Tre punti d’oro per il Cagliari a Ferrara, nel segno di Simeone e Nandez_di Fabio Salis

Finalmente una vittoria. La squadra rossoblù è riuscita a rompere la maledizione e ad uscire dallo stadio Paolo Mazza di Ferrara con in tasca tre punti importantissimi per il morale e per la classifica, scacciando (almeno per il momento) gli incubi dell’ultimo periodo. E torna a farlo a distanza di sei mesi da quel “pazzo” Cagliari-Sampdoria 4-3 del dicembre 2019 che tutti ricordiamo per il gol di testa nel finale di Alberto Cerri che regalò la vittoria all’allora squadra di Maran. Proprio lui, stavolta da avversario con la casacca degli estensi, ha avuto l’occasione per lasciare il segno nel match, mancando clamorosamente il gol a cinque minuti dalla fine. Una rete che avrebbe potuto valere tanto per i suoi e che avrebbe avuto il sapore di una rivincita personale, con la conseguenza di spingere probabilmente i suoi ex compagni verso l’Inferno. Nell’occasione va tuttavia sottolineato anche il grande merito del portiere svedese Olsen che è riuscito a chiudere efficacemente lo specchio della porta all’ex attaccante del Cagliari, ma anche i demeriti di Petagna che sulla respinta ha calciato il pallone alle stelle.

Si sa però che a volte il destino premia i più meritevoli e in questa circostanza la squadra di Walter Zenga è stata protagonista di una prestazione che non ha nulla a che vedere con quella di sabato a Verona, guadagnandosi con merito la vittoria sul campo: stavolta l’approccio alla partita è stato positivo e gli undici schierati da “l’uomo ragno”, anche oggi con il 3-5-2, hanno dimostrato compattezza e rischiato in fase difensiva solo in poche circostanze (aspetto per nulla scontato visto che il Cagliari ha incassato gol sistematicamente dalla gara Cagliari-Fiorentina 5-2 del novembre scorso). Inoltre bisogna segnalare la prontezza nel ripartire con efficacia grazie alle frecce Nandez e Rog, con soprattutto il primo che si è rivelato un’autentica spina nel fianco per la retroguardia ferrarese.

Davanti Simeone e Joao Pedro hanno lottato con le unghie e con i denti per 90’, peccando però di concretezza, fino a quando Zenga al 72’ ha deciso di gettare nella mischia sul risultato di 0-0 Daniele Ragatzu, facendo uscire dal campo il difensore Mattiello. Una mossa coraggiosa e rischiosa che ha premiato i rossoblù, perché ha fatto capire quali fossero le intenzioni della squadra di Zenga in merito al finale di partita. L’attaccante quartese ha dato verve all’attacco e si è reso protagonista di alcuni spunti interessanti, sfruttando le sue qualità tecniche e l’imprevedibilità che lo contraddistinguono. Non solo: il suo aiuto è stato prezioso anche in fase difensiva e con il suo lavoro ha permesso ai compagni di salire in zona offensiva.

Al 93’ il “Cholito” Simeone ha regalato il gol che vale quota 35 punti in classifica. Nell’occasione si è rivelato determinante ancora una volta Joao Pedro che ha messo in mezzo il pallone decisivo per il colpo di testa con cui l’attaccante ha trafitto il portiere Letica. Nell’ultimo minuto di gara c’è spazio anche per la gioia per l’esordio in Serie A del giovanissimo difensore centrale Andrea Carboni, giocatore grande protagonista nel campionato di Primavera 1, su cui mister Zenga e il suo vice Max Canzi credono tantissimo.
Le vittorie danno morale e sono un toccasana, soprattutto nei casi come quello del Cagliari che è rimasto all’asciutto per molti mesi. Tuttavia è vietato gongolarsi e farsi illusioni: sabato si torna alla Sardegna Arena e ci sarà da sfidare un Torino che è tornato alla vittoria tra le mura amiche e che darà filo da torcere ai ragazzi di Zenga. Da questa partita si capirà molto su dove potrà arrivare la squadra: se potrà giungere ad una salvezza tranquilla, al decimo posto oppure, chissà, tentare con ardore di riacciuffare quella settima posizione che permetterebbe una storica qualificazione in Europa League proprio nell’anno del centenario della società.

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