{"id":2446,"date":"2020-08-04T09:36:09","date_gmt":"2020-08-04T07:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=2446"},"modified":"2020-08-04T11:19:06","modified_gmt":"2020-08-04T09:19:06","slug":"visita-ai-gioielli-di-sardegna-tour-sul-neolitico_di-tarcisio-agus-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/visita-ai-gioielli-di-sardegna-tour-sul-neolitico_di-tarcisio-agus-2\/","title":{"rendered":"Visita ai gioielli di Sardegna: tour sul Neolitico_di Tarcisio Agus"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Continuando nella nostra scoperta dell&#8217;uomo in Sardegna, facciamo un&#8217;alto balzo in avanti e ci soffermiamo sul secondo periodo del Neolitico, quello medio, compreso tra i 4000 e 3400 anni avanti Cristo.                                    L&#8217;uomo sardo ormai ha cominciato ad abbandonare il suo peregrinare sull&#8217;isola  e come abbiamo visto comincia a stabilizzarsi occupando il suo tempo non solo nella caccia, ma strutturando la sua vita intorno al focolare domestico. In questa seconda fase ci svela ulteriori particolari legati ad una vita sedentaria, scandita da ritmi giornalieri che le permetteranno di ampliare capacit\u00e0 tecniche ed artistiche,  tramandataci con i propri manufatti. Infatti il Neolitico Medio certifica un importante progresso  che ci viene  rappresentato come il periodo della cultura di <em>Bonu Ighinu.  <\/em>Questo \u00e8 il nome della grotta che ha reso importanti testimonianze archeologiche diffusasi poi per tutta l&#8217;isola. La grotta <em>Bonu Ighinu,<\/em> sembrerebbe significare, la grotta del buon vicino. Conosciuta anche col nome di <em>Sa Ucca &#8216;e su Tintirriolu, <\/em>la bocca del pipistrello, si colloca nel territorio del comune di Mara, nel sassarese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"360\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sauccatintirriolu01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2447\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sauccatintirriolu01.jpg 360w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sauccatintirriolu01-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/sauccatintirriolu01-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><figcaption>Grotta di &#8220;Sa Ucca &#8216;e su Tintiriollu&#8221;, Mara (SS).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Questo momento \u00e8 anche rappresentativo perch\u00e9 l&#8217;uomo del neolitico medio, oltre che  abbandonare gradualmente  le grotte naturali,  frequenta spazi pi\u00f9 ampi e nuove aree di caccia, in particolare comincia l&#8217;esplorazione delle aree  pianeggianti dell&#8217;isola e pare interessarsi alla vita delle lagune o stagni,  attratto certamente anche dalle risorse di cibo, alternative alla carne. In queste aree gli anfratti naturali scarseggiano o sono del tutto assenti per cui comincia ad assaporare la vita all&#8217;area aperta e le grotte o grotticelle, gradualmente, assumono nuova funzione, non pi\u00f9 luoghi per la vita, ma sede di riposo  per i propri cari defunti.                                                   Le prime abitazioni che nascono lontane dagli anfratti naturali, erano prevalentemente costituite da capanne circolari, in parte interrate, sormontate da una intelaiatura di pali e ricoperte da essenze vegetali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In\nquesta nuova stagione di vita, come detto, a svelarci l&#8217;evoluzione\numana del tempo \u00e8 senza dubbio l&#8217;importante produzione fittile, sia\nper le sue caratteristiche artistiche, ma anche per le tecniche\nproduttive adottate e per i differenti usi, a rappresentare le nuove\nattivit\u00e0 non in solitudine ma probabilmente comunitarie. Il toponimo\n<em>Bonu\nIghinu<\/em>,\nla grotta del buon vicino, la dice lunga sulla nascita delle prime\ncomunit\u00e0 di uomini, non pi\u00f9 nuclei isolati e distanti tra loro, ma\nnuclei famigliari che vivono ed operano in vicinanza e mutuo\nsoccorso. Significativo a tal proposito \u00e8 la rappresentazione di\nfigure umane danzanti, in un importante frammento ceramico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"362\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/unnamed-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2449\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/unnamed-1.jpg 500w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/unnamed-1-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption>Grotta di Bonu Ighinu, frammento di ceramica con figure danzanti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Le ceramiche ci mostrano importanti progressi nella tecnica della raffinazione delle argille e nella cottura delle stesse. In particolare si distinguono le produzioni fittili in argilla scura quasi nera, compatta e brillante. Buona parte della ceramica, cos\u00ec detta fina, \u00e8 decorata con il bulino.                                                                                                                               Le forme sono varie, si va dalle ciotole carenate di diverse dimensioni ed altezze, alle olle, vasi panciuti che vanno restringendosi sull&#8217;imboccatura, spesso dotate di piccole anse sormontate da protomi di animali e forate ad anello.