{"id":326,"date":"2020-02-03T10:37:31","date_gmt":"2020-02-03T09:37:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=326"},"modified":"2020-02-03T10:43:05","modified_gmt":"2020-02-03T09:43:05","slug":"sa-panada-e-di-iglesias_di-stefano-priola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/sa-panada-e-di-iglesias_di-stefano-priola\/","title":{"rendered":"Sa panada \u00e8 di Iglesias_di Stefano Priola"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">I luoghi comuni che vengono spesso indirizzati nei confronti di Iglesias, come ugualmente le dimenticanze, volute o no, per quanto concerne usanze, abiti tradizionali e, guarda caso, anche certe evidenze enogastronomiche, ci lasciano perplessi e parecchio amareggiati. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tal frangente, molte parti della Sardegna ci sanno fare, senza scrupolo alcuno. Iglesias \u00e8 quasi sempre uguale a miniera, e qui esistono i suoi confini. E a proposito, venerd\u00ec 22 c. m. sulla pagina 25 del quotidiano l\u2019Unione Sarda, compare da Assemini un articolo \u201cun tour fuori dai confini nazionali per far conoscere la storia del piatto tipico del paese asseminese. La ricerca delle origini, quale viaggio antropologico, pubblicizzata nel volume di Veronica Matta, sar\u00e0 presentata a Minorca Isole Baleari il 16 aprile, dopo un iter attraverso Cuglieri e Oschiri\u201d. E Iglesias? No comment.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In due precedenti servizi, mentre nel primo (in occasione del Festival di Sa Panada), di vari anni fa, sempre da Assemini si diceva chiaramente che tale piatto tipico proviene da Iglesias e dal suo territorio storico, il Sulcis, ora la suddetta Citt\u00e0, come nel recente articolo giornalistico, viene totalmente dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autrice del libro \u00e8 a conoscenza o no che \u201cSa Panada\u201d \u00e8 anche tradizione culinaria di Villa Ecclesiae?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sufficiente portare alla memoria che nel nostro territorio comunale esistono ben due toponimi che ci richiamano a una nostra prelibatezza tradizionale Sa Panada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, abbiamo: \u201cMonti de Sa Panada\u201d e \u201cNuraxi Sa Panada\u201d, a nord della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Iglesias, citt\u00e0 di forte caratterizzazione spagnola, dato che la Spagna ha dominato per ben 450 anni, non solo era costume preparare \u201cSu mustattseddu de tamatiga\u201d ma persino \u201cSa Panada\u201d, sua parente di primo grado una volta tolto il pane dal forno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Profumi e delizie di altri tempi, di altre mani di madri e nonne sapienti. Una delle ultime massaie, bravissime nel preparare \u201cSa Panada\u201d \u00e8 stata la Signora Maria, amica della signora Bice Vargiu, e recentemente scomparsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro piatto tipico \u201cSa Panada\u201d, non ce ne voglia la studiosa Veronica Matta, si preparava e si prepara in alcuni modi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) niente anguilla e molluschi;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) di grano duro e farina, per sostenere il ripieno veniva lavorata con l\u2019olio d\u2019oliva nostrano o con lo strutto, sempre sardo, cio\u00e8 \u201cspongiada\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contenitore di pasta poteva essere chiuso, intrecciando la pasta o lasciato un tantino scoperto, secondo il tipo di ripieno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la preparazione di \u201cSa Panada\u201d si potevano scegliere diversi ingredienti: carne d\u2019agnello o di capretto con \u201csa piarra\u201d o con i piselli, precedentemente passati al fuoco, funghi oppure con patate e teneri carciofi aromatizzati con erbe medicinali: timo, origano, basilico, salvia, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta nel forno a 170 o 180 gradi, per dar maggior lucentezza a \u201cSa Panada\u201d, si lisciava la pasta con acqua calda. Si rimetteva subito al forno per un\u2019ora e pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel muovere il contenitore di pasta, se il misto di ingredienti si muoveva, il ripieno era pronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sa Panada era preparata piccola, media o grande, a seconda del numero dei commensali o dei familiari. Era considerata un dono prelibato per un omaggio a persone di un certo rango, a parenti o ad amici carissimi. Ora, dopo un periodo di \u201cmagra\u201d, sa panada risorge anche per i turisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tempo addietro, si dovrebbe lavorare la pasta sulla tavola \u201cpo fai su pani\u201d o su un grande tagliere, appena un poco cosparsi di olio d\u2019oliva o di strutto tiepido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I luoghi comuni che vengono spesso indirizzati nei confronti di Iglesias, come ugualmente le dimenticanze, volute o no, per quanto concerne usanze, abiti tradizionali e, guarda caso, anche certe evidenze enogastronomiche, ci lasciano perplessi e parecchio amareggiati. In tal frangente, molte parti della Sardegna ci sanno fare, senza scrupolo alcuno. 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