{"id":3668,"date":"2025-01-28T11:00:27","date_gmt":"2025-01-28T10:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=3668"},"modified":"2025-01-28T11:00:28","modified_gmt":"2025-01-28T10:00:28","slug":"carnevale-sardo-i-rituali-della-festa-sono-legati-al-cibo-e-al-bere_di-alessandra-scifoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/carnevale-sardo-i-rituali-della-festa-sono-legati-al-cibo-e-al-bere_di-alessandra-scifoni\/","title":{"rendered":"Carnevale sardo: i rituali della festa sono legati al cibo e al bere_di Alessandra Scifoni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\"><strong>F<\/strong>esta della trasgressione e dell\u2019eccesso, il Carnevale, come lo conosciamo oggi, nasce in contrapposizione al periodo della Quaresima cristiana, in cui il fedele dovrebbe dedicarsi maggiormente alla preghiera, alla carit\u00e0, e astenersi dal mangiare carne il Venerd\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutti i luoghi in cui i rituali carnevaleschi sono ancora \u201cpresi sul serio\u201d, troveremo allora, in particolare nei giorni di Gioved\u00ec e Marted\u00ec Grasso, e nei weekend, gente di tutte le et\u00e0 travestita nei modi pi\u00f9 bizzarri, sfilate accompagnate da ritmi incalzanti e ripetitivi, una pioggia colorata fatta di coriandoli e stelle filanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse ai giorni nostri \u00e8 considerata pi\u00f9 che altro la festa dei bambini, ma in realt\u00e0 il Carnevale affonda le sue radici nei riti arcaici per la fertilit\u00e0, l\u2019allontanamento della cattiva sorte e della morte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"545\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali1_2011.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3674\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali1_2011.jpg 800w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali1_2011-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali1_2011-768x523.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali1_2011-110x75.jpg 110w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E nelle localit\u00e0 in cui maggiormente si tengono alti i valori della tradizione, si potr\u00e0 assistere a festeggiamenti dal sapore antico e misterioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo colori sgargianti, carri allegorici e dissacratori, danze e scherzi, quindi. Baster\u00e0 addentrarci in alcuni dei pi\u00f9 suggestivi scenari dell Sardegna, per accorgerci del legame ancora fortissimo con usanze natenel lontano Medioevo, come ad esempio la Sartiglia di Oristano, o nel pi\u00f9 antico mondo agro-pastorale, un legame indissolubile con una natura che tutto pu\u00f2 creare e distruggere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali4_2011-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3672\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali4_2011-2.jpg 800w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali4_2011-2-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali4_2011-2-768x637.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incontreremo allora sos Mamuthones e sos Issohadores, Boes e Merdules, sos Thurpos e s\u2019Erittaju, s\u2019Urtzu e sos Buttudos, tra le maschere pi\u00f9 caratteristiche del Karrasegare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi, con i loro abiti in pelle di montone, capra o pecora, di colore nero o bianco; i campanacci, che in processione creano quel frastuono cadenzato, quasi ipnotico; i visi neri, dipinti, o i volti in legno dalle inquietanti fattezze antropomorfe o zoomorfe, vanno assieme ai loro \u201cpadroni\u201d, vestiti completamente di nero o, per contrasto, di rosso e bianco, che cercano di \u201cdomarli\u201d con catene o funi. Essi rappresentano l&#8217;incontro\/scontro tra uomo e animale, tra dominatore e colui che si sottomette, e ripetono rituali le cui origini si perdono in un passato lontanissimo. Tra gennaio e febbraio, la natura e le pratiche agricole prevedevano la macellazione dei suini, con la conseguente abbondanza di grasso di maiale o strutto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali2_2011.