono specifici. Gli operatori delle pattuglie della Polizia Stradale sebbene debbano essere incastonati nei servizi di sicurezza pubblica dovuti all’ordinamento della P. S.si occupano di un settore specifico infatti gestiscono un settore che altri operatori di Polizia ed altre Forze di Polizia non gestiscono poiché non hanno la preparazione per gestirlo.

Quindi dire che quattro operatori della Polizia Stradale appartenenti ad uno degli Uffici Storici della Sezione Polstrada Nuoro siano inutili poiché sostituibili da altri operatori è una favola ( per non utilizzare altri termini) tutti sanno che non è vero[…]. Tutti ( quasi) dicono che è un peccato ma nessuno si assume la responsabilità di fare un passo indietro. Questa è la pura e semplice verità.

Noi riteniamo che questa sia un ingiustizia, personalmente ( intendo l’amministratore della pagina) ringrazio l’amministrazione Comunale di Fonni che ci è stata realmente vicina, la stampa che ha perorato in più occasioni la nostra battaglia sebbene inutilmente. Ma nessun altro.

Nessun dirigente perché il Distaccamento è fatto di uomini non di numeri le statistiche non fanno la differenza ma gli uomini SI. Nessun politico fatto salvo l’amministrazione Comunale a cui siamo grati, perché alle parole vanno aggiunto i fatti e noi fatti non ne abbiamo visto. Nessun detrattore che vede il servizio dei nostri operatori come una mera spesa, vi ricorderete quando in mezzo alla neve per fare un esempio non vi soccorrerà nessuno o nella migliore delle ipotesi starete soli per ore questo per risparmiare sulla vostra sicurezza.”

La delicatissima questione è arrivata anche in Parlamento, attraverso l’intervento del deputato di Fdi, Salvatore Deidda, e tra i banchi del Consiglio Regionale, dove i consiglieri Francesco Mura, Fausto Piga e Nico Mundula di Fdi e anche il Psd’Az hanno presentato una mozione: “ancora una volta il presidente del Consiglio approfitta dell’emergenza sanitaria per prendere decisioni che danneggiano in maniera grave la comunità. Ci opporremo con forza e in tutti i modi alla chiusura del distaccamento di Polizia di Fonni. Una scelta scandalosa che danneggia pesantemente la comunità della zona più interna della Sardegna”. In particolare Mura ha sottolineato: “le motivazioni della chiusura sono piuttosto deboli tanto più se paragonate al gravissimo danno che si rischia di arrecare al territorio barbaricino, già colpito, negli anni, da una lunga serie di tagli ai servizi fondamentali quale sanità, istruzione, trasporti, uffici postali ed ora sicurezza”. Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia sarebbe ancora più grave il fatto che il provvedimento di chiusura sia arrivato nel periodo dell’emergenza Coronavirus: “la stagione dei tagli, da cui veniamo, ha prodotto effetti nefasti in un periodo nel quale le forze di polizia si sono dimostrate quanto mai essenziali nel supporto ai Comuni e alle popolazioni delle aree più isolate e marginali. La decisione di chiudere il distaccamento di Polizia stradale di Fonni è del tutto immotivata, anche alla luce della collocazione geografica in cui il presidio opera, offrendo supporto alla circolazione stradale in periodo di neve e ghiaccio”.

Anche il Presidente della commissione Autonomia, Pierluigi Saiu (Lega), ha espresso la sua preoccupazione attraverso una lettera inviata al Presidente del Consiglio: “oltre che una questione di ordine pubblico la presenza della polizia stradale sul territorio nuorese è una garanzia di sicurezza per tutti i cittadini. È una decisione inaccettabile che testimonia, ancora una volta, la scarsa attenzione dello Stato nei confronti della nostra Isola. Dopo il Covid19 i sardi si sarebbero aspettati decisioni per dare impulso all’economia e non chiusure indiscriminate dettate da mere logiche ragionieristiche. Il solo metodo del contenimento dei costi è un criterio che non può adattarsi al nostro territorio. Dopo i tagli al settore sanitario, le cui criticità sono state messe in evidenza in questo periodo di emergenza legata al Covid19, il Governo nazionale ricade nello stesso errore: ridimensionare la presenza dello Stato in un territorio che ha bisogno soprattutto di sicurezza”. Per il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, si tratterebbe di un “atto di prepotenza nei confronti dei territori interni” e “la chiusura del distaccamento della Polizia stradale di Fonni, già tentato con l’allora governo Gentiloni, è stato sino ad ora evitato grazie all’impegno e alla strenua battaglia di chi ben conosce il territorio”.

Il fronte del no al provvedimento comprende anche i sindacati del territorio e l’ANCI Sardegna che ha ufficialmente chiesto al Governo di ritirarlo e di “attivare con l’Amministrazione Comunale un dialogo fattivo per ricercare le soluzioni migliori e rafforzare l’indispensabile presidio operativo di Pubblica Sicurezza in quel territorio”. Il Presidente dell’Associazione, Emiliano Deiana, ha sottolineato: “istruzione, sanità, mobilità, sicurezza sono da anni nel mirino dei ridimensionamenti. Quando c’è da tagliare si taglia nelle periferie, nei luoghi in cui maggiormente si sente la distanza dalle organizzazioni statali. Il mantenimento, anche al di là delle pur discutibili ragioni economiche, di questi servizi essenziali è condizione necessaria anche se non sufficiente al mantenimento di una prospettiva di futuro nelle aree interne della Sardegna. uno dei pochi comuni a vocazione esclusivamente montana della Sardegna, una realtà socio-economica dinamica, una posizione geografica strategica sull’asse viario Nuoro – Lanusei fra il nuorese e l’Ogliastra, un territorio complesso con la presenza di estese aree demaniali. Se a questo si aggiunge la “tempistica” della decisione– in piena emergenza da Covid19 – ci si rende conto della insensatezza della decisione”.

In coopertina Daniela Falconi sindaco di Fonni.

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