{"id":3440,"date":"2024-05-27T10:41:37","date_gmt":"2024-05-27T08:41:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=3440"},"modified":"2024-05-27T10:41:38","modified_gmt":"2024-05-27T08:41:38","slug":"energia-salviamo-il-paesaggio-ma-con-i-sardi-dentro_di-fransiscu-sedda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/energia-salviamo-il-paesaggio-ma-con-i-sardi-dentro_di-fransiscu-sedda\/","title":{"rendered":"Energia: salviamo il paesaggio ma con i sardi dentro_di Fransiscu Sedda"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"218\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/fransiscu-sedda.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3441\"\/><figcaption>Fransiscu Sedda<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">&#8220;Abbiamo bisogno di salvaguardare il paesaggio della Sardegna. Ma abbiamo bisogno che dentro questo paesaggio ci siano anche i sardi, con le loro esigenze di benessere e di sviluppo&#8221;. Con una nota stampa che affronta lo spinoso tema dell&#8217;autosufficienza energetica e della produzione di ricchezza attraverso le rinnovabili, Franciscu Sedda, leader indipendentista di A Innantis!, mette sull&#8217;agenda politica la sua proposta. Lanciando un messaggio anche alla sua coalizione: bene bloccare la speculazione ma serve iniziare a lavorare subito su un progetto organico e sostenibile \u201cper produrre e vendere noi energia\u201d, il che significa anche \u201cdecidere insieme quali parti del nostro territorio terrestre e marino dedicare a produrre energia per noi\u201d. Altrimenti, \u00e8 la provocazione di Sedda, \u201cpotremo anche avere una terra senza pale e pannelli ma con dentro pochi sardi poveri e tristi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Nel 2007 come indipendentisti lanciammo una campagna che denunciava: \u201cIl due per cento a noi, il novantotto a loro\u201d &#8211; scrive Sedda. &#8220;Si riferiva ai profitti delle multinazionali per ogni pala eolica impiantata sulla nostra terra. Nel mentre, confrontandoci con gli esperti del CRS4, mostravamo come una indipendenza energetica pulita era a portata di mano investendo noi sulle rinnovabili&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Nel 2015&#8221; continua la nota &#8220;parlavamo dell\u2019esigenza di una nostra Societ\u00e0 elettrica, una multiutility che creasse energia pulita e prosperit\u00e0 per i sardi ripartendo dallo sfruttamento dei nostri invasi, da una oculata gestione della risorsa idrica, dalle comunit\u00e0 energetiche, dal riciclo di quella ricchezza nascosta che sono i rifiuti, da un eolico e un solare gestiti da noi nel rispetto del paesaggio&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Oggi le cose sembrano finalmente andare in questa direzione, ma come tutte le battaglie grandi e ambiziose la loro realizzazione \u00e8 complessa, e per minimizzare ritardi, inciampi, errori ha bisogno di attenzione, partecipazione collettiva e confronto costruttivo. E che non si perda di vista l\u2019obbiettivo: il benessere e il futuro della nostra gente.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui Sedda lancia la sua proposta: &#8220;Se non produrremo ricchezza per sostenere i servizi pubblici essenziali &#8211; scuole, sanit\u00e0, infrastrutture, trasporti \u2013 di sardi ne rimarranno pochi e quelli che rimarranno sull\u2019isola vivranno male o vivranno asserviti. E poco cambia se invece di essere asserviti alle multinazionali delle rinnovabili lo saranno a qualche altra monocoltura economica o all\u2019assistenzialismo peloso dello Stato italiano, che chiede fedelt\u00e0 mentre fa finta di mantenerci&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altre parole, dice Sedda, &#8220;per produrre prosperit\u00e0 e costruire un Paese libero serve energia. A basso costo, diffusa, pulita. Bloccare la speculazione \u00e8 necessario. Ma non basta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potremmo salvare il paesaggio ma non per questo salvare i sardi. Potremmo avere una terra senza pale e pannelli ma con dentro pochi sardi sempre pi\u00f9 tristi e poveri&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che fare dunque? &#8220;Dobbiamo esercitare l\u2019immaginazione, il coraggio, la propositivit\u00e0 e una volta tanto anticipare i tempi, invece che subirli: costruire una Societ\u00e0 Energetica Sarda e gestirla bene; avere una nostra strategia energetica con una nostra gestione delle reti e delle relazioni internazionali a nostro vantaggio; bonificare dove \u00e8 stato deturpato e decidere insieme &#8211; con sensibilit\u00e0 e visione strategica &#8211; quali parti del nostro territorio terrestre e marino dedicare a produrre energia per noi; finanziare l\u2019innovazione scientifica e tecnologica per ridurre sempre pi\u00f9 l\u2019impatto ambientale. Sono sfide che fanno tremare i polsi, perch\u00e9 \u2013 come sempre \u2013 dire no e indicare i cattivi \u00e8 semplice: dire s\u00ec, e fare noi cose buone \u00e8 molto pi\u00f9 complicato. Ma se vogliamo salvare i sardi e creare libert\u00e0 bisogna smettere di tremare e darsi da fare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In copertina: Cuile &#8220;Vadde &#8216;e sas mandras&#8221; &#8211; Foto di Leo Fancello<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fransiscu Sedda &#8220;Abbiamo bisogno di salvaguardare il paesaggio della Sardegna. Ma abbiamo bisogno che dentro questo paesaggio ci siano anche i sardi, con le loro esigenze di benessere e di sviluppo&#8221;. 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