{"id":162,"date":"2020-01-31T11:51:01","date_gmt":"2020-01-31T10:51:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=162"},"modified":"2020-02-03T09:23:19","modified_gmt":"2020-02-03T08:23:19","slug":"william-pitzali-il-mio-sogno-cucinare-per-il-cagliari-_-di-luca-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/william-pitzali-il-mio-sogno-cucinare-per-il-cagliari-_-di-luca-neri\/","title":{"rendered":"William Pitzalis: il mio sogno? Cucinare per il Cagliari _ di Luca Neri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello di William Pitzalis (vicecampione nell\u2019ultima edizione del celebre talent show \u201cCuochi d\u2019Italia\u201d) \u00e8 sempre stato lo stesso, coltivato attorno al suo sorriso e la sua voglia di farsi del bene facendolo agli altri: diventare cuoco del Cagliari, la sua squadra del cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cQuando parlavo coi miei compagni di scuola dei progetti lavorativi, loro sognavano sempre grandi strutture alberghiere, resort dall\u2019altra parte del mondo; io desideravo soltanto diventare il cuoco del Cagliari.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci ha sempre sperato, sino a quando cinque anni fa non \u00e8 arrivata la chiamata del Presidente Giulini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIn precedenza avevo avuto varie opportunit\u00e0 anche con Cellino, che magari mi chiamava per qualche extra in occasione di partite importanti o occasioni particolari. Lui sapeva della mia malattia per il Cagliari e pi\u00f9 volte mi aveva promesso che, se ci fosse stata la possibilit\u00e0, mi avrebbe assunto. Una volta mi chiam\u00f2 personalmente, chiedendomi se sapessi fare il minestrone buono! Ogni inizio di stagione ci speravo e ci son sempre andato vicino: in diversi momenti sembrava fatta. Poi mi telefonavano all\u2019ultimo per dirmi che avevano scelto un altro: ogni volta era una delusione d\u2019amore, mi sentivo come un cane abbandonato sull\u2019Asse Mediano. Non ti nascondo che ho pure pianto\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure William non si d\u00e0 per vinto. Non smette di crederci, continuando con gli extra col nuovo presidente Giulini e proseguendo il suo lavoro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a tempo pieno: il cuoco presso una comunit\u00e0 di malati, l\u2019Ospedale R.S.A. Monsignor Virgilio Angioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201c\u00c8 stato bello, e l\u00ec ho avuto la fortuna di conoscere Don Carlo Rotondo: abbiamo legato tanto, anche grazie al filo conduttore della passione per i colori rossobl\u00f9. Passavamo ore a parlare di calcio, sino a quando lui \u00e8 diventato cappellano del Cagliari, e io il cuoco: ci siamo ritrovati, \u00e8 stata una bella storia. Sicuramente gli devo tanto: lui, suor Silvia e Nicola Legrottaglie mi hanno aiutato parecchio nel realizzare la vocazione della mia vita.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Son stato chiamato presso la vecchia sede di Viale la Playa per un colloquio. Quel giorno avrei dovuto lavorare con i malati, ma mi son finto malato io! Non l\u2019avevo mai fatto, ma quel giorno dovevo, altrimenti qualcun altro mi avrebbe soffiato il posto un\u2019altra volta. In quel colloquio ho davvero parlato col cuore\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi William ha realizzato il suo grande sogno, ma il suo percorso non \u00e8 sempre stato rose e fiori, anzi. \u00c8 diventato cuoco per necessit\u00e0. I suoi genitori si sono separati quando era ancora molto giovane, con conseguenti problematiche di natura economica. Cos\u00ec, ancora diciassettenne, ha dovuto abbandonare gli studi e iniziare a lavorare, passando dalle tante pentole da pulire ai sacrifici e le ore non riconosciute. Accadeva dunque che, mentre i suoi amici uscissero la sera, lui fosse costretto a rinunciare per via del lavoro. L\u2019unico svago era lo stadio, con il suo Cagliari: quello non poteva mai mancare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSono cresciuto nel quartiere dello stadio, Sant\u2019Elia. Una parte della vecchia struttura si vedeva persino dalla finestra di casa mia. Ancora oggi, a casa di mia madre, si sentono i cori, si vedono i fari durante le notturne, si respira l\u2019atmosfera\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio per il suo quartiere che William vorrebbe fare qualcosa di importante, unendo il suo lavoro ad un\u2019altra sua grande vocazione: l\u2019impegno per il sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cHo sempre avuto un occhio di riguardo per le persone meno fortunate. Se sono ad un semaforo non guardo la macchina pi\u00f9 bella, anche perch\u00e9 col mio lavoro ne vedo davvero parecchie. Per\u00f2 mi rendo conto che quel mondo dorato non \u00e8 il mio; bisogna saper tenere i piedi per terra, e grazie all\u2019esperienza con la famiglia Giulini ho potuto conoscere tantissime realt\u00e0, soprattutto tramite la Fondazione: il Borgo Tre Mani, il carcere di Quartucciu, il Nido della Pavoncella, la Locanda dei Buoni e Cattivi e la Caritas diocesana di Cagliari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ora ho un\u2019idea mia, un sogno: mi piacerebbe aprire una scuola di cucina per i ragazzi del mio quartiere. Sarebbe bello poterla avviare all\u2019interno dello stesso Sant\u2019Elia, col mare, il sole, lo stesso stadio, ma se ci\u00f2 non fosse possibile sarei disposto anche a portare i ragazzi del quartiere altrove. Ci credo tanto, ho avuto anche la fortuna di pubblicizzare molto l\u2019idea grazie a Cuochi d\u2019Italia, dove ho ripetuto sin dai casting che avrei destinato il montepremi alla realizzazione della scuola. Sarebbe