{"id":3743,"date":"2025-06-03T09:49:39","date_gmt":"2025-06-03T07:49:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=3743"},"modified":"2025-06-03T09:49:40","modified_gmt":"2025-06-03T07:49:40","slug":"a-la-parule-di-marina-darechi-salerno-la-pizza-di-giuseppe-pignalosa-diventa-palcoscenico-per-i-contadini-e-i-produttori-del-territorio_di-emilia-filocamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/a-la-parule-di-marina-darechi-salerno-la-pizza-di-giuseppe-pignalosa-diventa-palcoscenico-per-i-contadini-e-i-produttori-del-territorio_di-emilia-filocamo\/","title":{"rendered":"A La Parul\u00e8 di Marina d\u2019Arechi, Salerno, la pizza di Giuseppe Pignalosa \u00a0diventa palcoscenico per i contadini e i produttori del territorio_di Emilia Filocamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La pizza non \u00e8 soltanto quello che si dice, si sa, si ama e si racconta. La pizza non \u00e8 soltanto colore, morso, desiderio che diventa gola e acquolina, la pizza \u00e8 una preghiera laica, un rituale, &nbsp;un padrenostro in cui le mani non si sollevano ma restano ancorate all\u2019ostia della pasta, \u00e8 un disegnare la terra a cui apparteniamo con una gestualit\u00e0 ancestrale e tramandata, intessuta nel nostro DNA da tempo immemore, corrisposta come un bacio, un testimone,&nbsp; un\u2019eredit\u00e0, un corredo. Poi, dopo ci\u00f2, si possono ammettere &nbsp;tutte le altre cose e per altre cose intendiamo origine, prima pizza della storia, la migliore pizza, pizza gourmet, pizza insolita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domani, 3 giugno, alle ore 20.00, presso la Parul\u00e8 di Marina d\u2019Arechi &nbsp;a Salerno, tutto ci\u00f2 acquister\u00e0 concretezza e veridicit\u00e0 grazie al talento e alla passione del noto pizzaiolo Giuseppe Pignalosa che, mai pago, mai domo quando si tratta di intuizioni gastronomiche, dar\u00e0 vita ad un evento&nbsp; che si preannuncia unico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019appuntamento, destinato a stampa, blogger, influencer, professionisti dei media ed esperti del settore, vedr\u00e0 la partecipazione di una vera e propria rete di piccoli produttori o di contadini degli orti condivisi del Parco Nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano ma anche di quelli vesuviani cos\u00ec da creare una preziosa &nbsp;cerniera sul territorio campano grazie a passione, fatica, terra, sostenibilit\u00e0, tradizione. La Parul\u00e8 diventa dunque punto di incontro, di scambio tra sapienze e territori, tra dosi e tecniche, tra campagna e citt\u00e0, giardino ed asfalto, destinato proprio a chi, non avvezzo ad un rapporto costante con la terra e con i suoi frutti,&nbsp; vuole andare all\u2019origine dell\u2019autenticit\u00e0, scavare fino alle viscere una locuzione troppo spesso abusata \u201c a chilometro zero\u201d, comprendere cosa si intenda davvero per sostenibile, genuino e privare questi termini di ogni forzatura, finzione, abbellimento fine a se stesso. A collaborare, oltre ai produttori e ai contadini, un territorio, quello campano, generoso per definizione e per geografia. Nel suo alternarsi tra colline e fondale, tra montagne e mare, nel suo unire pianura e tornanti, roccia e sabbia, si offre come ispirazione ed ingrediente al tempo stesso, solletica l\u2019estro, spolvera i ricordi e li rinnova, diventa amo per intuizioni che si rivelano vincenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domani alle ore 20.00 a Le Parul\u00e8 presso il Porto di Marina d\u2019Arechi a Salerno,&nbsp; la pizza si conferma vessillo e bandiera non di una provincia, non di un luogo specifico, non di un campanile ma di un territorio intero e della fatica con cui i figli di quel territorio raccontano i propri prodotti, le difficolt\u00e0 e le gioie di un raccolto. La pizza a Le Parul\u00e8 \u00e8 un inno che accomuna, che ci riconosce fratelli, un inno in cui le strofe sono rosse, verdi e bianche, cos\u00ec&nbsp; come il tricolore, come il basilico delle piane, i pomodori dell\u2019agro, il bianco abbagliante frutto della migliore cagliata. E su tutto, ogni cuore di contadino, ogni mano che ha vangato, zappato, colto, annaffiato, coccolato, sperato nella pioggia con il palmo spalancato o&nbsp; lottato, richiudendolo in attesa di fioriture. Ma non \u00e8 forse questo il segreto della tradizione? Non \u00e8 forse questa la nostra storia? Scritta da tutti, scritta per tutti e letta con curiosit\u00e0 ed ammirazione da chi questa storia la osserva a distanza, magari da oltreoceano, spiegandosi cos\u00ec la straordinariet\u00e0 di un sapore, e di un intero Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La pizza secondo Giuseppe Pignalosa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giuseppe, raccontaci questo progetto: cosa ti aspetti e cosa ti sta pi\u00f9 a cuore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 un progetto che nasce dalla terra e torna alla terra.