{"id":2801,"date":"2020-12-30T11:38:50","date_gmt":"2020-12-30T10:38:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=2801"},"modified":"2020-12-30T11:50:10","modified_gmt":"2020-12-30T10:50:10","slug":"la-civilta-nuragica-nello-scenario-dellisola-di-sardegna_di-tarcisio-agus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/la-civilta-nuragica-nello-scenario-dellisola-di-sardegna_di-tarcisio-agus\/","title":{"rendered":"Visita ai gioielli di Sardegna: La civilt\u00e0 Nuragica  nello scenario dell&#8217;isola di Sardegna_di Tarcisio Agus"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Entriamo in una pagina di storia dell&#8217;isola particolarmente significativa. Affascinante e misteriosa contemporaneamente. Affascinante perch\u00e9 la cultura Nuragica si inserisce tra le culture pi\u00f9 significative e rappresentative al mondo. Misteriosa perch\u00e9 non tutto dei suoi 1300 anni di vita \u00e8 stato svelato. Basti pensare alle teorie ancora dibattute sulla funzione del nuraghe, ma non solo, quale tecnica \u00e8 stata usata per la movimentazione di massi ciclopici di cui molti nuraghi si compongono o l&#8217;assenza della scrittura. Una cultura di cui forse ci si spaventa e gli storici sono ancora restii a riconoscerne il&nbsp; valore e la portata, cos\u00ec non \u00e8 stato, per esempio, per il popolo e la cultura greca o quella egizia. La Sardegna, come abbiamo gi\u00e0 intravisto nei periodi precedenti, in particolare nel Neolitico, \u00e8 stata centro e meta di migrazioni di popoli che vi insediarono, concorrendo allo sviluppo culturale ed economico dell&#8217;isola, grazie anche&nbsp; agli stretti rapporti instaurati e che vedevano la nostra terra in relazione con le aree del sud Europa, in particolare l&#8217;area&nbsp; Iberica, le Cicladi,&nbsp; Malta, Creta e l&#8217;Egitto. Un periodo di grande sviluppo e di crescita umana che si \u00e8 esteso per l&#8217;intero territorio isolano, lasciandoci importanti testimonianze materiali, immateriali ed architettoniche di grande suggestione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"226\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Nuraghe1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2803\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova pagina che affrontiamo con questo primo lavoro di sintesi, ebbe inizio intorno al 1600 a.C. e si protrae sino alla conquista romana del 238 a.C. Questo lungo periodo \u00e8 suddiviso dagli archeologi in tre grandi fasi:<em> Et\u00e0 del Bronzo<\/em> &#8211; <em>Et\u00e0 del ferro<\/em> &#8211; <em>Et\u00e0 storica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro viaggio ha inizio con il periodo compreso tra il 1600 a.C. e l&#8217;850 a.C. meglio noto come <em>Et\u00e0 del Bronzo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine dice gi\u00e0 tanto di questo periodo che ha origine con la prima parte dell&#8217; <em>Et\u00e0 del Bronzo<\/em> meglio nota come cultura di<em> Bonnannaro<\/em>, datata tra il 2100 a.C. e il 1500 a. C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui il nome al periodo culturale \u00e8 dato dagli importanti ritrovamenti avvenuti nel comune di <em>Bonnannaro<\/em>, in provincia di Sassari, in localit\u00e0 <em>Corona Moltana<\/em>, dove venne rinvenuto, nel 1889, un ipogeo con particolari materiali che si scostavano dai ritrovamenti sino allora noti. Gli studiosi riconoscono in questo periodo una continuit\u00e0 culturale del vaso <em>Campaniforme<\/em>, parte terminale dell&#8217;<em>Eneolitico<\/em>, con popolazioni che si pensa provenienti dal centro Europa. Il prof. Lilliu pone in questo periodo una grande trasformazione culturale: il modello pacifico e laborioso delle genti dedite alla agricoltura si trasforma in una societ\u00e0 di pastori guerrieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muterebbero in questo periodo i simboli della cultura religiosa e le ideologie del mondo neolitico per fare spazio a credenze individuali ed in particolare, lo avevamo gi\u00e0 intravisto nella fase finale dell&#8217;Eneolitico, il culto del capo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa prima parte dell&#8217;<em>Et\u00e0 del Bronzo<\/em>, vede con la cultura di <em>Bonnannaro<\/em> l&#8217;arretramento dei villaggi che nell&#8217;<em>Eneolitico<\/em> occupano le pianure e la fasce costiere, spostarsi&nbsp; nelle zone pi\u00f9 interne, collinari e&nbsp; montane, presumibilmente dovuto all&#8217;aumento di popolazione che alla pastorizia associa la ricerca dei filoni metalliferi, in particolare gli elementi del bronzo e dell&#8217;argento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspetti, questi, che farebbero pensare ad un ristagno culturale e che traggono origine dai ritrovamenti diffusi pressoch\u00e9 in tutta l&#8217;isola, perch\u00e9 parrebbe non vi fossero nuove evoluzione nei villaggi, ma il riuso e la continuit\u00e0 degli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nelle sepolture&nbsp; non troviamo&nbsp; nuove tipologie, perch\u00e9 la cultura <em>Bonnannaro<\/em>&nbsp; riutilizza le <em>Domus de Janas<\/em> preesistenti, tanto che vengono considerate l&#8217;ultima fase del loro uso. Cos\u00ec pure riprende la frequentazione degli anfratti naturali, con la predominanza delle deposizioni legate alla scarnificazione. Alla Cultura di <em>Bonnannaro<\/em> sono state associate, per la parte funeraria,&nbsp; le tombe a corridoio o <em>Allees couvertes<\/em> (corridoio coperto), gi\u00e0 intravviste nella fase finale dell&#8217;<em>Eneolitico<\/em>, quale strutture precursori delle <em>Tombe dei Giganti<\/em>, che vedremo meglio definite nella fase finale Bonnannaro, meglio nota come <em>Et\u00e0 del Bronzo Medio<\/em> (1600 -1300 a.C.