{"id":401,"date":"2020-02-04T10:35:56","date_gmt":"2020-02-04T09:35:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=401"},"modified":"2020-02-04T10:36:29","modified_gmt":"2020-02-04T09:36:29","slug":"storie-di-nostalgica-convivialita-con-il-maestro-giorgio-albertazzi_di-stefania-masala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/storie-di-nostalgica-convivialita-con-il-maestro-giorgio-albertazzi_di-stefania-masala\/","title":{"rendered":"Storie di nostalgica convivialit\u00e0 con il Maestro Giorgio Albertazzi_di Stefania Masala"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">&#8220;Ci sono due cose che un attore non deve sbagliare mai, soprattutto quando \u00e8 in scena: il ristorante e l&#8217;albergo: se hai mangiato o dormito male, quando reciti si vede!&#8221;. Fu quando il Maestro cominci\u00f2 a delegarmi la scelta di ristoranti e alberghi senza pi\u00f9 informarsi, che sentii di aver conquistato la sua piena fiducia: di me artista si fidava gi\u00e0 da molto tempo, ma su queste cose..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giorgio mangiava pochissimo e sbagliare ristorante significava renderselo nemico almeno per qualche giorno: il suo ristorante ideale aveva cibo poco &#8220;sofisticato&#8221; e ingredienti di prim&#8217;ordine, perci\u00f2 non era mai facile trovare il posto giusto dove mangiare, soprattutto dopo spettacolo. Cos\u00ec il 3 dicembre 2015, Giorgio alla fine della replica pomeridiana di &#8220;Memorie di Adriano&#8221; mi chiese: &#8220;Dove si mangia piccina?&#8221; e io &#8211; con la preoccupazione di fare la scelta giusta &#8211; risposi con le dita incrociate: &#8220;Beh, visto che abbiamo finito presto, che ne diresti di andare a magiare &#8220;sardo&#8221;?&nbsp; &#8220;Perfetto&#8221; &#8211; rispose il mio boss scandendo le sillabe, con la sua solita aria sorniona e quel sorriso che diceva tutto: soprattutto che aveva voglia di cibo buono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Roma sapevo perfettamente dove lo avrei potuto rendere contento: in quasi vent&#8217;anni di lavoro insieme credo che abbiamo &#8220;assaggiato&#8221; tutti i ristoranti importanti di Roma, le trattorie storiche e anche molti &#8220;postacci&#8221; che non consiglierei mai a nessuno, tutti prontamente segnati nella mia agendina &#8220;ristoranti&#8221; per essere preparata a esaudire ogni desiderio del mio ospite preferito. Quella sera la scelta cadde sul sicuro: l&#8217; &#8220;Eleonora d&#8217;Arborea&#8221; di Francesco Turnu. Francesco \u00e8 col tempo diventato un caro amico e ogni volta che gli preannunciavo l&#8217;arrivo del Maestro si metteva immediatamente a disposizione: tavolo d&#8217;angolo, in un punto non troppo rumoroso cos\u00ec da poter chiacchierare indisturbati e vino ros\u00e9 ghiacciato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Il crudo prima del cotto, se a pranzo hai mangiato la pasta a cena devi mangiare un secondo, la carne rossa un paio di volte la settimana e soprattutto mangia il pesce, meglio se azzurro&#8221;: Giorgio mi ha anche insegnato come mangiare secondo le &#8220;regole&#8221; di Messegu\u00e9.. quella sera ordin\u00f2 prima delle verdure a pinzimonio, poi una minestrina con la pasta spezzata &#8211; cosa di cui era ghiottissimo &#8211; e poi una spigola al sale: &#8220;La spigola sarda \u00e8 meravigliosa: non \u00e8 mai stopposa, \u00e8 leggera, sembra che voli! Sai perch\u00e9 mi piace la vostra cucina? Perch\u00e9 \u00e8 semplice: chiedi gamberi e arrivano gamberi, senza intingoli, senza salsine.. \u00e8 cos\u00ec che si riconosce il cibo vero, quello buono: perch\u00e9 \u00e8 semplice.. \u00e8 come dovrebbero essere gli attori&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io ordinai a Francesco &#8220;il mio solito&#8221;, l&#8217;astice alla catalana che mi ricorda tanto casa: &#8220;Eh, non sai le aragoste che ho mangiato in Sardegna.. che meraviglia! Ma la cosa pi\u00f9 buona in assoluto che avete voi \u00e8 il maialino! Una volta me lo prepararono in una specie di tumulo di terra, sembrava un rito sciamanico.. quel maialino era una cosa indimenticabile: croccante fuori e tenerissimo dentro. Solo in quella terra con i nomi dei paesi pi\u00f9 belli del mondo (pensa ad Arzachena: sembra il nome di un eroe greco!) si pu\u00f2 trovare qualcosa del genere. Se la prossima estate vengo in Sardegna dai tuoi, devi dire a Stefano (mio padre) che mi deve preparare il maialino!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 venuta l&#8217;estate ma in Sardegna con me G non \u00e8 pi\u00f9 venuto: \u00e8 stato meno allegro stare a tavola senza di lui, lo \u00e8 ogni giorno da sei mesi a questa parte.. eppure, ogni volta che mi siedo a tavola e mi ricordo il giochino con le dita che facevamo tutte le sere prima di mangiare, e mi ricordo della fregola che gli portavo da casa, della marmellata di mele cotogne che mia mamma preparava solo per lui, dei papassini di cui era ghiottissimo, del miele di Sardegna che mangiava a cucchiaioni, anche se spesso ho voglia di piangere, un sorriso nostalgico mi spunta sul viso e qualche volta trasgredisco alla dieta che mi ha insegnato lui: mi verso un dito di filu &#8216;e ferru e brindo: &#8220;A chent&#8217;annos&#8221;, ovunque tu sia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>\u00a9Sardegnatavola<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ci sono due cose che un attore non deve sbagliare mai, soprattutto quando \u00e8 in scena: il ristorante e l&#8217;albergo: se hai mangiato o dormito male, quando reciti si vede!&#8221;. 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