{"id":1591,"date":"2020-05-06T09:09:09","date_gmt":"2020-05-06T07:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=1591"},"modified":"2020-05-06T09:09:11","modified_gmt":"2020-05-06T07:09:11","slug":"filippo-lantini-ho-fatto-ballare-tutta-cagliari-per-trentanni-_di-fabio-salis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/filippo-lantini-ho-fatto-ballare-tutta-cagliari-per-trentanni-_di-fabio-salis\/","title":{"rendered":"Filippo  Lantini: \u201c ho fatto ballare tutta Cagliari per trent\u2019anni.\u201d_di Fabio Salis"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">\u201cPer noi ragazzi il Lido era come una\ncasa, arrivavamo la mattina e ce ne andavamo la notte. L\u00ec mangiavamo anche ed\neravamo una grande famiglia, ci conoscevamo tutti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"721\" height=\"468\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1593\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1.jpg 721w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 721px) 100vw, 721px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Filippo Lantini, famoso dj del\nCapoluogo negli anni \u201970, \u201980 e \u201990, ricorda cos\u00ec le sue estati trascorse\ndurante la giovent\u00f9 al Lido di Cagliari, un locale che ha\nfatto la storia della citt\u00e0. Memoria storica dell\u2019essere dj, con la sua musica\nalla console sono cresciute diverse generazioni di cagliaritani nei locali cittadini.\nAlla fine degli anni \u201970 non esistevano altri dj \u201csulla piazza\u201d (e nemmeno era\nancora stato coniato quel termine), cos\u00ec Lantini ha dovuto imparare tutto da\nsolo senza nessun maestro. \u00c8 stato protagonista anche di una pagina importante\ndella storia delle radio in Sardegna, perch\u00e9 nel periodo in cui lavorava con i\n45 giri venne chiamato a lavorare a Radiolina per mettere i dischi e fu lui ad\nideare la storica sigla della radio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"665\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2658.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1594\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2658.jpg 665w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2658-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2658-298x300.jpg 298w\" sizes=\"auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dismessi i panni da dj, Filippo Lantini\n\u00e8 tornato a dedicarsi all\u2019altra sua grande passione, quella per l\u2019arte, in\nparticolare per la pittura, il disegno e le arti plastiche in generale. Ha\nanche aperto un laboratorio di falegnameria a cui insegna ai ragazzi a lavorare\ncon i materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella chiacchierata con\nlui abbiamo ripercorso la sua carriera di disc jockey, iniziata proprio l\u00ec nel\npopolare locale della spiaggia dei centomila, attraverso il racconto dei generi\nmusicali pi\u00f9 in voga nell\u2019epoca che di l\u00ec a breve avrebbe visto l\u2019esplosione\ndella cosiddetta \u201cfebbre del sabato sera\u201d, la differenza tra vinile e digitale\ne, per concludere, una testimonianza su come il mondo dei locali e del\ndivertimento notturno, si pu\u00f2 dire altrettanto della nostra societ\u00e0, siano\nprofondamente cambiati nel corso degli anni. Sono radicalmente cambiati i\ngeneri e le preferenze musicali, ma anche il modo di divertirsi da parte dei\npi\u00f9 giovani che purtroppo non sempre si pu\u00f2 far rientrare in un discorso di\nlegalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2660.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1595\" width=\"316\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2660.jpg 450w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2660-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Raccontaci di come \u00e8 nata la tua\npassione per la musica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cQuando ero piccolo i miei genitori\nascoltavano i dischi, come per esempio Anonimo Veneziano e Jesus Christ\nSuperstar. Anch\u2019io ho sempre ascoltato musica. Poi quando avevo circa tredici\nanni vicino a casa mia c\u2019era un distributore che dava i dischi ai jukebox,\nquindi io andai in motorino e chiesi se potevo andare a consegnarli. Anzich\u00e9\nfarmi pagare con i soldi, decisi di farmi pagare con i dischi e quindi li\naccumulai. Cos\u00ec quando organizzavamo le feste in casa con gli amici, li portavo\ne li mettevo.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A\nquel punto di fatto cominciasti a fare il dj \u201ctra le quattro mura\u201d per poi\nintraprendere davvero questo lavoro al Lido inizialmente assieme\nall\u2019organizzatore Gianni Aramu.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIl termine dj non esisteva ancora, perch\u00e9\ntutto era ancora agli inizi. Esisteva soltanto in ambito radiofonico. Con gli\namici avevamo fatto una sorta di mini club in un garage, il fine settimana si\nballava l\u00ec. Poi una volta mi capit\u00f2 di sostituire un vero deejay. Poi iniziai a\nlavorare al Lido, quando era ancora una balera ed era gestito dal signor Spiga\nche era proprietario anche di due famose sale cinema in citt\u00e0. Lui mi chiese di\nmettere musica nel fine settimana, poi da l\u00ec nacque tutto. Dopo l\u2019Acquarium, il\nLido cambi\u00f2 gestione e venne preso in gestione da Roberto Devoto che lo cambi\u00f2\nstrutturalmente specie nelle gradinate, mise la moquette, qualche luce, la\npista e un impianto in grazia di Dio. Organizz\u00f2 sotto la sua gestione\nspettacoli internazionali sulla rotonda e rilanci\u00f2 il locale molto bene.