un\u2019occasione per dare la possibilit\u00e0 ai ragazzi del quartiere di conoscere una strada. Ci sono giovani con straordinarie qualit\u00e0 che hanno solo bisogno di un grillo parlante che vada a stuzzicarli un pochino. Non so se riuscir\u00f2 a metterlo in pratica, ma io credo che i sogni vadano sempre inseguiti\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affinch\u00e9 il sogno del cuoco dal cuore buono diventi realt\u00e0 sar\u00e0 necessario mettere insieme tante componenti: le istituzioni in primis, ma anche i colleghi e soprattutto i soldi. William Pitzalis sa bene che non sar\u00e0 semplice, ma sottolinea anche come la scuola possa essere un bene per tutta la citt\u00e0. Lui far\u00e0 di tutto affinch\u00e9 accada anche perch\u00e9, ci racconta, la scuola di cucina \u00e8 l\u2019unica opportunit\u00e0 che possa farlo andar via dalla famiglia Giulini: nessun ristorante e nessun\u2019altra struttura. D\u2019altronde le richieste non gli sono certo mancate nell\u2019ultimo periodo, dopo il grande successo nel talent show. Ha sempre&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ringraziato e declinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cNon potevo tradire chi mi aveva dato l\u2019opportunit\u00e0 di realizzare il mio sogno e non lo far\u00f2 mai, per nessuna cifra al mondo. Ecco, un\u2019altra ragione per andar via dal Cagliari sarebbe il cambio di propriet\u00e0\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non \u00e8 un caso che quello al Cagliari Calcio sia il posto pi\u00f9 bello dove abbia mai lavorato, nonostante ne abbia visto davvero di qualsiasi tipo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cNe ricordo uno davvero spettacolare. Ho lavorato in un ristorante sulla spiaggia di Cala Sinzias, il Maklas, col mare a cento metri: ti aiutava a non sentire la stanchezza e stare sereno; per\u00f2 al Cagliari mi piace respirare l\u2019aria dello spogliatoio, che nel mio caso \u00e8 aria di cucina. Mi piace lavorare in un ambiente sano, pulito, con persone che ti rispettano e sanno dire grazie. C\u2019\u00e8 anche da dire che preparare da mangiare ad un calciatore professionista non \u00e8 pi\u00f9 come negli anni \u201970 e \u201980, quando la dieta consisteva unicamente in riso, pollo e carne rossa. Ormai c\u2019\u00e8 spazio per la fantasia e il buon gusto. Oggi l\u2019atleta \u00e8 talmente preparato sull\u2019alimentazione che sa cosa pu\u00f2 mangiare e cosa invece no. Noi cerchiamo di fare una cucina sana, genuina, con prodotti a chilometro zero. Non \u00e8 nemmeno vero che un calciatore non possa mangiare dolci: con moderazione si pu\u00f2 mangiare un po\u2019 di tutto\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la carriera di William non \u00e8 composta solo di sorrisi e ricordi fiabeschi. La sua generosit\u00e0 verso il prossimo lo ha spinto a dare una mano in qualsiasi condizione, anche all\u2019indomani dei drammatici terremoti dell\u2019Abruzzo e di Amatrice, quando scelse di fare i bagagli e cucinare nella pi\u00f9 triste delle trasferte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSiamo arrivati pochi giorni dopo il terremoto, nel campo di Pianola. Abbiamo lavorato con una cucina mobile, distribuendo un migliaio di pasti tra pranzo e cena, pi\u00f9 le colazioni. Non c\u2019era davvero possibilit\u00e0 di riposare, le persone erano disperate e avevano fame; le scosse continuavano, la gente era impaurita e anche io, a dire il vero, ho avuto paura. Diverse volte ho pensato \u201cma chi me lo ha fatto fare?\u201d. Eppure mi porto dentro un\u2019esperienza molto toccante\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere ci racconta i due istanti che porta nel cuore, i due momenti d\u2019oro nel suo percorso tra i fornelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cCi sono due momenti che ricordo con particolare affetto. Uno risale a due giorni prima della finale di Cuochi d\u2019Italia, quando dovevo affrontare la semifinale: me la stavo facendo sotto, avevo paura. Sembrer\u00e0 una fesseria, ma stare davanti a tutte quelle telecamere, con tutta quella gente a fare il tifo per te e tutte le aspettative che c\u2019erano non era facile. Avevo pure pensato di darmi per malato per la seconda volta! Poi una persona mi ha preso da parte e mi ha detto \u201cricordati cosa rappresenti, chi sei e dove lavori\u201d. Mi sono sbloccato immediatamente, mi \u00e8 tornata la grinta e la voglia di vincere: ho vinto la semifinale e conquistato la finale. Ricorder\u00f2 sempre quelle parole.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019altra soddisfazione che mi porto dentro, sempre legata al talent, \u00e8 aver portato le mie tre donne in TV. Mia mamma non era mai stata fuori dalla Sardegna, e io le ho dedicato il piatto della finale: \u201cMamma son tanto felice\u201d.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di William Pitzalis (vicecampione nell\u2019ultima edizione del celebre talent show \u201cCuochi d\u2019Italia\u201d) \u00e8 sempre stato lo stesso, coltivato attorno al suo sorriso e la sua voglia di farsi del bene facendolo agli altri: diventare cuoco del Cagliari, la sua squadra del cuore.&nbsp; \u201cQuando parlavo coi miei compagni di scuola dei progetti lavorativi, loro sognavano &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":293,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-162","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-cuochi-e-chef"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":314,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162\/revisions\/314"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media\/293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}