{"id":2267,"date":"2020-07-13T10:10:06","date_gmt":"2020-07-13T08:10:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=2267"},"modified":"2020-07-13T10:10:10","modified_gmt":"2020-07-13T08:10:10","slug":"visita-ai-gioielli-di-sardegna-tour-sul-neolitico_di-tarcisio-agus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/visita-ai-gioielli-di-sardegna-tour-sul-neolitico_di-tarcisio-agus\/","title":{"rendered":"Visita ai gioielli di Sardegna: tour sul Neolitico_di Tarcisio Agus"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">L&#8217;uomo in Sardegna, come gi\u00e0\nvisto, pare sia presente dal Paleolitico (450.000 &#8211; 10.000 anni fa), nonostante\nle origini dell&#8217;isola ci riportano molto pi\u00f9 indietro nel tempo, 470 M.a, ma,\nnel pur lungo periodo del Paleolitico, le testimonianze sono ancora scarse e\npoco attendibili. Qualche segno concreto invece lo ritroviamo nel Mesolitico\n(10.000 e 6.000 anni fa), periodo di mezzo, tra il&nbsp; Paleolitico e il Neolitico. Le tracce pi\u00f9 diffuse, ancora\npresso anfratti naturali, attestano della presenza umana nel successivo\nperiodo, meglio noto Neolitico, ultimo spazio di tempo dell&#8217;et\u00e0 della pietra,\n(6.000 &#8211; 2.320 anni fa). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur nel suo contenuto sviluppo, rispetto al Paleolitico, appena 4.000 anni, questo tempo dell&#8217;uomo in Sardegna viene suddiviso, per le diverse caratteristiche dei ritrovamenti, in tre fasi: Neolitico Antico, Medio e Recente.                                                                                                                                Il momento \u00e8 segnato da una consistente crescita delle comunit\u00e0 indigene, ormai divenute stanziali e dedite all&#8217;agricoltura e pastorizia, lo testimoniano le grandi quantit\u00e0 di reperti litici e fittili rinvenuti, tanto che la variet\u00e0 di realizzazioni e contenuti artistici rilevati hanno dato luogo a delle personalizzazioni dei periodi. Cos\u00ec il Neolitico Antico \u00e8\u00a0 anche noto della C<em>eramica impressa e dell&#8217;ossidiana<\/em>; mentre il Neolitico Medio,\u00a0 viene\u00a0 definito della <em>Cultura di<\/em> <em>Bonuighinu<\/em> e l&#8217;ultima parte,\u00a0 il Neolitico Recente, <em>Cultura di<\/em> <em>San Michele<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Ci2aVVeUgAEoXRB-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2269\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Ci2aVVeUgAEoXRB-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Ci2aVVeUgAEoXRB-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Ci2aVVeUgAEoXRB-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Ci2aVVeUgAEoXRB.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>ceramica cardiale del museo di Carbonia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi la rappresentazione classica dei periodi storici, viene accostata ai pi\u00f9 importanti segni culturali del tempo.                                                                  Il Neolitico Antico (VI &#8211; V millennio a.C.), come detto, ha la sua principale caratterizzazione nell&#8217;uso della ceramica impressa e dell&#8217;ossidiana.       L&#8217;individuazione dei luoghi ove fermarsi, in forma stabile, ha consentito all&#8217;uomo di conoscere meglio il territorio e trarne da esso le risorse necessarie per una nova organizzazione di vita, per\u00a0 se\u00a0 e per il proprio nucleo familiare.                                                                                                                   