{"id":694,"date":"2020-02-17T12:12:17","date_gmt":"2020-02-17T11:12:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=694"},"modified":"2020-02-19T12:45:21","modified_gmt":"2020-02-19T11:45:21","slug":"la-paddha-timpiesa_di-giuseppe-sotgiu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/la-paddha-timpiesa_di-giuseppe-sotgiu\/","title":{"rendered":"La paddha timpiesa_di Giuseppe Sotgiu"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">C\u2019era una volta la noblesse!                                                                       L\u2019argomento pu\u00f2 essere giudicato frivolo o vuoto di contenuti, ma se qualcuno decide di dedicargli un semplice cenno o un approfondimento, non saremo certamente noi a tirarci indietro. Anzi, come nostro solito, forniremo tali e tanti di quei pretesti volti a determinare elementi di discussione, poich\u00e9 il discutere e il dibattere \u00e8 proprio delle genti civili e dei dettami della democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prescindere dall\u2019importanza o meno dell\u2019argomento, in questo caso vengono offerte a tutti la possibilit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 di mettere a nudo vizi, pregi e virt\u00f9 di una comunit\u00e0 che sembra aver smarrito per strada le proprie radici, la propria identit\u00e0, la propria autoironia, la propria tempieseria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paglia, non sei pi\u00f9 un tab\u00f9. Se ci sei batti un colpo. Se poi la paglia viene considerata nel senso di \u201corgoglio\u201d, beh, allora sar\u00e0 necessario che di colpi ne batta parecchi. Purtroppo, a Tempio, oltre alla crisi economica e a quella pi\u00f9 variegata che attanaglia l\u2019Italia e il mondo, c\u2019\u00e8 anche quella della paglia e \u201cchista pal noi \u00e8 una disgrazia manna\u201d (questa per noi \u00e8 una disgrazia grande). Dire paglia vuol dire tante cose e non vuol dire niente. Vi sono a Tempio proverbi, modi di dire e curiosit\u00e0 sul tema che potrebbero interessare gli studiosi del passato da riempirne pagine intere. Sapevate che la Via Lattea in tempiese si chiama \u201cLu caminu di la paddha\u201d?&nbsp; (La strada della paglia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Timpiesu paddosu*&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempiu padda*<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><br>*TEMPIESE PRESUNTUOSO &#8211; TEMPIO PAGLIA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Equivalgono ad uno scontato modo di dire di parecchi \u201cpaesani\u201d di altri centri vicini, dimentichi il pi\u00f9 delle volte dei loro \u201cpseudonimi\u201d o meglio ancora dei loro appellativi e della risposta altrettanto caustica che in genere veniva sibillinamente e ironicamente suggerita: Chici (in Tempiu) no c\u2019\u00e8 paddha pa l\u2019asini (Qui a Tempio non c\u2019\u00e8 paglia per asini). Ma era una risposta data solo agli intenditori, gli altri non potevano capirla ed erano ovviamente autorizzati a non capire. In genere sono frasi dette per ferire e per offendere, raramente per sorriderci sopra appunto con una certa ironia. Ed \u00e8 pur vero che i tempiesi, nell\u2019arco dei secoli, apostrofavano questi altri con altrettanta reciproca ferocia. Detto comportamento, oltre che dalle scuole di pensiero dell\u2019epoca era dettato anche da una specie di frustrazione che parecchi nutrivano nei confronti di Tempio e degli stessi tempiesi. Fortunatamente, sia a Tempio che negli altri centri, vi era e vi \u00e8 tuttora la stragrande maggioranza delle persone che a questi modi di dire non presta alcuna attenzione, appartenendo alla classe delle persone intelligenti,&nbsp; pi\u00f9 colte o pi\u00f9 responsabili; senza contare poi l\u2019influenza degli insegnamenti religiosi, scolastici e pedagogici che tutti si presume abbiano ricevuto. L\u2019argomento viene affrontato anche dal De Rosas nel suo interessante libro \u201cTradizioni popolari di Gallura\u201d (Tempio &#8211; La Maddalena 1899) al capitolo: carattere morale dei galluresi, paese per paese, per rendersi conto che la questione, soprattutto nei secoli passati, era abbastanza sentita e praticata. Paddha vuol dire paglia in tutte le sue varianti, fieno secco eccetera. Per\u00f2, nel linguaggio comune volto all\u2019offesa, voleva e vuol dire: vuoto, vacuo, vanaglorioso, vanitoso, vanesio e chi pi\u00f9 \u201cv\u201d ha pi\u00f9 ne mette. Storicamente, invece, gli si pu\u00f2 attribuire tutta una serie di significati abbastanza diversi. Per parecchi tempiesi la paddha non era altro che la consapevolezza di avere nella societ\u00e0 dell\u2019epoca una collocazione di primaria importanza, sia nella vita sociale, nella vita economica, nella vita ecclesiastica, nella vita politica, nella vita militare, in quella amministrativa, scolastica, culturale, per finire in quella artistica. Ecco giustificato il motivo dell\u2019orgoglio di essere tempiesi