Yoga in gravidanza, yoga nel post parto_di Simonetta Columbu

Se puoi respirare puoi praticare yoga “ 

‘’Queste furono le illuminanti parole che mi disse uno dei miei maestri durante un corso di formazione’’ mi racconta Sara, la mia insegnante di Yoga.

‘’Tutte le donne possono e mi sento di dire dovrebbero praticare yoga, specialmente in gravidanza’’.

Ciao Sara, perché dici ‘’dovrebbero’’?

Per godere di molteplici benefici a livello fisico ed emotivo. Ormai sono tanti i medici ginecologi che lo consigliano. Lo yoga è capace di alleviare piccoli e grandi fastidi che possono sorgere durante la gestazione.

Da che mese?

Si può praticare yoga in qualsiasi trimestre della gravidanza, ma mai dimenticare di ascoltarsi, praticare ma senza strafare. Ci sono modifiche adatte a tutte le situazioni, ogni posizione ha innumerevoli variabili e ognuno deve rimanere nel livello che può raggiungere quel giorno.

Ci sono delle posizioni che in gravidanza vanno evitate durante la pratica?

Ci sono infinite modifiche degli asana (posizioni) e ognuna è adattabile a qualsiasi condizione fisica. Basti pensare che esiste lo yoga praticato sulla sedia a rotelle o in caso di patologie o ancora in età avanzata. Le principali posizioni e movimenti da evitare sono le posizione supine, le profonde torsioni e tutto ciò che il praticante non avverta come benefico. Ascoltarsi è la chiave. Non ci sono regole fisse, ogni corpo è differente e ogni donna vive la gravidanza in modo unico e speciale.

Cosa deve e può rappresentare lo yoga per una donna in attesa?

Lo yoga è uno strumento potente e forse un po’ magico. Si rivela essere, molto spesso, uno strumento in grado di aiutarci ad accogliere una nuova vita sotto numerosi aspetti. Può essere un sostegno per piccoli e grandi fastidi che possono sopraggiungere, dal semplice aumento del peso ai fastidi circolatori o qualche dolore alla schiena. Può aiutare a gestire ansia e preoccupazione. Lo yoga può aiutarti ad arrivare più preparata, forte e consapevole al parto. Ci ‘’Ri insegna’’ a respirare, a prenderci il tempo per farlo. Ci illumina la strada giusta per conoscere la propria mente e le infinite potenzialità del corpo.

Nel post pasto dopo quanto si può riniziare?

A seconda del tipo di parto le tempistiche possono variare, quando una donna sente che il proprio corpo e la propria mente lo desiderano può iniziare, ma ovviamente dopo il benestare del ginecologo. Ci son state allieve che hanno ripreso dopo pochissimi giorni altre che hanno avuto bisogno di maggior tempo, magari a seguito di un cesareo.

Quanto è importante per una donna concedersi uno spazio per sé?

Ritengo sia fondamentale. Spesso l’attenzione viene spostata solo sull’arrivo del bambino e la mamma può essere o sentirsi trascurata. Uno spazio per sé può sostenerti nei momenti di solitudine, di stanchezza, stress, instabilità emotiva dovuta agli ormoni e anche in caso di depressione post partum. Una mamma sana, forte fisicamente e mentalmente sarà una mamma serena e felice e solo questo può garantire la salute e la felicità del proprio figlio e della propria famiglia .

Yoga tra donne.

Credo che la lezione di yoga tra donne sia uno dei momenti più magici e potenti che esista. Un’ energia primordiale e atavica si sprigiona, una fusione e sincronicitá tra i corpi crea una danza. E’ qualcosa di potente difficile da descrivere. Ma non crea solo energia, anche una nuova rete di mamme con le quali possono nascere solide amicizie anche al di fuori dalla sala di yoga. A tal proposito mi piacerebbe dare un consiglio alle mamme: createvi una rete d’amicizie con donne che stanno vivendo una fase uguale alla vostra. Donne con le quali potete condividere gioie, paure, debolezze e nuovi ritmi. Molte delle vecchie e più care amiche lavoreranno e non ci saranno durante il giorno, ma una nuova rete, bisogna dirlo, può sostenerti anche nei momenti di solitudine e debolezza.

Il parto: ascolto, apertura, abbandono, amore.

Valori e sentimenti fondamentali per il travaglio che mi piace approfondire e stimolare nelle mie lezioni. Lo yoga sarà la tua guida nel risvegliare la donna selvaggia che è in te. Trova un luogo protetto e sicuro, circondati delle persone che hai scelto, e lascia che il tuo corpo si abbandoni. Ricorri a massaggi, coccole, posizioni di appoggio, e continua a respirare con espirazioni lunghe durante le contrazioni. Sentiti libera di esprimerti attraverso il grido, il canto, la vocalizzazione e il movimento. Lasciati andare. Tutto questo non solo abbasserà la percezione del dolore, ma ti porterà a vivere uno stato alterato della coscienza, un completo abbandono, che permetterà la dilatazione completa e ti renderà pronta per separarti dal tuo bambino e accoglierlo. Solo così proverai davvero il valore “trasformativo” del dolore del parto, che, come un rito, ti permetterà il passaggio a un nuovo stato, a una nuova fase della vita. Solo così potrai esplorare con attenzione il tuo corpo e la tua mente, facendo ricorso a tutte le tue riserve di energia per uscire, dopo il parto, più forte di prima, più conscia delle tue potenzialità, quindi più pronta ad affrontare le nuove sfide dell’essere madre.

Sara potresti suggerire qualche esercizio alle nostre mamme?

Certo, parliamo dei piedi. La base, la radice. Te ne prendi cura? Se la tua risposta è “no”, la gravidanza è un buon momento per cominciare. Essi sono dei preziosi alleati che ti sostengono durante tutta la giornata ma l’aumento di peso e lo spostamento del punto di equilibrio nell’arco dei nove mesi determinano molto spesso gonfiori. Quindi… ecco degli esercizi per piedi e caviglie: – Seduta separa le gambe quanto riesci e disegna almeno dieci cerchietti con le caviglie in senso orario e dieci in senso antiorario. – In piedi vai sulle punte e ritorna , vai sui talloni e alza le punte e vai sui talloni almeno 10/20 volte , è molto stancante ma davvero efficace! – Sdraiata a terra solleva le gambe e falle appoggiare al muro per almeno 5 minuti .

Grazie cara Sara! 

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