La stanzialit\u00e0 pone nuove esigenze e favorisce lo sviluppato di nuove opportunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Acquisisce importanti nozioni del\nproprio luogo insediativo, anche se in questa fase privilegia ancora, per il\nriparo, le grotte e gli anfratti naturali, ma scopre le risorse diffuse\npresenti in prossimit\u00e0. Perdurano l&#8217;utilizzo dei pochi strumenti litici dei periodi\nprecedenti, ma nell&#8217;osservazione pi\u00f9 attenta e meticolosa&nbsp; in cui ha scelto di vivere, scopre le\ndiverse caratteristiche delle rocce e la struttura dei suoli, da cui trarr\u00e0\nnuovi spunti ed&nbsp; elementi necessari\na soddisfare i nuovi bisogni ed il cambiamento in atto. In particolare fanno la\nloro comparsa le prime rudimentali produzioni ceramiche, legate ad un\nprimordiale corredo domestico, sino ad allora ignoto per la vita errante alla\nricerca del cibo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricchezza dei depositi argillosi dell&#8217;isola, consegna all&#8217;uomo neolitico quella\u00a0 risorsa\u00a0 naturale che concorrer\u00e0, con la sua evoluzione, al miglioramento alimentare e culturale\u00a0 che andava sempre pi\u00f9 diffondendosi in tutte le parti della Sardegna.                                                           Le prime produzioni sono circoscritte a piccoli recipienti, in particolar modo legati all&#8217;attingimento ed alla conservazione dell&#8217;acqua, in quanto gli insediamenti umani, per un innato bisogno, sono presso le fonti o corsi d&#8217;acqua, elemento primario alla vita.                                                                         Poi gradualmente dai piccoli contenitori si passa ad altre forme necessarie per accompagnare l&#8217;evoluzione di vita che gli stanziamenti, sempre pi\u00f9 numerosi e prosperi, richievano.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"402\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/museo_sala-1024x402.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2270\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/museo_sala-1024x402.jpg 1024w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/museo_sala-300x118.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/museo_sala-768x302.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/museo_sala.jpg 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Sala del Museo dell&#8217;ossidiana di Pau<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le\u00a0 ceramiche di questa prima fase prenderanno il nome di <em>ceramica cardiale<\/em>, dovute al fatto che le prime realizzazioni, alla creativit\u00e0 della forma associano, come detto, l&#8217;estro decorativo, che viene impresso sulle arcaiche ceramiche, con uno strumento tratto dalla raccolta del cibo e detto &#8220;cardium&#8221;, da cui ceramica cardiale.                                                                              Il cardium non \u00e8 altro che una conchiglia, comunemente detta anche vongola, oggetto alimentare antico, ma che permane tutt&#8217;oggi negli stagni dell&#8217;isola.\u00a0 Le valve, per la loro caratteristica, venivano utilizzate per la decorazione ad impressione, perch\u00e9 il filo del cardium presenta una forma a zig zag, evidentemente molto apprezzata nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I corredi domestici prevalenti nel Neolitico Antico, che peraltro troviamo anche in altri ambiti del mediterraneo, sono\u00a0 costituiti da ciotole e\u00a0 olle, spesso dotate di\u00a0 piccole anse.                                                                                     Con l&#8217;uso e la manipolazione sempre pi\u00f9 frequente dell&#8217;argilla, l&#8217;uomo inizia una produzione fittile, potremmo dire ancora rudimentale, ma con essa avvia quel processo creativo delle forme, che affiner\u00e0 nel tempo, arricchendole con elementi artistici e decorativi sempre pi\u00f9 evoluti e preziosi.                                                                                                                          L&#8217;altra innovazione, dopo l&#8217;esperienza della pietra scheggiata del Paleolitico, la ritroviamo in nuove\u00a0 produzioni con la pietra levigata, come le teste di mazza, le asce o i cunei, ma in particolare sviluppa l&#8217;antica arte della pietra scheggiata, a seguito della scoperta dei depositi di roccia vetrosa chiamata <em>Ossidiana e <\/em>che\u00a0 sul Monte Arci ha i suoi maggiori giacimenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217; importante elemento litico, noto anche con l&#8217;appellativo di <em>Oro nero,<\/em> \u00e8 presente nel mediterraneo, oltre che in Sardegna, nelle isole Lipari e\u00a0 Pantelleria.                                                                                                                         