{"id":1637,"date":"2020-05-11T10:41:02","date_gmt":"2020-05-11T08:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=1637"},"modified":"2020-05-12T09:34:14","modified_gmt":"2020-05-12T07:34:14","slug":"1637-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/1637-2\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 digitale e telemedicina. Oggi non domani! _di Pierpaolo Vargiu"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/PPVargiu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1640\" width=\"124\" height=\"141\"\/><figcaption><em>Pierpaolo Vargiu<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La vera riforma urgentissima\ndel sistema sanitario sardo \u00e8 quella che consente di passere dall\u2019attuale\nsistema centrato sugli Ospedali ad un nuovo sistema centrato sul paziente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima volta che in un convegno ho presentato Stefano Quintarelli, allora mio collega parlamentare e \u201cguru\u201d dell\u2019informatica, l\u2019avevo definito un \u201cfuoriclasse delle nuove tecnologie\u201d. Garbatamente mi aveva corretto: \u201cIo mi intendo di tecnologie e basta. Sono \u201cnuove\u201d soltanto per chi non le sa usare e cerca un alibi per la sua incapacit\u00e0\u201d.                                                    Credo che oggi lo stesso approccio valga in Sardegna per la sanit\u00e0 digitale e per la telemedicina.                                                                                                          Se pensassimo di parlare della \u201csanit\u00e0 del futuro\u201d commetteremmo un errore grave. La sanit\u00e0 digitale \u00e8 la \u201csanit\u00e0 del presente\u201d e la Sardegna rischia come sempre di arrivarci dieci anni dopo, facendo un danno immenso alla qualit\u00e0 dell\u2019assistenza ai sardi.                                                         Parlo del fascicolo sanitario elettronico (FSE) con tutte le informazioni del paziente, della cartella elettronica (CE), della prenotazione e del pagamento delle visite via web, della rete delle farmacie cliniche e dei servizi che da noi avanzano troppo faticosamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma so bene che la vera\nfrontiera per la Sardegna \u00e8 quella della Telemedicina<\/strong> che consente di\nvisitare il paziente da remoto (televisita), consente la consulenza congiunta\ndi pi\u00f9 medici (teleconsulto), consente la assistenza nel corso di procedure\nterapeutiche (telecooperazione) e soprattutto la rilevazione a distanza dei\nparametri biologici dei pazienti (telemonitoraggio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo ripeto sino alla nausea: non \u00e8 il futuro, \u00e8 il nostro presente! <\/strong>              Gi\u00e0 oggi, attraverso il nostro smart watch o altri semplici devices, \u00e8 possibile rilevare a distanza la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa, la saturazione di ossigeno, il peso corporeo. Ma \u00e8 possibile anche inviare il proprio elettrocardiogramma allo specialista di fiducia, misurare la glicemia, valutare l\u2019aderenza terapeutica, controllare con attivit\u00e0 di coaching a distanza gli stili di vita, l\u2019attivit\u00e0 fisica, il consumo di calorie.                                                                                                                              I devices in comunicazione tra loro attraverso l\u2019internet delle cose (IOT) e il ricorso all\u2019intelligenza artificiale (AI), come supporto all\u2019attivit\u00e0 sanitaria consentono un incredibile salto di qualit\u00e0 nell\u2019assistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E\u2019 la vera rivoluzione nella gestione del paziente cronico, che non deve pi\u00f9 spostarsi alla ricerca dell\u2019Ospedale di prossimit\u00e0, ma viene monitorato a casa propria da un sistema di \u201callarmi\u201d sotto il controllo dello specialista che pu\u00f2 persino inviare il 118 a domicilio, senza che sia chiamato dal paziente.                                                                              <\/strong>Cambierebbe cos\u00ec la filosofia del nostro sistema che, gestendo il paziente \u201ca casa\u201d, restituirebbe all\u2019ospedale la sua vera funzione di presidio per acuti e <strong>eliminerebbe le code al Pronto Soccorso<\/strong>, oggi impensabili in tempi di Covid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la Sardegna, la Telemedicina \u00e8 l\u2019abito di sartoria che veste in modo perfetto le nostre necessit\u00e0. Lo abbiamo a lungo cercato: la nostra Isola ha uno dei territori pi\u00f9 grandi d\u2019Italia (oltre 24.000 chilometri quadrati), ha una densit\u00e0 di popolazione tra le pi\u00f9 basse d\u2019Italia (appena 67 abitanti per kmq), con una dispersione della popolazione che \u00e8 ben fotografata dai nostri 120 comuni sotto i mille abitanti. Non abbiamo rete ferroviaria degna di tal nome e la nostra rete stradale \u00e8 piena di criticit\u00e0.                                        Per tante altre regioni italiane, la sanit\u00e0 digitale \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0. Per noi invece \u00e8 una necessit\u00e0 urgente che saremmo matti a non cogliere al volo.       All&#8217;Istituto Europeo di Oncologia di Milano, all\u2019Humanitas, ma anche all\u2019Ospedale pubblico Sacco \u00e8 normale che il paziente possa prenotare una televisita o un teleconsulto. Da noi, non si pu\u00f2 ancora.                                              Eppure, gi\u00e0 oggi, in tutta la Sardegna ci sono decine, forse centinaia, di sperimentazioni di attivit\u00e0 di sanit\u00e0 digitale, che nessuno conosce nel dettaglio, che non fanno rete tra loro, che non hanno un quadro normativo regionale di riferimento e di garanzia.                                                              Possiamo permettercelo? Non credo! Bisogna fare in fretta! Non c\u2019\u00e8 un istante da perdere!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E\u2019 per questo che i Riformatori chiedono l\u2019immediata istituzione di un\u2019Agenzia per la Sanit\u00e0 digitale, che predisponga il Piano Sanitario digitale triennale per la Sardegna, dotato di adeguate risorse finanziarie e proponga all\u2019approvazione della Giunta veri e propri Livelli Essenziali di Assistenza Digitale, con uno specifico Nomenclatore sanitario digitale che ne consenta la tariffazione.<\/strong>               La tragedia del Covid ci mette di fronte alle nostre responsabilit\u00e0 e ci indica la strada da seguire immediatamente!                                                            L\u2019epidemia, da cui non sappiamo quando e come usciremo, ha dimostrato il disastro degli ospedali quando esercitano un ruolo che non \u00e8 il loro, nella debolezza del territorio.                                                                                                    Oggi, in Sardegna, le misure di sicurezza anticovid rendono ancora difficilissimo persino l\u2019ingresso all\u2019interno degli Ospedali. Senza le opportunit\u00e0 della sanit\u00e0 digitale, i sardi si accorgeranno prestissimo, sulla propria pelle, di quanto sia limitato il loro attuale diritto di accesso alle prestazioni sanitarie.                                                                                                           Per il Covid, arriveranno importanti fondi europei per la nostra sanit\u00e0: dobbiamo usarli per rafforzare la presenza dei medici nel territorio e l\u2019eccellenza negli ospedali, ma non dimentichiamo neppure per un attimo che a noi sardi serve \u201ccambiare il modello dell\u2019assistenza\u201d, facendolo diventare \u201cpatient centered\u201d.                                                                                       Bisogna partire subito con la sanit\u00e0 digitale! Non dobbiamo sprecare tempo! <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla politica sarda spetta dunque\nuna mission che sembra impossibile: quella di \u201cragionare insieme\u201d. Soltanto\nsuperando le divisioni di parte \u00e8 possibile disegnare il ruolo della sanit\u00e0\ndigitale in Sardegna, che tracci una strada maestra che deve durare ben pi\u00f9 di\nuna maggioranza e di una legislatura consiliare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierpaolo Vargiu La vera riforma urgentissima del sistema sanitario sardo \u00e8 quella che consente di passere dall\u2019attuale sistema centrato sugli Ospedali ad un nuovo sistema centrato sul paziente. La prima volta che in un convegno ho presentato Stefano Quintarelli, allora mio collega parlamentare e \u201cguru\u201d dell\u2019informatica, l\u2019avevo definito un \u201cfuoriclasse delle nuove tecnologie\u201d. 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