Set cinematografico e inaugurazione della Grotta di San Giovanni a Domusnovas_di Tarcisio Agus

La Grotta di San Giovanni a Domusnovas è uno degli attrattori turistici più importanti e suggestivi della Sardegna e, ora, grazie a Sardegna Film Commission è anche un set ricercatissimo per produzioni cinematografiche, documentaristiche e fotografiche. Per questo i consiglieri di amministrazione di SFC e la direttrice Nevina Satta hanno fatto un profiquo sopralluogo alla vigilia della inaugurazione della Grotta la cui gestione è stata affidata ad una cooperativa locale.

Il Sindaco Massimiliano Ventura, sabato 27 giugno scorso, ha tagliato il nastro per la riapertura al pubblico dell’importante geosito, da oltre vent’anni monumento naturale ai sensi della legge n.31/89 della Regione Sardegna, chiuso da tempo. Gli interventi eseguiti hanno interessato la viabilità interna e la sua illuminazione. Certamente la Grotta di San Giovanni a Domusnovas, nell’iglesiente, ci accoglie con un’imponenza straordinaria sul fronte del complesso di Monte Acqua, riconducibile al Cambriano (541 – 485 Ma). I toponimi, i nomi dei luoghi, non sono mai a caso e, come in questa circostanza, Monte Acqua, ci ricorda la presenza importante del prezioso liquido per l’uomo, ma anche il lavoro che questo indispensabile elemento per la vita, ha attuato nelle viscere della terra, con il suo operato erosivo e di stillicidio che ancora permane in molti tratti. Per milioni di anni, il torrente che ancora l’attraversa, rio Sa Duchessa, ha plasmato la massa calcarea restituendoci un affascinante percorso sotterraneo che si sviluppa per oltre 800 metri.

Questa nostra importante cavità, costituita da numerosi angoli con stalattiti, stalagmiti e simpatiche concrezioni a vaschetta, è percorsa da una strada, realizzata, a suo tempo, per il trasporto dei minerali estratti dalla miniera di Sa Duchessa, posta a monte del monumento.

Immergersi nella Grotta di San Giovanni, con le sue volte che si perdono nel buio profondo o appena illuminate dal riverbero dei fari che evidenziano angoli di particolare fascino, è come addentrarci nelle cupe cattedrali gotiche, ove la luce si scompone nelle maestose vetrate colorate senza alterarne la naturale illuminazione interna. Addentrarsi lungo la strada, oggi rimessa a nuovo, ci permette di riversare lo sguardo verso l’alto, per scoprire ulteriori antri bui, che nel tormentato formarsi dell’ampia spelonca, si manifestarono a seguito dei vortici d’acqua che cercavano nuova via verso l’esterno. Quelle turbolenze, pare oggi siano sopite e ritiratesi su un altro ramo della grotta della lunghezza di oltre due chilometri, fra sale, strettoie, laghetti e sifoni, ancora da scoprire.

Poi lo sguardo non può che adagiarsi sulle cascate di stalattiti, illuminate nell’oscurità, per richiamarci alla bellezza del creato, immergendoci in un misticismo senza eguali, tra luce e oscurità. Questo nostro monumento naturale prende il nome di San Giovanni, dato da un’antica cappella al santo dedicata, presso l’ingresso Nord, poi andata distrutta.

Pare che l’uomo la frequentasse già nel paleolitico, anche se gli importanti cocci in ceramica arcaica rinvenuti, non ci confermano una così ampia frequentazione. Certamente la grotta, come molte altre in Sardegna ha avuto certa la presenza umana durante il Neolitico (6.000 – 2.350 a.C.), come importante rifugio. Altro elemento che si perde nella notte dei tempi, e che rendeva la grotta una vera e propria fortezza, sono le possenti mura che la blindavano, sia sul fronte Nord, verso la valle di Oridda, che a Sud, presso l’ingresso principale. La singolare fortificazione pare demolita nel XIX secolo per l’attraversamento viario.

La Grotta di San Giovanni, sino a pochi anni fa, era percorribile anche in macchina, tanto che veniva classificata come la terza grotta al mondo con la suddetta caratteristica viaria. La grande parete d’ingresso è meta di appassionati di arrampicata sportiva su parete. Credo meriti una visita attenta, in assoluto silenzio, ascoltandone la vita, o in compagnia delle eccellenti guide che narreranno della sua origine e degli eventi che nel tempo l’hanno caratterizzata.

Vedi anche

Per sempre, Maestro Ennio Morricone_di Gianfranco Cabiddu

Un grande dolore e insieme una profonda gratitudine e affetto per Ennio, comune a tutti …