Ricordate Tommaso, il dodicenne che regalò l’etichetta al padre?_di Luca Neri

Ora la sua storia conosce un nuovo episodio
Il suo regalo di compleanno per il padre aveva commosso la Sardegna, dipingendo con una storia da libro Cuore i giorni tristi della quarantena. Tommaso Beccoi, 12enne di Mamoiada, aveva contattato in gran segreto la grafica di caratura internazionale Mara Damiani, commissionandole la realizzazione del logo per il vino prodotto dal padre Pino, il “Duduli”. Lo sviluppo dela vicenda, tra un’identità nascosta alla designer (che sino all’ultimo era convinta di trattare con un adulto) e una consegna a sorpresa, aveva conquistato un po’ tutti e ora, a due mesi circa di distanza, la favola di Tommaso è arrivata al suo secondo capitolo.”L’amore genera altro amore”. Mara Damiani ama ripetere questa frase, e il seguito della storia le fa da spalla e da conferma.

Mara Damiani con Tommaso Beccoi

Sì, perché all’indomani del clamore mediatico scaturito dal racconto, quest’ultimo ha conosciuto l’ingresso di nuovi personaggi principali. Il gesto di Tommaso, infatti, ha toccato qualche corda particolare nel cuore di tanti, finendo per portare più fortuna del previsto al vino “Duduli” e alla famiglia Beccoi. Ancora una volta la chiave di volta è la grafica Mara Damiani, contattata un paio di giorni dopo il boom social della notizia da un etichettificio di Quartu, la Giemme Services, desiderosa di coronare il sogno del giovane, stampando e regalando quelle etichette che – nel frattempo – avevano preso vita. Non solo, perché il viaggio della favola, che da Mamoiada conduce a Quartu Sant’Elena, fa tappa a Gavoi. In questo caso la Damiani riceve la chiamata dell’artigiano Luciano Zedda, che le propone l’incisione della illustrazione su pietra, per un nuovo dono per il 12enne Tommaso. Stavolta sarà la designer a “restituire la sorpresa”: l’occasione si presenta con le più classiche sembianze sarde, con un invito a pranzo, a Mamoiada, ricevuto dalla famiglia Beccoi. Così, dopo uno spettacolare banchetto all’insegna della proverbiale ospitalità isolana, Mara mette mano alla borsa ed estrae le 350 etichette, tra lo stupore generale e quell’incredulità diventata di casa. Ma non finisce qui: mediante un sincronismo perfettamente calcolato, in quel preciso momento il motore del pick-up dell’artigiano Zedda suona come un prestigio.

Quando il bagagliaio si apre la pietra è lì, con la sua ormai iconica scritta Duduli e quella grafica che tende la mano a un sogno.È la chiusura di un cerchio, l’ennesimo lieto fine in una favola che i Beccoi hanno iniziato a vivere quasi per caso, dall’affetto di Tommaso per il padre, all’estro e la sensibilità di Mara Damiani.Oggi Duduli ha conosciuto il suo secondo episodio. Domani chissà.

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