{"id":1009,"date":"2020-03-24T11:32:03","date_gmt":"2020-03-24T10:32:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/?p=1009"},"modified":"2020-03-24T11:33:02","modified_gmt":"2020-03-24T10:33:02","slug":"cagliari-fermata-al-58_incontro-di-enrica-anedda-erdrich-con-salvatore-pinna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/cagliari-fermata-al-58_incontro-di-enrica-anedda-erdrich-con-salvatore-pinna\/","title":{"rendered":"Cagliari, fermata al 58_incontro di Enrica Anedda Endrich con Salvatore Pinna"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Salvatore Pinna \u00e8 un ragazzo del 1943, \u00e8 nato a Bitti alla fine della prima guerra mondiale, ha vissuto la sua infanzia a Cagliari, nel quartiere di Castello. E\u2019 stato direttore delle Cineteca Sarda, docente all\u2019universit\u00e0 ed \u00e8 uno dei maggiori esperti sardi di cinema, in particolare di documentari sulla Sardegna.                                                                                                             E\u2019 autore di testi, fra cui spicca per particolare interesse \u201cGuardarsi cambiare. I sardi e la modernit\u00e0 in 60 anni di cinema documentario\u201d (Cuec 2010), con il quale l\u2019autore ripercorre la storia della Sardegna attraverso lo studio dei documentari.&nbsp; Dal 2004 ha pubblicato molte opere di narrativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salvatore Pinna \u00e8 un signore elegante, cortese, sensibile e colto; trascorrerci del tempo e fare una chiacchierata \u00e8 uno dei piaceri della vita, del quale un cagliaritano non si dovrebbe privare, almeno una volta.                                        Il suo ultimo libro di narrativa \u00e8 \u201cFermata al 58\u201d&nbsp; ( Aipsa Edizioni) parla di Cagliari, di un periodo che non c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, dei tempi del circolo di San Saturnino, quando i giovani grazie anche alla Chiesa Cattolica, avevano&nbsp; dei punti di riferimento e di aggregazione:&nbsp; vere palestre di formazione culturale e spirituale.&nbsp;                                                                                                     E\u2019 stato spontaneo dunque durante l\u2019intervista intrecciare le domande sul libro con quelle sulla citt\u00e0 e su Castello, sul futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale \u00e8 la definizione e quale la sintesi migliore del suo ultimo libro?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrei dire sintetizzando e dandomi delle arie che \u201cFermata al 58\u201d \u00e8 il racconto della vita di un bambino sveglio, su se stesso, sulla sua famiglia, su via Del Duomo, sul Circolo San Saturnino, su Castello, sul mondo. Il periodo storico \u00e8 quello che va dal 1944 al 1958. Il protagonista arriva a Cagliari ancora fumante di bombe alleate, assiste con il suo sguardo sorpreso alla rinascita della citt\u00e0, all\u2019evolversi della vita in quel microcosmo che \u00e8 Casteddu \u2018e Susu, emblema di Cagliari e dell\u2019Italia che \u00e8 un rinasce. Antioco Floris e anche altri hanno notato che \u201cFermata al 58\u201d si presta a pi\u00f9 livelli di lettura: romanzo storico &#8211; gli eventi accadono tra la fine della guerra e il fatidico 1958 &#8211; ma \u00e8 anche un romanzo di formazione &#8211; il viaggio nel tempo di un personaggio che dall\u2019infanzia si affaccia all\u2019adolescenza. Io aggiungerei che \u00e8 un romanzo di avventure&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il protagonista avrebbe la Sua et\u00e0 e avete molte cose in comune, ma Lei non ama che si dica che il libro&nbsp; \u00e8 autobiografico, perch\u00e9?