<\/strong>&nbsp;Mi sta a cuore creare un ponte vivo tra chi coltiva con dedizione e chi mangia con consapevolezza. Voglio che ogni pizza racconti una storia vera: quella di un contadino, di un seme messo a dimora, di una stagione che arriva puntuale.<strong>Non si tratta solo di ristorazione, ma di rigenerazione.<\/strong>&nbsp;Della cultura, delle relazioni, dei luoghi.<br>Mi aspetto che questo progetto possa ispirare un nuovo modo di intendere la gastronomia: come atto collettivo, educativo e poetico.<br><strong>Un\u2019alleanza agricola e umana<\/strong>, che restituisca dignit\u00e0 alla terra e a chi la custodisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Campania vanta fortunatamente una rete di produttori di nicchia e di tradizione che costituisce un patrimonio unico al mondo: qual \u00e8 il prodotto a cui non puoi rinunciare? E non solo in cucina ma anche sulla tua tavola.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 difficile scegliere, perch\u00e9 ogni prodotto ha un volto, una voce, una storia che ho incrociato nei campi.\u00a0<strong>Ma se devo dire un nome, dico il pomodoro.\u00a0<\/strong>Perch\u00e9 \u00e8 sole che si fa succo. Perch\u00e9 nella sua semplicit\u00e0 racchiude forza, memoria, acidit\u00e0 e dolcezza, proprio come la nostra terra.Non \u00e8 solo un ingrediente:\u00a0<strong>\u00e8 un simbolo.<\/strong>\u00a0Della nostra cultura, della pazienza, della cura.<br>Sulla mia tavola non manca mai, in tutte le sue forme: fresco, in conserva, confit, al naturale. \u00c8 il mio modo di restare connesso alle radici.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La pizza \u00e8 un po\u2019 la nostra bandiera, non solo campana ma nazionale: in un periodo di guerre, di tensioni internazionali, di grande buio e sofferenza, quali colori metteresti sulla tua pizza per la pace e quali ingredienti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Metterei il&nbsp;<strong>verde<\/strong>&nbsp;del vero olio extravergine d\u2019oliva, perch\u00e9 \u00e8 linfa e speranza.<br>Il&nbsp;<strong>rosso<\/strong>&nbsp;del pomodoro, che \u00e8 cuore e resistenza.<br>Il&nbsp;<strong>bianco<\/strong>&nbsp;di un fiordilatte buono, che profuma di casa, d&#8217;infanzia, di pace.<br>E poi aggiungerei una foglia di basilico:&nbsp;<strong>un gesto piccolo ma potente<\/strong>, come un abbraccio sul piatto.<br>Questa pizza, cos\u00ec semplice, parla una lingua universale: quella della condivisione.<br><strong>Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 una pizza c\u2019\u00e8 una tavola, e dove c\u2019\u00e8 una tavola c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di stare insieme<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se potessi dedicare una delle tue pizze a un personaggio del passato, chi sarebbe, quale pizza sceglieresti e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dedicherei a mio padre e mio figlio.<br>Perch\u00e9 \u00e8 con loro che ho capito che&nbsp;<strong>la cucina non \u00e8 una tecnica, ma una dichiarazione d\u2019amore<\/strong>.<br>Gli dedicherei una pizza che porto nel cuore: una marinara, con il&nbsp;<strong>pomodoro in conserva fatto in casa<\/strong>, l\u2019<strong>aglio rosolato piano<\/strong>, un pizzico di&nbsp;<strong>origano secco<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>olio buono<\/strong>.<br>Una pizza contadina, povera solo all\u2019apparenza, ma ricca di&nbsp;<strong>verit\u00e0 e memoria<\/strong>. \u00c8 grazie a loro se oggi riesco a raccontare una storia con ogni impasto: una storia che profuma di&nbsp;<strong>cenere, forno e radici<\/strong>.Ma oggi, dedicare una pizza significa anche&nbsp;<strong>prendere posizione<\/strong>.<br>Per troppo tempo chi ha fatto la pizza \u00e8 rimasto chiuso in pizzeria.<br>Io, invece, ho sentito il bisogno di&nbsp;<strong>uscire, andare a vedere da dove arrivano i miei prodotti, conoscere le mani che li coltivano<\/strong>.<br>Ho scelto di creare&nbsp;<strong>una casa, ma anche un\u2019alleanza<\/strong>: perch\u00e9 la pizza non sia solo un piatto, ma&nbsp;<strong>un gesto che restituisce valore all\u2019ambiente, alle persone, alle comunit\u00e0 che quasi non esistono pi\u00f9.<br><\/strong>Oggi, fare pizza per me \u00e8 un atto politico e umano. E ogni giorno scelgo da che parte stare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pizza non \u00e8 soltanto quello che si dice, si sa, si ama e si racconta. 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