{"id":1076,"date":"2020-03-31T09:57:36","date_gmt":"2020-03-31T07:57:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=1076"},"modified":"2020-03-31T10:53:39","modified_gmt":"2020-03-31T08:53:39","slug":"il-pranzo-di-pasqua_di-ermenegildo-lallai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/il-pranzo-di-pasqua_di-ermenegildo-lallai\/","title":{"rendered":"Quei nostalgici pranzi di Pasqua_di Ermenegildo Lallai"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La Pasqua \u00e8 una&nbsp;festa molto sentita in Sardegna e a Cagliari, alla stessa&nbsp;&nbsp;sono&nbsp;legati oltre l\u2019importante aspetto religioso anche tradizioni popolari e&nbsp;&nbsp;familiari.                                                                                                                            Il giorno della Resurrezione , sopratutto negli anni passati, era consuetudine&nbsp;&nbsp;dismettere gli abiti invernali e indossarne dei nuovi, primaverili. Oggi l\u2019usanza pu\u00f2 forse non essere capita dai pi\u00f9 giovani in quanto , col consumismo imperante,&nbsp;&nbsp;\u00e8 normale \u201cinaugurare\u201d&nbsp;&nbsp;vestiti&nbsp;&nbsp;in qualsiasi momento dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venendo alle tradizioni tipicamente cagliaritane vanno ricordati i riti religiosi della Settimana Santa che coinvolgono tutti i quartieri storici di Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono particolarmente seguiti ancora oggi la cerimonia&nbsp;&nbsp;dello spostamento del Crocefisso dalla Cappella alla navata Sagrato, la domenica delle Palme, nella Chiesa di San Giovanni, nel popolare quartiere di Villanova,&nbsp;&nbsp;le&nbsp;Processioni dei Misteri, la visita di Sant\u2019 Efisio e dei fedeli ai Sepolcri&nbsp;&nbsp;il gioved\u00ec, le&nbsp;&nbsp;suggestive processioni del Venerd\u00ec e del Sabato organizzate dalle Confraternite della Solitudine ( Chiesa di San Giovanni) e del Santissimo Crocefisso ( Chiesa di San Giacomo) accompagnate dai canti&nbsp;&nbsp;dei gruppi di cantori, l\u2019incontro&nbsp;&nbsp;tra Cristo risorto e la Madonna nelle varie Parrocchie&nbsp;&nbsp;nella Domenica di Pasqua e infine il pellegrinaggio di Sant\u2019Efisio il luned\u00ec dell\u2019Angelo nella Cattedrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma a fianco alla grande&nbsp;&nbsp;partecipazione&nbsp;&nbsp;della gente ai riti religiosi esiste ancora oggi , anche se&nbsp;&nbsp;in parte logorata dell\u2019imperante modernismo, una tradizione culinaria&nbsp;&nbsp;popolare a cui molti cagliaritani, sopratutto gli anziani, non rinuncerebbero mai.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"660\" height=\"330\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Senza-titolo-1-44.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1078\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Senza-titolo-1-44.jpg 660w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Senza-titolo-1-44-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pranzo della Domenica di Pasqua rappresentava infatti, sopratutto fino agli anni sessanta del secolo passato,&nbsp;&nbsp;un rito pagano irrinunciabile che permetteva di radunare intorno ad un tavolo imbandito intere famiglie, parentele varie e amici pi\u00f9 stretti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento agli anni passati \u00e8 doveroso in quanto oggi sono molto cambiate le abitudini e le occasioni di partecipare a pranzi in compagnia sono molto pi\u00f9 frequenti. Per questa ragione i rituali degli anni passati sono ricordati da chi li ha vissuti con grande rimpianto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il menu&nbsp;rispecchiava le usanze di famiglia tramandate dai padri e dai nonni. Nel sacrosanto antipasto non poteva mancare la salsiccia e la \u201cmustela\u201d secca,&nbsp;&nbsp;in qualche caso il prosciutto stagionato procurato, con difficolt\u00e0, tramite conoscenti&nbsp;del Centro Sardegna ( non essendo in vendita nelle botteghe), le olive, il formaggio fresco, semistagionato e stagionato e in qualche caso la bottarga..