{"id":984,"date":"2020-03-23T12:41:44","date_gmt":"2020-03-23T11:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=984"},"modified":"2020-03-23T13:05:49","modified_gmt":"2020-03-23T12:05:49","slug":"stampace-e-marina-quartieri-storici-di-cagliari_di-ermenegildo-lallai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/stampace-e-marina-quartieri-storici-di-cagliari_di-ermenegildo-lallai\/","title":{"rendered":"Stampace e Marina, quartieri storici di Cagliari_di Ermenegildo Lallai"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">PiazzaYenne, vero centro di Cagliari, \u00e8 sempre&nbsp; stato un punto di riferimento importante per tutti i cagliaritani e sopratutto per gli abitanti dei quartieri di Stampace e&nbsp; della Marina.&nbsp;                                                              La Piazza,&nbsp; la pi\u00f9 importante dell\u2019intera citt\u00e0, ha come \u201ctitoli nobili\u201d la statua di Carlo Felice, vestito inspiegabilmente da antico romano, e la colonna che segna l\u2019inizio della strada statale \u201cCarlo Felice\u201d che da Cagliari porta a Sassari.                                                                                                             Sul&nbsp; lato destro, guardando verso il Largo Carlo Felice e il porto si trova il quartiere di Stampace abitato da persone giudicate&nbsp; in passato \u201cabbastanza vivaci\u201d, a cui la fantasia popolare, non per niente, ha attribuito il nomignolo di Cuccurus cottus (Teste calde).&nbsp;                                                                      Dall\u2019altro lato della piazza , sulla sinistra, invece, guardando il Largo Carlo Felice, si trova il Quartiere della Marina, che confinando nella parte inferiore con il porto rappresenta il primo vero contatto con la citt\u00e0 per chi arriva a Cagliari dal mare. Gli abitanti del quartiere hanno sempre avuto con il mare un rapporto&nbsp; molto intenso tanto \u00e8 vero che nella parlata popolare vengono soprannominati \u201cCulus sfustus\u201d. &nbsp; Il&nbsp; rione caratterizzato da moltissime attivit\u00e0 commerciali&nbsp; e studi professionali &nbsp; era abitato nei tempi passati, almeno fino agli anni sessanta, da moltissimi pescatori&nbsp; che erano soliti riparare le reti da pesca nelle strade, e in particolare &nbsp; nella parte bassa del Viale Regina Margherita e&nbsp; nella Piazzetta Darsena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sansepolcro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-985\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sansepolcro.jpg 1000w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sansepolcro-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sansepolcro-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sansepolcro-310x205.jpg 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli abitanti di Stampace e della Marina \u00e8 esistita, forse da secoli, una rivalit\u00e0 che portava&nbsp; a esaltare gli aspetti significativi e caratteristici dei due rioni.&nbsp;Gli stampacini&nbsp; erano e sono&nbsp; estremamente devoti a S. Efisio, chiamato amichevolmente Efis a cui chiedono aiuto e confidano le proprie pene. La festa del Santo di Gennaio, le Processioni del Gioved\u00ec Santo per la visita alle sette Chiese, del Lunedi Santo e sopratutto quelle di maggio del pellegrinaggio a Nora, pur essendo considerate patrimonio dell\u2019intera citt\u00e0 e della Sardegna, vengono vissute come un impegno particolare da tutti gli abitanti del quartiere molti dei quali&nbsp; ritengono&nbsp; che&nbsp; quelle del periodo Pasquale&nbsp; siano una sorta di \u201cviaggio all\u2019estero \u201d del Santo in quanto percorrono le strade dei rioni della Marina, del Castello e di Villanova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli Stampacini hanno sempre goduto&nbsp; di particolare prestigio e ammirazione i componenti la Confraternita del Gonfalone e in particolare il Terzo guardiano, a cui viene &nbsp; affidato il gravoso compito di organizzare la festa di maggio, e \u201cis \u201cDottoris\u201d che nelle processioni indossano il&nbsp; frak e il cilindro e che nella parlata&nbsp; comune vengono descritti come \u201ccussus chi bestinti a Guardiania \u201c.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grande considerazione \u00e8 riservata anche alle Consorelle della Confraternita che hanno il privilegio di \u201cvestire\u201d il Santo per le processioni.                              Un merito che viene riconosciuto da tutta la citt\u00e0 agli Stampacini \u00e8 quello di aver ridato vigore&nbsp; e valorizzato il carnevale cagliaritano.                            