Viaggio tra i sapori del Sulcis Iglesiente_di Giampaolo Cirronis

Tra le varie arti “la buona cucina” è sicuramente una di queste; così, come la pittura incanta colpendo il senso della vista; la musica emoziona non poco facendo vibrare il senso dell’udito; la cucina a sua volta esalta e cattura i sensi della vista, dell’olfatto e del gusto.

Il Sulcis Iglesiente, terra antica dal fascino immutato nel tempo, offre un’ampia varietà di sapori sapientemente miscelati, una sfilata di piatti particolari altrettanto sapientemente preparati ed accompagnati da vini di uve pregiate. Il vino Carignano, prodotto nelle terre sabbiose del Basso Sulcis, da oltre trentanni esalta i gusti della cucina, cogliendo i prodotti della terra e del mare.

Affumicatura callus de crabittu – foto Maurizio Artizzu

Intorno al progetto dell’associazione “La strada del vino Carignano del Sulcis”, con il coinvolgimento diretto delle cantine (Santadi, Sardus Pater, Mesa, Calasetta e 6Mura), affermatesi a livello nazionale e internazionale con prestigiosi riconoscimenti e una diffusione sempre più capillare nei diversi continenti, sono nati straordinari incontri tra vino e musica e itinerari turistici per la valorizzazione del territorio. Nell’ottica di una riconversione produttiva ormai improcrastinabile davanti al declino del modello di sviluppo monocolturale industriale.

Ogni anno tra luglio e agosto, si rinnova l’appuntamento con la rassegna itinerante “Carignano Music Experience” in onore del pregiato vino rosso Carignano del Sulcis. Il calendario ricco e vario trasporta il pubblico in un magico scenario fatto di musica e sapori prelibati che raccontano di una terra antica ancora da scoprire.

Nelle specialità culinarie dell’interno sono protagoniste le carni rosse e bianche, arrosto e in umido, trovano la giusta esaltazione il carciofo spinoso sardo, coltivato prevalentemente nelle campagne di Tratalias, Giba, Masainas, Piscinas e Santadi, i funghi dei boschi di Santadi e Teulada, le produzioni agricole e le erbe aromatiche ed officinali.

Calasetta – foto Maurizio Artizzu

Dalla montagna al mare il passo è breve. È straordinaria la proposta alimentare dei comuni che si affacciano sul golfo di Palmas e quella delle isole di Sant’Antioco e San Pietro, dove a farla da padrone è il pesce, in particolare il tonno, autentico re della cucina tabarchina, a Carloforte e Calasetta.

Nel weekend a cavallo tra maggio e giugno, da undici anni Carloforte apre la stagione turistica con il Girotonno, prestigiosa rassegna caratterizzata da una competizione tra alcuni dei migliori chef internazionali, che porta nell’isola migliaia di visitatori.

Il tonno è uno degli ingredienti principali anche nella cucina di Portoscuso, cittadina industriale che ha conservato le antiche tradizioni, intorno alle quali sta cercando di creare i presupposti per una nuova economia, incentrata su un ritorno alla natura.

I caseifici di Carbonia, Santadi e Villamassargia da diversi lustri esaltano i formaggi pecorini ma negli ultimi anni la produzione è stata arricchita con i caprini ed altre specialità tipiche.

L’antico rito della panificazione rivive ogni anno in occasione della Sagra del pane a Giba nella settimana che precede Ferragosto. Durante i tre giorni della sagra, nella piazza vengono allestiti numerosi forni tradizionali, costruiti con mattoni in fango e paglia. I visitatori possono così assistere alle diverse fasi della lavorazione di diversi tipi di pane: dal civraxiu al pane con le olive, con formaggio, con ricotta e con gerda.

In copertina – Tonnara di Carloforte – foto Maurizio Artizzu

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