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"402\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2661.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1596\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2661.jpg 604w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2661-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_2661-310x205.jpg 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In quegli anni l\u00ec, stiamo parlando\ndella fine degli anni \u201970 e i primi \u201980, era alle porte una rivoluzione in\ntermini di generi musicali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIn\nquel periodo inizialmente era in voga la black music, fino a quando ad un certo\npunto si scaten\u00f2 \u201cla febbre del sabato sera\u201d sulla scia del famoso successo\ncinematografico con John Travolta. Da quel momento in poi nacque la disco music\nche non era pi\u00f9 black o funky, che aveva invece una battuta pi\u00f9 marcata. Durante\nle serate mettevo i dischi di Patrick Fernandez che a quei tempi si ballavano\ncon i lenti. Come sigla usavo \u201cThe wall\u201d l\u2019album dei Pink Floyd, per\u00f2 la musica\nche inserivo era mista, mischiavo anche un po\u2019 di rock e sono stato il primo a\nmettere il reggae, soprattutto Jammin\u2019 di Bob Marley, che all\u2019epoca si filavano\nin pochi. Poi invece ha avuto un grandissimo successo, perch\u00e9 era un suono che\nnon era usuale per quei tempi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ascolto qualsiasi tipo di musica, per\u00f2\nil mio genere preferito \u00e8 proprio quello che si rif\u00e0 alla black music, il funky\nmelodico, ma anche la house americana quella cantata e bella. Il genere funky\nper me \u00e8 il numero uno e James Brown il mio artista preferito.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>All\u2019epoca il digitale non esisteva e\nl\u2019unico modo per mettere musica durante le serate era il vinile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIo il digitale non l\u2019ho mai voluto sperimentare,\nperch\u00e9 il vinile a mio giudizio \u00e8 nettamente superiore. Il suono digitale\ntaglia determinate frequenze che sono i bassi profondi e per fare una serata \u00e8\nnecessario avere un impianto nettamente superiore. Invece col vinile il suono\nrisulta molto pi\u00f9 amplificato. Per fare un paragone, col vinile \u00e8 come se\nandassi ad ascoltare un concerto dal vivo, mentre col digitale \u00e8 come se lo\nstessi ascoltando alla radio.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Durante\nle canzoni si ballava e il modello che veniva preso come punto di riferimento dai\ngiovani non poteva non essere che John Travolta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cEsatto, si facevano i balli di gruppo\nimitando le movenze del popolare attore. Addirittura c\u2019erano ragazzi che\nvenivano in discoteca con l\u2019abito bianco e andavano in pista facendo i \u201cJohn\nTravolta\u201d di turno. Al Lido l\u2019ambiente in quel periodo era sempre ottimo: tutta\nla gente che vedevi al mare di giorno la vedevi la notte in discoteca e quindi\nci si ritrovava per divertirsi in maniera molto serena. Ti bevevi il tuo drink\nassieme ai tuoi amici ed era molto raro che capitasse di vedere nel locale\ncomportamenti al di fuori delle regole.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La societ\u00e0 era molto diversa da quella\nche conosciamo oggi e anche a Cagliari, da quanto si racconta, si respirava\nun\u2019aria diversa. Oggi si sa che purtroppo molti giovani esagerano con l\u2019alcol e\na volte fanno anche uso di droghe, andando cos\u00ec alla ricerca dello \u201csballo\u201d,\nsia fuori che dentro le discoteche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cVerso la met\u00e0 degli anni Ottanta il\nbusiness intorno alle discoteche crebbe parecchio e spesso cominciava ad\nentrare nei locali pi\u00f9 gente di quello che era in realt\u00e0 consentito, tra queste\na volte entravano anche persone non molto raccomandabili. Secondo me il\nproblema che si \u00e8 venuto a creare negli anni nelle discoteche \u00e8 quello dei\ncosti esorbitanti che hai per gestirla, il fatto di dover avere pi\u00f9 barman,\nbuttafuori e camerieri per gestire i grandi flussi di persone. Pi\u00f9 le tasse\nchiaramente. In seguito, alla fine degli anni Novanta, cominciavano a girare\ninsistentemente le droghe e spesso si vedevano ragazzini impasticcati. Io smisi\ndi lavorare stabilmente nel settore nel 1998, perch\u00e9 era nato mio figlio e\nvolevo dedicare pi\u00f9 tempo alla mia vita familiare, ma ti confesso che vedevo\nintorno a me un mondo che ormai era cambiato e gi\u00e0 da prima pensai di smettere.\nNonostante tutto nel corso degli anni ho fatto qualche serata revival con la\nmusica dei miei tempi. Prima secondo me ci si cercava di divertire con quei pochi\nsoldi che si avevano in tasca e si centellinavano. Da alcuni decenni, i\ngenitori danno troppi soldi in tasca ai propri figli che a volte spendono nel\nmodo sbagliato.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPer noi ragazzi il Lido era come una casa, arrivavamo la mattina e ce ne andavamo la notte. 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