Grazie alla G.I.O.C ( Giovent\u00f9 italiana operaia cattolica) e in particolare&nbsp; all\u2019iniziativa e inventiva di Pinuccio Schirra e di Tonino D\u2019Angelo e di tutti i loro collaboratori sin dall\u2019immediato dopoguerra (1946) sono ricomparse nelle strade della citt\u00e0 la ratantina, con la sua musica ritmata e inebriante, le maschere tradizionali come Sa gattu, Sa viuda, su tiaulu, Sa dira, Su maccu, Su dottori, Su piccioccu&nbsp; e crobi che sono riusciti&nbsp; a strappare un sorriso e a divertire giovani e anziani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriStampace.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-993\" width=\"592\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriStampace.jpg 452w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriStampace-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><figcaption><em>Antonello Angioni: Stampace, la storia e le storie &#8211; Giorgio Ariu editore<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli abitanti del quartiere sostengono di essere i&nbsp; \u201cveri\u201d cagliaritani in quanto tutti gli altri rioni della citt\u00e0 hanno avuto, a loro parere, influssi esterni,&nbsp; la Marina dai tanti&nbsp; commercianti arrivati nell\u2019ottocento dalla Penisola e in particolare&nbsp; dalla Liguria e dalla Toscana &nbsp; e Villanova da persone e famiglie provenienti dai&nbsp; vari Paesi della Sardegna. Il quartiere del Castello invece \u00e8 considerato un caso a parte&nbsp; in quanto abitato in gran parte&nbsp; da \u201cnobili\u201d che secondo la credenza popolare \u201csnobbano\u201d gli altri cagliaritani.                                                                                                                      Il vero orgoglio \u201cde sa genti de sa Marina\u201d oltre alla Via Roma, strada pi\u00f9 importante di Cagliari, era nei decenni che precedettero e seguirono&nbsp; la seconda guerra mondiale&nbsp; il bellissimo Mercato del Largo Carlo felice, demolito alla fine degli anni cinquanta con grande disappunto di tutti i cagliaritani.&nbsp;     <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato non era solo il luogo dove si faceva la spesa ma anche la sede di piacevoli&nbsp; incontri tra amici e conoscenti e&nbsp; di un continuo confronto&nbsp; sulla qualit\u00e0 dei prodotti in vendita.                                                                                     Il compito di fare la spesa, che veniva svolto giornalmente per la totale assenza nelle case dei frigoriferi, &nbsp; era spesso affidato ai mariti&nbsp; che erano soliti vantarsi di essere in grado di valutare e scegliere gli alimenti e di saper riconoscere sopratutto, da buoni cagliaritani, la freschezza del pesce: era abbastanza normale vedere infatti anche&nbsp; distinti professionisti&nbsp; giudicare con grande attenzione e atteggiamento professionale&nbsp; gli occhi, le pinne e il colore del pesce esposto per verificarne la bont\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la stessa meticolosa&nbsp; tecnica veniva analizzata la frutta e gli ortaggi, i compratori, che raggiungevano il Mercato da tutte le parti di Cagliari, spesso sostenevano di essere capaci di capire&nbsp; il sapore dei prodotti dal loro colore &nbsp; e&nbsp; attendevano quasi con ansia la comparsa nelle rivendite della prima frutta estiva ( oggi si comprano i vari prodotti in tutte i periodi dell\u2019anno, \u00e8 stata infatti eliminata la vendita stagionale di frutta e verdure varie) e in particolare&nbsp; del&nbsp; moscatello che secondo la tradizione doveva essere pronto , cosi come detto in un popolare mutettu,&nbsp; il 26 di luglio, giorno della festa di S. Anna ( \u201c po Santa Anna avocada bessi su muscadeddu\u201d)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I rivenditori con i prodotti migliori godevano di grande popolarit\u00e0 e naturalmente potevano contare su&nbsp; una maggiore clientela. &nbsp;Nei discorsi tra i compratori spesso si accendevano&nbsp; dispute sulla bravura e competenza dei vari titolari dei box del mercato. Esisteva una sorta di simpatica&nbsp; familiarit\u00e0 tra rivenditori e compratori che si esprimeva&nbsp; con battute prevalentemente in sardo cagliaritano e con allegri commenti su fatti e argomenti di attualit\u00e0.&nbsp;                                                                                                                         Era singolare che&nbsp; la vendita&nbsp; del pesce, della carne bovina e equina fossero esclusiva competenza degli uomini mentre la&nbsp; frutta, la verdura e i polli fossero in maggioranza proposti da donne provenienti prevalentemente dai centri vicini a Cagliari.                                                                                        