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima che fosse pubblicato effettivamente&nbsp; temevo che le fin troppo evidenti coincidenze rinchiudessero il libro nella ridotta autobiografica e casteddaia. Io sono arrivato a Cagliari nel 1944, ho vissuto in via del Duomo, ho frequentato il circolo San Saturnino. Poi man mano che il libro \u00e8 stato letto ho constatato che il giudizio dei lettori \u00e8 stato di apprezzamento per la scrittura, per la narrazione e per i personaggi. L\u2019aspetto autobiografico \u00e8 rimasto sullo sfondo. Posso affermare tranquillamente, quindi, che c\u2019\u00e8 la rappresentazione romanzata di esperienze vissute, ma passate al setaccio e selezionate. Quindi non importa che le cose raccontate siano vere, ma che sia vero il racconto. Quanto alla cagliaritanit\u00e0 devo ricordare che ogni scrittore racconta storie che si svolgono in un luogo. Io ho sempre raccontato Cagliari in tutte le mie opere narrative, perch\u00e9 \u00e8 il pezzo del mondo che conosco meglio. Rifiutare di raccontare il luogo dove si vive e che si ama \u00e8 un segno di provincialismo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1-11-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1011\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1-11-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1-11-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1-11.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fatto sta che anche Lei come il protagonista \u00e8 vissuto in Castello? Come \u00e8 cambiato il quartiere da allora ad oggi? Cosa ci sarebbe da fare secondo lei ancora?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 un tema doloroso, che affronto con un gran senso di pena. Visitandolo, come faccio spesso in miei solitari viaggi d\u2019amore, si legge con tutta evidenza l\u2019incuria degli aministratori.&nbsp; \u00c8 evidente che chi non ha fatto niente per Castello, non ama Cagliari. Perch\u00e9 Castello resta un bene prezioso per tutta la citt\u00e0, il suo fiore all\u2019occhiello. Pensi che chance avrebbe avuto Cagliari citt\u00e0 europea della cultura se la commissione che ha valutato i titoli si fosse trovato di fronte un quartiere rimesso a nuovo, con tutte le sue bellezze in evidenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel libro si parla molto del Circolo San Saturnino, come centro di aggregazione e scuola di vita? Ce ne pu\u00f2 parlare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Circolo San Saturnino ha formato generazioni di cagliaritani. Era in tutto e per tutto un campo di addestramento alla vita. Si imparava lo sport, a misurare le nostre forze, la stima di noi, l\u2019amicizia. Ogni bambino era sparring partner dell\u2019altro. A parte il rosario serale e le messe domenicali, che seguivamo con convinzione, non c\u2019era ombra di clericalismo, di bigottismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oggi le parrocchie e i circoli cattolici non hanno pi\u00f9 un ruolo centrale nella crescita dei giovani. C\u2019\u00e8 un senso di disorientamento e la vita per certi versi sembra essersi spostata sui social. Cosa \u00e8 successo? In che modo il 68, secondo lei, ha influito ? Siamo ancora in tempo per recuperare?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di oggi non so molto. Da quel che posso vedere l\u2019offerta formativa si \u00e8 molto ampliata e molte cose sono cambiate nelle vita della citt\u00e0. Penso alla dimensione del vicinato che ora manca, per cui il modo di stare assieme \u00e8 cambiato anche negli adulti. Le vecchie offerte associative hanno perso il loro appeal presso i giovani ed effettivamente i social offrono risposte immediate, gratificanti e a buon mercato ma di scarso spessore associativo. Cosa accadr\u00e0 in futuro non riesco a immaginarlo. Quello che so \u00e8 che il Circolo San Saturnino ha creato un legame tale tra coloro che lo hanno frequentato che ancora oggi ci si incontra ogni trenta ottobre, giorno del Patrono, in Cattedrale per la messa e si festeggia il piacere di ritrovarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Torniamo al libro: Ii protagonista parla in prima persona in una lingua consona alla sua et\u00e0? E\u2019 stato difficile trovare il registro giusto o \u00e8 emerso spontaneamente?