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Non mancano nella produzione le ceramiche grossolane di color rosso vivo, non lisciate e senza decorazione che fanno pensare ad usi diversi, queste ultime di uso comune al servizio delle nuove attivit\u00e0 produttive, come l&#8217;agricoltura e la conservazione dei diversi prodotti cerealicoli. Mentre quelle raffinate e decorate sono anche oggetto di corredo funebre nelle nascenti necropoli del tempo.                                                             Sicuramente diversi prodotti dell&#8217;agricoltura venivano trasformati in farine, ne sono testimoni le numerose macine,  pestelli in pietra e contenitori ceramici di varia forma e dimensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Fra gli elementi litici levigati oltre alle accette, fanno capolino gli anelli in pietra levigati, a noi note  <em>Teste di mazza<\/em>. Trattasi di manufatti litici, provenienti dagli stessi territori di frequentazione, sbeccati, prevalentemente in forma circolare con al centro un foro che ne ospitava il manico. Utilizzati quali strumento di lancio, in particolare per la caccia, ma anche come mazzuolo nelle lavorazioni della terra, delle argille o delle pietre.                                                                                                                         Grazie a questi nuovi strumenti, l&#8217;uomo del neolitico medio ha pensato non solo a realizzarsi i nuovi luoghi di vita, con l&#8217;insediamento capannicolo, ma in questo periodo fanno capolino anche le prime necropoli, scavate nella roccia o in groticelle, le <em>Domus de jana<\/em>, la casa delle fate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nI\nritrovamenti ossei come strumenti decorativi delle ceramiche, fanno\npensare alle mutate abitudini  con una forte riduzione della caccia,\nin favore dell&#8217;accresciuta attivit\u00e0 di allevamento. Questa nuova\nfunzione consentiva alle comunit\u00e0 neolitiche di disporre di maggiori\nrisorse alimentari,   ma anche di produzioni derivate, come le pelli,\nper la protezione del copro dalla intemperie o le ossa lunghe che\ntrasformavano in utensili quali strumenti decorativi ma anche\nornamentali, come vaghi di collane. Interessante \u00e8 il ritrovamento,\nproprio nella grotta di Mara, di una spatolina con lungo manico e\ndecorazione sulla testata  a dischetto, con tre fori a rappresentare\nil probabile volto umano. \n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nQuesto\nnuova necessit\u00e0 di rappresentazione umana, in alcune delle\nproduzioni della cultura di Bonu Ighinu, le ritroviamo in particolare\nnelle forme <em>volumetriche<\/em> degli idoletti in pietra tufacea,\nprovenienti da Olbia, <em>Santa Marietta<\/em> e da Muros, <em>Su Monte<\/em>,\nchiamate comunemente raffigurazioni della Dea Madre.  Si delinea in\nquesta fase un mondo spirituale e  religioso che accompagna le\ncomunit\u00e0 con  la nascita delle necropoli, come quella pi\u00f9\nrappresentativa, lontano dagli anfratti storici,  presso gli stagni\ndell&#8217;oristanese nella localit\u00e0 di <em>Cuccuru is arrius,<\/em> presso\nlo stagno di Cabras. Scoperta a seguito dei lavori per la\nrealizzazione di un canale scolmatore, non rimane pi\u00f9 traccia ma gli\nimportanti reperti sono visibili presso il museo archeologico di\nCabras. Sito prescelto da quella parte dell&#8217;uomo neolitico che\nabbandona le grotte naturali per vivere all&#8217;area aperta, dove come\naccennato, l&#8217;uomo e le comunit\u00e0 oltre agli insediamenti di vita\ncreano i luoghi del riposo perpetuo dei loro cari, cos\u00ec come  la\nnecropoli ipogeica di <em>Cuccuru is arrius<\/em>, databile proprio al\nNeolitico Medio, cultura <em>Bonu Ighinu<\/em>, \u00e8 una delle pi\u00f9\nsignificative per i suoi corredi funerari. La necropoli costituita da\ntombe a groticella artificiale, accoglieva i defunti in posizione\ncontratta e deposti sul fianco sinistro. I corredi erano costituiti\nda vasi in ceramica, ed utensili in pietra levigata e scheggiata come\ni microliti geometrici in ossidiana. Non mancavano gli strumenti in\nosso, ma in particolare erano presenti delle statuine femminili di\ntipo volumetrico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dea-madre-cuccuru-is-arrius-museo-civico-cabras-696x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2448\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dea-madre-cuccuru-is-arrius-museo-civico-cabras-696x1024.jpg 696w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dea-madre-cuccuru-is-arrius-museo-civico-cabras-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dea-madre-cuccuru-is-arrius-museo-civico-cabras-768x1131.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/dea-madre-cuccuru-is-arrius-museo-civico-cabras.jpg 849w\" sizes=\"auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><figcaption>Dea madre di&nbsp;<em>Cuccuru is Arrius, Cabras (Or)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\nIn\nquesto periodo assistiamo anche ad uno sviluppo dell&#8217;uso\ndell&#8217;ossidiana, sicuramente dovuto agli insediamenti nella piana\ndell&#8217;oristanese e presso il Monte Arci, sede rinomata di diversi\ncentri  e cave dell<em>&#8216;oro nero,<\/em> tra i pi\u00f9 importanti sono il\nvillaggio di <em>Puist\u00e8ris, <\/em>nel territorio di Mogoro e la cava\ndell&#8217;ossidiana di <em>Conca &#8216;e Cannas<\/em> a Masullas, non molto\ndistante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuando nella nostra scoperta dell&#8217;uomo in Sardegna, facciamo un&#8217;alto balzo in avanti e ci soffermiamo sul secondo periodo del Neolitico, quello medio, compreso tra i 4000 e 3400 anni avanti Cristo. 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