Capitava con una certa frequenza che le venditrici, spesso per futili motivi, litigassero tra di loro esprimendo a voce alta le rispettive accuse o opinioni con parole sconce che suscitavano&nbsp; ilarit\u00e0 negli uomini e&nbsp; scandalo nelle donne e che, comunque, inducevano&nbsp; molte persone&nbsp; a fermarsi per assistere&nbsp; alle scenate che quasi sempre venivano interrotte, prima che trascendessero,&nbsp; da volonterosi pacieri&nbsp; o, molto spesso,&nbsp; dai severi vigili urbani di servizio nel Mercato (Is guardias) .<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriMarina.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-994\" width=\"577\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriMarina.jpg 536w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Gia_promolibriMarina-300x153.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><figcaption><em>Antonello Angioni: La Marina, i palazzi, le famiglie, le strade, le chiese &#8211; Giorgio Ariu editore<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le donne che facevano la spesa, trovandosi giornalmente, si confrontavano sulle ricette e sui sistemi per ottenere sempre migliori risultati nel cucinare; di fatto i locali del Largo Carlo Felice&nbsp; erano una scuola aperta sui segreti per la preparazione dei piatti della tradizione cagliaritana.&nbsp;Bisogna anche doverosamente&nbsp; ricordare che gli incontri tra donne servivano oltre che per chiarire come preparare \u201cSa burrida o su pisci in scabecciu\u201d anche per informare e essere informate dei pettegolezzi della vita cittadina (crastuliminis).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stampacini&nbsp; e la gente della Marina&nbsp; vedevano, come detto, con un certo distacco gli abitanti del rione di Villanova che consideravano non cagliaritani doc in quanto&nbsp; provenienti da vari paesi della Sardegna. Erano i cosidetti \u201cforesus\u201d che sopratutto nel secondo dopoguerra si erano trasferiti a Cagliari per lavorare alla ricostruzione della citt\u00e0. Tale modo di ragionare veniva per\u00f2 contestato dai Villanovesi&nbsp; che si sentivano invece cagliaritani a tutti gli effetti e ricordavano che il famoso sindaco Bacaredda abitava nel quartiere, che moltissimi&nbsp; famiglie discendevano dai&nbsp; tanti che nel passato avevano&nbsp; coltivato i famosi e produttivi orti del rione&nbsp; e, ancora,&nbsp; che le Processioni&nbsp; della Settimana Santa, accompagnate dai tradizionali canti eseguiti dai cantori,&nbsp; seguite&nbsp; da tutta la citt\u00e0,&nbsp; da secoli avevano e hanno come centro e punto di partenza le Chiese del Rione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti i quartieri di Cagliari con i loro tipici personaggi sono, per chi vi ha vissuto nella Cagliari degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, una miniera inesauribile di ricordi.                                                                                   La citt\u00e0 &nbsp; del dopoguerra era molto diversa dall\u2019attuale, sicuramente&nbsp; meno sofisticata:&nbsp; si deve per\u00f2 riconoscere, con un certo&nbsp; rimpianto e nostalgia per quegli anni e per quel mondo totalmente cambiato,&nbsp; che i cagliaritani di allora pur non avendo le comodit\u00e0 odierne&nbsp; avevano l\u2019opportunit\u00e0 di vivere in maniera semplice in un ambiente&nbsp; a misura d\u2019uomo che favoriva i rapporti umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>dalla rivista ilCagliaritano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PiazzaYenne, vero centro di Cagliari, \u00e8 sempre&nbsp; stato un punto di riferimento importante per tutti i cagliaritani e sopratutto per gli abitanti dei quartieri di Stampace e&nbsp; della Marina.&nbsp; La Piazza,&nbsp; la pi\u00f9 importante dell\u2019intera citt\u00e0, ha come \u201ctitoli nobili\u201d la statua di Carlo Felice, vestito inspiegabilmente da antico romano, e la colonna che segna &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":986,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-984","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-libri-e-riviste"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=984"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":996,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/984\/revisions\/996"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/986"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}