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ho detto nell\u2019ultima presentazione nella Sala Settecentesca: mi sono accorto, senza quasi volerlo e senza sforzo, di essermi conservato dentro quel bambino pressoch\u00e9 intatto. Con il ricordo fresco delle esperienze, quel modo di vedere le cose, quel linguaggio che non \u00e8 infantile, non \u00e8 bambineggiante ma certamente bambinesco. Non confonderei infantile con bambinesco; questa \u00e8 una definizione nobile. La sensazione di un linguaggio fresco, giovane, sorpreso della vita si rafforza, per contrasto, quando negli ultimi due capitoli parla il protagonista ormai giovane uomo: ritorna nei luoghi dell\u2019infanzia e la scrittura cambia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sua passione per il cinema e le immagini influisce nel suo modo di raccontare? Pensa che \u201cFermata al 58 possa diventare una sceneggiatura? Ha gi\u00e0 avuto qualche proposta?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui mi fa gioco citare ancora Antioco Floris che di cinema se ne intende. Nella sua presentazione del dodici aprile nella Sala Settecentesca, parla di descrizioni che sono \u201cveri e propri quadri, delle sequenze di cinema mentale su cui si possono immaginare anche i movimenti di macchina e il montaggio\u201d. Non \u00e8 azzardato da questo punto di vista affermare che \u201cFermata al 58\u201d \u00e8 un racconto di immagini. In generale penso che ogni scrittore si forma immagini su ci\u00f2 che vuole descrivere che poi traduce in parole, nel mio caso particolare sono sicuro che la mia esperienza di studioso di cinema mi porti a usare naturalmente modalit\u00e0 di scrittura cinematografiche. Sul fatto che \u201cFermata al 58\u201d possa diventare una sceneggiatura non mi nascondo dietro un dito, s\u00ec mi piacerebbe, ma niente si \u00e8 mosso per ora&nbsp; su quel fronte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2-8-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1012\" srcset=\"https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2-8-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2-8-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sardegnatavola.it\/rivista\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2-8.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ultima domanda. Che cosa succede nel fatidico 58 che d\u00e0 il titolo al romanzo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli occhi del protagonista cambia tutto. Nel 1958 accadono molte cose che per il giovane protagonista sono decisive, cambiano il mondo e le prospettive di vita. Tanto per incominciare finisce la stagione d\u2019oro del Circolo e lui non pu\u00f2 fare lo scatto da \u201caspirante\u201d a \u201ceffettivo\u201d. Non dimentichiamo che il ragazzino ha uno sguardo epico della realt\u00e0 che vive, tutto per lui \u00e8 importante e decisivo. Nel 1958 muore Fra Nicola che il ragazzino ha conosciuto a da cui ha avuto l\u2019imposizione delle mani; chiude il mercato vecchio del Largo; muore la squadra del Manchester United; in Svezia si svolgono i campionati del mondo di calcio senza l\u2019Italia; la canzone \u201cVolare\u201d annuncio di un cambiamento del costume vince a Sanremo. Infine nel 1958 muore Pio XII e gli succede Giovanni XXIII che ha una sua idea dell\u2019Associazione Cattolica che non va a genio al protagonista bambino. Fa capolino quella che lui chiama la \u201cpoliticanza\u201d, incomincia il benessere economico, la dignitosa povert\u00e0 e finisce per sempre l\u2019et\u00e0 dell\u2019innocenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Enrica Anedda Erdrich, Avvocato, \u00e8 direttrice artistica di \u201c Cinemecum\u201d.&nbsp;<\/em><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvatore Pinna \u00e8 un ragazzo del 1943, \u00e8 nato a Bitti alla fine della prima guerra mondiale, ha vissuto la sua infanzia a Cagliari, nel quartiere di Castello. E\u2019 stato direttore delle Cineteca Sarda, docente all\u2019universit\u00e0 ed \u00e8 uno dei maggiori esperti sardi di cinema, in particolare di documentari sulla Sardegna. 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