o cittadini tempiesi. Se poi questo orgoglio, da parte di taluni \u00e8 stato mortificato o male utilizzato, vedi scopi e interessi personali, prevaricazioni, umiliazioni verso terzi, offese e quant\u2019altro, chi ne ha abusato \u00e8 giusto che sia stato, o sia ancora, messo alla berlina. Bisogna considerare che a Tempio gi\u00e0 nel \u2018300 e nel \u2018400 vi erano dei rioni composti da parecchie case in muratura e a pi\u00f9 piani; che i tempiesi hanno dettato certi ritmi di vita in Sardegna per diversi secoli; hanno avuto una classe composta da religiosi e prelati, personaggi e medici di corte e uomini d\u2019arme; che i tempiesi erano dei grandi proprietari terrieri e di bestiame e sappiamo tutti che parte di loro ebbe i benefici del cavalierato proprio per questo motivo; che i tempiesi, per salvaguardare i loro interessi locali, applicavano il \u201cmaso chiuso\u201d; che hanno dato conti e marchesi fino ad esprimere addirittura un vicer\u00e8; che dal 1836, per regio decreto, erano diventati \u201ccittadini\u201d; che possedevano oltre 500 vigne; che hanno espresso uomini di ingegno e di cultura: artisti, pittori, poeti, musicisti, pensatori, uomini probi, imprenditori, inventori e valenti artigiani. (E ab\u00e0?) (E adesso?) Ce la faremo a recuperare? Ecco giustificata la paddha, quella \u201cdoc\u201d: quella paglia d\u2019autore a noi tanto cara, mentre l\u2019altra la lasciamo volentieri agli ignoranti e agli \u201caccuditi\u201d (arrivati da fuori che non riescono ad integrarsi e denigrano pure) scorretti. Noi non vogliamo aggiungere n\u00e9 togliere alla storia e alla fantasia; ci limitiamo solo a qualche considerazione senza per questo voler sollevare polemiche o rivangare sopiti rancori. \u00c8 risaputo che anche dalle altre parti e negli altri paesi celiavano e rinfacciavano e anche a Tempio sono noti i \u201cvezzeggiativi\u201d dianzi nominati. Ma sono luoghi comuni, a volte espressi senza riflettere. E per questo motivo, a volte per un singolo personaggio, tutto un paese o tutta una comunit\u00e0 venivano accomunati in un\u2019unica situazione facendo di ogni erba un fascio. La scuola, i giornali, l\u2019avvento della televisione e della globalizzazione hanno parificato l\u2019informazione e pianificato la cultura in senso lato. L\u2019arrivo in tempo reale della comunicazione e delle notizie ha permesso un livellamento sociale giusto e altrettanto democratico. Sta a noi e ai singoli cogliere i lati positivi di quanto ci circonda o spesso ci viene propinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I commercianti locali e le relative associazioni di categoria, supportati dalla Pro Loco e dai \u201cfidali\u201d del comitato dei festeggiamenti patronali, hanno organizzato a tale proposito uno dei vari eventi compresi nel loro nutrito calendario proponendo una manifestazione diversa, abbastanza simpatica e carica di autoironia, intitolata appunto: \u201cLa Festa della Paddha\u201d con annessi: rodeo casalingo, stand enogastronomici e punti di degustazione allietati da musiche e canti. La presentazione \u00e8 avvenuta presso l\u2019ufficio Turistico alla presenza delle autorit\u00e0 e di stampa e Tv, illustrata con lo spirito e la simpatia che li contraddistinguono dai portavoce responsabili Graziella Maisto e Gian Mario Azzena. Questa \u00e8 soltanto una delle impegnative manifestazioni che i commercianti locali hanno inteso realizzare, anche in risposta alla \u201cgufata\u201d di qualche linguaccia, con l\u2019intento preciso di rivitalizzare e dare visibilit\u00e0 e ossigeno ad un settore che presenta diversi problemi di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facendo un bilancio della serata, nessuno avrebbe ipotizzato tanto successo. Mai vista tanta gente per le strade di Tempio all\u2019infuori della domenica di carnevale: una fiumana. Ogni piazza, ogni angolo erano impegnati con bancarelle ed esposizioni. Tutti i negozi hanno approfittato dell\u2019occasione per esporre le loro merci e venderle con grossi sconti. Sono stati affari per tutti. Tavolate e bancate hanno ospitato parecchie centinaia di forestieri che hanno particolarmente apprezzato la cucina e gli arrosti locali. Cinque enormi barbecue maneggiati da gente esperta del comitato della \u201cclasse\u201d hanno retto bene l\u2019urto della richiesta disimpegnandosi egregiamente. Bar, alberghi, ristoratori e pizzerie hanno registrato il pienone come non succedeva da tempo. Una menzione particolare a Paolo Sanna, il re delle frittelle lunghe, che con abilit\u00e0 e maestria durante tutta la serata ne ha spadellato diversi quintali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il caso di dire che l\u2019impegno e la fatica questa volta sono stati ampiamente ricompensati. Complimenti, ma a patto che non sia un fuoco \u2026 di paglia!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta la noblesse! 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