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa fase, che potremmo chiamare anche Bronzo Antico, \u00e8 attribuita la pratica chirurgica della <em>Trapanazione del Cranio<\/em>, pare attuata sulle persone mentre erano ancora in vita, in quanto dai ritrovamenti avvenuti, sono diversi&nbsp; ed anche con trapanazioni multiple, viene attestata la fase di ricalcificazione delle ossa. In particolare si ricorda il cranio proveniente dalla necropoli <em>Su crocifissu mannu,<\/em> presso Porto Torres.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa fase&nbsp; si assiste anche ad una diminuzione dell&#8217;industria litica, in particolare gli strumenti in selce ed ossidiana, mentre&nbsp; si distingue il <em>brassard<\/em> (il bracciale dell&#8217;arciere).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"269\" height=\"226\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/figura-1a.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2804\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ceramica rinvenuta nelle diverse necropoli, assume una propria caratteristica per la&nbsp; variet\u00e0 e foggia, come scodelle, tazze, vasetti a calamaio e grandi vasi a collo, ma in particolare&nbsp; sono i tripodi che costituiscono la parte pi\u00f9 rilevante delle produzioni del momento. Tutte si caratterizzano per una scarsa, se non del tutto assente decorazione e qualit\u00e0 rispetto alle precedenti produzioni, tanto che da molti studiosi viene considerata di fattura scadente. A questa fase \u00e8 ascritto il ritrovamento casuale avvenuto nella <em>Tomba Sant&#8217;Iroxi<\/em> a Decimoputzu, detta anche la tomba dei guerrieri,&nbsp; con un grande numero di inumati, ma ci\u00f2 che ha destato particolare interesse \u00e8 il ricco corredo d&#8217;armi rinvenuto e composto da spade e pugnali in bronzo arsenicale che variano in lunghezza: da un minimo di 27 cm., sino ai 77. Visibili presso il Museo Nazionale di Cagliari. Il bronzo arsenicale \u00e8 costituito da una miscela di rame e stagno, che ci da il bronzo, mentre l&#8217;aggiunta di uno 0,5%&nbsp; di arsenico,&nbsp; rende il manufatto finale molto pi\u00f9 robusto e resistente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"652\" height=\"306\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/spade.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2805\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/spade.jpg 652w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/spade-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><figcaption>Le_spade_Sant_Iroxi_in_rame_arsenicato<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lunghezza e la forma di queste spade, alcune con lama triangolare e sezione biconvessa schiacciata e doppio filo, richiamerebbero per alcuni studiosi le armi raffigurate negli affreschi egizi ed appartenenti ai guerrieri <em>Shardana<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa fase si riscontrano anche i primi protonuraghi o pseudo nuraghi, di aspetto tozzo e con planimetrie irregolari. Pi\u00f9 assomiglianti a cumuli pietrosi con pezzature alla base di una certa consistenza, sproporzionati rispetto alle superfici occupate in relazione agli spazi interni, rappresentati da brevi e stretti corridoi, da cui la denominazione data di <em>nuraghe a corridoio<\/em>, mentre il prof. Giovanni Ugas, preferisce chiamarlo <em>protonuraghe<\/em>, a significare sia l&#8217;antenato del nuraghe,&nbsp; per posizione, struttura e&nbsp; con terrazza, accessibile da scala interna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Caratterizzato quindi da una grossa massa muraria che viene sfruttata in piccola parte, con brevi corridoi interni, coperti a piattabanda, che terminavano con piccole nicchie aggettanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrerebbe che il <em>protonuraghe<\/em> che meglio rappresenta quella evoluzione che ci condurr\u00e0,&nbsp; fra qualche centinaio di anni verso la&nbsp; struttura a <em>Tholos<\/em> (falsa cupola), sia quello coperto a piattabanda che si amplia in altezza e larghezza, con copertura ad aggetto, detta anche a <em>schiena d&#8217;asino<\/em> o <em>chiglia rovesciata<\/em>,&nbsp; meglio noto come <em>protonuraghe<\/em> a <em>camera naviforme<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei pi\u00f9 beni protonuraghi meglio conservati \u00e8 il <em>Brunku Madugui<\/em> di Gesturi, visitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerato pi\u00f9 di carattere pastorale, legato appunto ai pastori guerrieri, in quanto costruiti a difesa e controllo del territorio, forse inteso come territorio dedito al pascolo delle greggi, ma non \u00e8 da escludersi, a controllo e difesa anche di quelle aree minerarie individuate per le prime produzioni&nbsp; di rame e&nbsp; piombo. Questo ultimo aspetto potrebbe esser ricercato nella buona presenza della fase <em>Bonnannaro<\/em> nelle aree del sud, presso i giacimenti minerari dell&#8217;arburese &#8211; guspinese e del sulcis &#8211; iglesiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entriamo in una pagina di storia dell&#8217;isola particolarmente significativa. Affascinante e misteriosa contemporaneamente. Affascinante perch\u00e9 la cultura Nuragica si inserisce tra le culture pi\u00f9 significative e rappresentative al mondo. Misteriosa perch\u00e9 non tutto dei suoi 1300 anni di vita \u00e8 stato svelato. 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