<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sui primi&nbsp;&nbsp;vi era una scelta tra la pasta e le minestre, quasi sempre preferite. Era molto gradita la minestra \u201cde casu friscu\u201d preparata con il brodo del lesso di agnello, che veniva servito come secondo,&nbsp;col formaggio fresco lievemente inacidito, il soffritto,&nbsp;&nbsp;lo zafferano e completato con pasta dal formato molto piccolo come i semini, le ave marie e la fregolina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tante case, sopratutto nelle famiglie dei pescatori, non poteva mancare la fregola con le arselle. La relativa ricetta comprendeva&nbsp;&nbsp;oltre la fregola, che veniva quasi sempre&nbsp;&nbsp;preparata alla vigilia&nbsp;&nbsp;del&nbsp;pranzo nel rispetto&nbsp;&nbsp;della tradizione,&nbsp;&nbsp;le arselle, pescate direttamente nello stagno di Santa Gilla o acquistate da venditori di fiducia, estratto di pomodoro, sale, vino bianco, olio d\u2019oliva, aglio e pomodoro a cui molti aggiungevano una punta di pepe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non mancavano in tante famiglie, spesso abbinati anche alla minestra, i ravioli (is culurgionis) riempiti&nbsp;&nbsp;con ricotta e verdure varie, come spinaci o bietole, uova e&nbsp;&nbsp;in qualche caso scorza di arancia o di limone e zucchero. Quest\u2019ultima variante non era per\u00f2 gradita da&nbsp;&nbsp;&nbsp;chi sosteneva che i ravioli essendo un primo non dovevano avere un sapore dolciastro. Erano molto diffusi anche i ravioli riempiti con formaggio fresco e prezzemolo e raramente&nbsp;&nbsp;spinaci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Is culirgionis venivano conditi con sugo ottenuto da conserva di pomodoro ( i pomodori freschi si trovavano solo durante l\u2019estate), olio d\u2019oliva, sale e soffritto&nbsp;&nbsp;e pezzi abbondanti di carne di maiale. Molte padrone di casa erano solite usare, con un certo orgoglio, al posto della conserva&nbsp;bottiglie di sugo di pomodoro fresco preparato nell\u2019estate precedente. Non mancavano&nbsp;&nbsp;comunque in qualche casa anche i culirgiones ogliastrini. Sui&nbsp;ravioli, appena cotti, veniva versato il sugo&nbsp;&nbsp;e una&nbsp;adeguata&nbsp;&nbsp;quantit\u00e0 di pecorino&nbsp;&nbsp;stagionato grattuggiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La preparazione dei ravioli nei giorni precedenti la festa, era lunga e coinvolgeva buona parte della famiglia. La padrona di casa sin dalla mattina cucinava le verdure,&nbsp;che il&nbsp;&nbsp;marito di buon mattino aveva acquistato al mercato insieme alla ricotta o al formaggio. Nel pomeriggio&nbsp;&nbsp;la donna impastava la farina ,&nbsp;&nbsp;stendeva la sfoglia ricavata&nbsp;&nbsp;sul tavolo, rigorosamente di legno, creando delle strisce di una decina di centimetri, a questo punto interveniva il marito che&nbsp;&nbsp;deponeva sulla pasta, con&nbsp;&nbsp;un cucchiaino&nbsp;a&nbsp;&nbsp;distanze regolari e rispettando rigorosamente&nbsp;&nbsp;la uniformit\u00e0 delle dosi il ripieno.&nbsp;&nbsp;Ai figli era affidato il compito di ripiegare la sfoglia in modo da coprire il ripieno e con \u201csa serretta\u201d dare una forma rettangolare o a semicerchio ai singoli ravioli che andavano poi con molta attenzione poggiati in un cesto grande \u201csa palina\u201d sul cui fondo era stata cosparsa semola.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sui secondi&nbsp;dopo la carne lessa venivano serviti gli arrosti di carne, prevalentemente agnello, capretto, maialetto e pesce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei quartieri storici di Cagliari era abbastanza frequente vedere&nbsp;&nbsp;nelle strade, davanti alle porte delle case,&nbsp;&nbsp;&nbsp;improvvisati barbecue sui quali venivano cucinati da cuochi molto attenti e specializzati carne e pesce. Si diffondeva&nbsp;&nbsp;in tal modo un piacevole profumo che insieme a quello della salsa di pomodoro in preparazione \u201cinondava\u201d la mattina della Pasqua le strette vie dei quartieri della Marina, di Stampace,&nbsp;&nbsp;Santa Avendrace e&nbsp;&nbsp;Villanova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cottura&nbsp;&nbsp;richiedeva un \u201ccerimoniale\u201d molto severo, che durava dalle due alle tre ore: la carne doveva essere tenuta, nella prima fase dell\u2019operazione&nbsp;&nbsp;distante dalla brace per poter essere asciugata e solo dopo avvicinata&nbsp;&nbsp;progressivamente alla stessa.