Il successo dell&#8217;ossidiana interess\u00f2 tutto il commercio\u00a0 mediterraneo e quella sarda si\u00a0 impose in particolare nelle aree della Liguria, della Francia e Spagna.                                                                                                                     Nel\u00a0 Monte Arci troviamo, come detto, il deposito pi\u00f9 rappresentativo\u00a0 ed in particolare i riferimenti maggiori sono presso il Comune di Pau, che ospita il pi\u00f9 importante museo dell&#8217;ossidiana del Mediterraneo, mentre a Masullas, in regione <em>Conca &#8216;e Cannas,<\/em> \u00e8 possibile ammirare il giacimento pi\u00f9 importante\u00a0 in Sardegna e non solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le produzioni litiche della\nroccia vetrosa, elemento di facile lavorazione, consent\u00ec all&#8217;uomo, non solo di\nprodursi le efficaci punte di freccia e lancia, per una caccia abbondante e\nvariegata, ma anche degli utensili per la lavorazione delle pelli e dei legni,\ncome i raschiatoti. I coltelli o lame per il taglio delle carni, ma non solo,\nperch\u00e9 dalla lavorazione delle pelli si ottenevano stringhe e legacci da\nutilizzare in altre funzioni. Cos\u00ec pure sono i bulini o gli aghi che\nconsentivano di forare gli elementi della produzione, come le ceramiche, le\npelli, ed i legni, migliorandone l&#8217;uso e le applicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo periodo viene caratterizzato dai due siti pi\u00f9 rappresentativi: nel meridione troviamo\u00a0 il riparo sotto roccia di <em>Su Carroppu<\/em> di Sirri (Cagliari) e nel settentrione la grotta <em>Filiestru<\/em>, presso Mara\u00a0 (Sassari).                                     In particolare, nei due siti si differenziano, per la loro forma e decoro, le produzioni ceramiche,\u00a0\u00a0 che narrano delle nuove attivit\u00e0 intraprese, oltre la caccia, il richiamo \u00e8 forte all&#8217;agricoltura ed alla pastorizia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A <em>Su Carroppu<\/em>, i reperti\nrinvenuti si accostano per vicinanza culturale agli insediamenti del Neolitico\nAntico noti in Francia e Spagna, sia per&nbsp;\nle forme come le ciottole o le olle, con piccole anse a maniglia, sia\nper la produzione litica in ossidiana e selce, con&nbsp; i microliti geometrici, cuspidi, grattatoi e lame.\nInteressante sono anche i rinvenimenti ossei, utilizzati, in particolare, per\nla produzione di punteruoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ceramiche della grotta <em>Filiestru<\/em>, oltre la decorazione cardiale, propongono forme aperte semplici e poco profonde, con anse a maniglia o prese a lingua in ciotole emisferiche, olle\u00a0 e vasi a fiasco.                          Particolari sono le decorazioni\u00a0 sulle superficie delle anse e sui fianchi sempre ad impressione ma con bande, triangoli\u00a0 e riquadri tratteggiati.           Nel nostro sito settentrionale, oltre le ceramiche, sono state rinvenute delle macine, a testimonianza ulteriore dei nuovi processi produttivi legati all&#8217;agricoltura e pastorizia, confermata quest&#8217;ultima\u00a0 da resti\u00a0 ovicaprini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo periodo, fanno riferimento anche i siti gi\u00e0 noti della <em>Grotta Verde<\/em> di Alghero e la <em>Grotta Cordeddu <\/em>di Oliena, ma i ripari e le grotte di questa fase non sono di facile fruizione, ad eccezione della grotta <em>Cordeddu<\/em>, di cui se ne consiglia la visita. Cos\u00ec pure, per la ricchezza di reperti documentati, sono consigliati i musei di Cagliari, Sassari e quelli locali di Carbonia, Perfugas, Pau, Masullas, Nuoro e Dorgali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">In copertina le Grotte di San Giovanni a Domusnovas.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo in Sardegna, come gi\u00e0 visto, pare sia presente dal Paleolitico (450.000 &#8211; 10.000 anni fa), nonostante le origini dell&#8217;isola ci riportano molto pi\u00f9 indietro nel tempo, 470 M.a, ma, nel pur lungo periodo del Paleolitico, le testimonianze sono ancora scarse e poco attendibili. 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