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3675\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali2_2011.jpg 400w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali2_2011-222x300.jpg 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui l\u2019usanza di offrire, durante i festeggiamenti, un piatto originario del nuorese e noto in tutta la l\u2019isola: le fave con il lardo. Piatto semplice ma gustoso,\u00a0composto da fave, costole di maiale, lardo e cavolo verza, da mangiare caldo e, preferibilmente, accompagnato dal buon Pane Carasau sardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la stessa ragione \u201cnaturale\u201d, ovvero per una maggiore disponibilit\u00e0 di strutto, i dolci tipici della festa sono per lo pi\u00f9 fritti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La base per l\u2019impasto \u00e8 sempre piuttosto semplice, si utilizzano farina, uova, zucchero, latte o acqua, in certi casi si aggiunge burro e lievito, mentre le differenze riguardano soprattutto le forine e gli aromi. Le &#8220;<em>chiacchiere&#8221;<\/em>, che assumono nomi diversi a seconda della regione o localit\u00e0 m cui vengono prodotte, hanno un\u2019antichissima tradizione che probabilmente risale a quella delle &#8220;<em>frictilia<\/em>&#8220;, dolci fritti nel grasso di maiale che nell\u2019antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo di Carnevale, in gran quantit\u00e0, poich\u00e9 dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"536\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali3_2011.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3673\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali3_2011.jpg 400w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/carnevale-rituali3_2011-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarit\u00e0 di questo dolce \u00e8 l\u2019aggiunta di liquore, spesso grappa, la forma rettangolare o, meglio, a striscioline e i bordi frastagliati. E ricoperto infine, come tutti gli altri, di abbondante zucchero a velo o semolato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto semplici nella lavorazione, sono dolci come i &#8220;<em>Parafrittos&#8221;<\/em> (Frati Fritti), ciambelline lievitate anch\u2019esse insaporite spesso con un po\u2019 di grappa, o come i Tortelli e i Brunniolus, gustose palline a volte farcite con panna o crema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi i dolci fatti con l\u2019aggiunta di miele, gli &#8220;<em>Acciuleddi&#8221;<\/em>, o &#8220;<em>Gugligliones&#8221;<\/em> (Matassine) dai caratteristici fili di pasta intrecciati, e le &#8220;<em>Meraviglias&#8221;<\/em>, che hanno le forme pi\u00f9 fantasiose, di mano, di stelle o di rombi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I &#8220;<em>Crucuxionis de mendua&#8221;<\/em>, o &#8220;<em>Culurgiones de mendula&#8221;<\/em>, sono i tradizionali ravioli alle mandorle, per la preparazione dei quali, anche in questo caso, viene lasciato ampio spazio alla fantasia. arricchito dallo zafferano, rimane sempre inconfondibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso i rituali della festa sono legati al cibo e al bere. A Escalaplano, ad esempio, si perpetua nel giorno di Sant\u2019Antonio l\u2019antica usanza della &#8220;<em>Paniscedda&#8221;<\/em>: durante la notte i bambini vanno di casa in casa a chiedere il pane, confidando nella generosit\u00e0 della gente, arcaico predecessore del pi\u00f9 moderno \u201cdolcetto o scherzetto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Ottana, invece, i Boes richiedono animatamente alla gente non solo dolci, ma anche da bere, e cos\u00ec pure la vecchia &#8220;<em>Filonzana&#8221;<\/em> (la filatrice): maschera facciale simile a quella del Merdule, scialle e\u00a0vestito femminile nero su gambali e scarponi di cuoio, tiene tra le mani una rocca da cui pendono dei fili di lana, simbolo della fragile vita umana. Il funereo personaggio minaccia di reciderli in segno di malaugurio nei confronti di chi non gli offra da bere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un ritorno alla collettivit\u00e0, alla condivisione, il Carnevale, ci permette di ridere dei nostri guai tutti insieme. Perci\u00f2 alziamo i nostri bicchieri colmi di Cannonau e brindiamo alla salute e alla fortuna e&#8230;buon divertimento!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em>Fotografie di Maurizio Artizzu<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festa della trasgressione e dell\u2019eccesso, il Carnevale, come lo conosciamo oggi, nasce in contrapposizione al periodo della Quaresima cristiana, in cui il fedele dovrebbe dedicarsi maggiormente alla preghiera, alla carit\u00e0, e astenersi dal mangiare carne il Venerd\u00ec. 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