&nbsp;Operazione particolarmente delicata era&nbsp;il dosaggio del sale, al riguardo le teorie erano varie, alcuni sostenevano che andava cosparso sin dall\u2019inizio e poi aggiunto nella fase finale&nbsp;&nbsp;mentre altri, la maggior parte, solo nella parte terminale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la parte forse pi\u00f9 delicata dell\u2019impegno&nbsp;&nbsp;de \u201cs\u2019arrostitori\u201d era quella de su \u201cstiddiu\u201d che consisteva nel fare sciogliere un pezzo di lardo, opportunamente infiammato e tenuto da uno spiedo , sulla carne in cottura. Era necessario evitare che il grasso che scolava potesse bruciare l\u2019arrosto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Punto forte del lavoro era anche la preparazione de \u201csa trattalia e de sa cordula\u201d&nbsp;&nbsp;che richiedevano grandissima attenzione e lunghi tempi e che dovevano essere serviti ai commensali, sempre molto esigenti, molto calde e croccanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche per i pesci veniva seguito un complesso cerimoniale, le orate, le spigole, le seppie, i cefali&nbsp;&nbsp;e le altre specie marine dovevano essere accuratamente preparate e affidate alle mani esperte di valenti cuochi, quasi sempre pescatori, che dovevano riuscire a conciliare i tempi del pranzo con quelli richiesti per la cottura e la successiva salamoia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I secondi venivano accompagnati da abbondanti quantit\u00e0 di&nbsp;&nbsp;&nbsp;finocchi, sedani, ravanelli e&nbsp;&nbsp;lattuga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la frutta rigorosamente di stagione altra parte&nbsp;&nbsp;importante del pranzo di Pasqua erano i dolci con la immancabile&nbsp;presenza de \u201cis Pardulas\u201d, conosciute in italiano col nome di formagelle, che venivano e vengono tuttora preparate&nbsp;&nbsp;con la ricotta o col formaggio fresco: esista al riguardo ancora oggi&nbsp;&nbsp;una pluriennale disputa tra buongustai su quale tra i due tipi di ingredienti renda il dolce pi\u00f9 gradevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non potevano&nbsp;mancare ancora&nbsp;&nbsp;i dolci tradizionali del Campidano come gli amaretti, is Gueffus,&nbsp;&nbsp;is piricchitus, is pastissus e i bianchini che venivano naturalmente accompagnati dal moscato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al termine&nbsp;&nbsp;non potevano mancare&nbsp;&nbsp;i caff\u00e8 e i savoiardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va anche aggiunto che tutte le portate&nbsp;&nbsp;erano accompagnata da copiose libagioni di vini&nbsp;&nbsp;bianchi o rossi che venivano, per antica tradizione, offerti e portati dai vari ospiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pranzi della domenica di Pasqua duravano dalle tre alle quattro ore circa&nbsp;&nbsp;durante le quali i commensali, tutti ottimi buongustai,&nbsp;aggiornavano gli altri non solo sulle loro vicende recenti ma anche su quelle degli assenti, spesso per\u00f2&nbsp;ricamandole abbondantemente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto detto \u00e8&nbsp;la descrizione di un rituale di un tempo passato, oggi sicuramente superato dalle&nbsp;&nbsp;possibilit\u00e0 non solo di incontrare molto spesso parenti e amici ma anche dalla necessit\u00e0&nbsp;&nbsp;di evitare la grande fatica di dover preparare tante pietanze, \u00e8 infatti molto pi\u00f9 semplice comprarle gi\u00e0 pronte nelle rosticcerie o gustarle direttamente&nbsp;nei ristoranti. Resta comunque l\u2019amara considerazione che il sapore e il profumo dei ravioli fatti in casa e degli arrosti \u00e8 sfortunatamente solo un ricordo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Pasqua \u00e8 una&nbsp;festa molto sentita in Sardegna e a Cagliari, alla stessa&nbsp;&nbsp;sono&nbsp;legati oltre l\u2019importante aspetto religioso anche tradizioni popolari e&nbsp;&nbsp;familiari. Il giorno della Resurrezione , sopratutto negli anni passati, era consuetudine&nbsp;&nbsp;dismettere gli abiti invernali e indossarne dei nuovi, primaverili. 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