Ma se devo sognare, allora dico Ranieri_di Massimiliano Morelli

Ho assistito a Cagliari-Sassuolo è ho avuto il timore di subire una baraonda di gol. Ho vissuto quarantacinque minuti nel panico più assoluto, incredulo per quel che stavo vedendo, noi arroccati in difesa e loro ad attaccare da ogni parte. Pareva Haiti-Brasile, loro verdeoro e noi isolani. Si, va bene, alla fine s’è divisa la posta e tiriamo un sospiro di sollievo, ma a tratti ho pensato di stare nel bel mezzo d’una commedia kafkiana. Ora va subito scritto che seppur in possesso di un patentino da allenatore, non posso certo essere io a dare imbeccate giuste a chi guida la “mia” squadra, ma è ovvio che alcuni interrogativi me li pongo, fermo restando il fatto che solo l’allenatore ha il polso della situazione, solo lui sa come stanno i suoi uomini. Ma che Birsa sia da considerare inadatto a questo calcio non è che ci voglia molto; che quando Carboni prende un cartellino giallo dopo pochi minuti, magari è meglio farlo uscire, che il rischio di finire la gara con un uomo in meno aumenta a dismisura, ci vuole poco; che i giovani dovrebbero essere utilizzati al posto di chi non morde più il freno, non è che ci voglia Einstein per intuirlo. Così, a qualche scampolo di chiusura dal campionato, col nulla cosmico da chiedere al torneo del Centenario cagliaritano (con buona pace del sottoscritto e di chi, come me, vagheggiava il ritorno nelle competizioni europee) ci troviamo faccia a faccia col solito finale di stagione di un squadra che anche il prossimo anno giocherà nella massima serie. Ma… con quali prospettive? Il mercato di riparazione è stato fallimentare, i punti interrogativi restano senza risposte: Castro? Doveva per forza di cose cambiar aria? Cerri? Se il sostituto è Paloschi, allora era meglio proseguire sul filo logico del classico detto romanesco… “Peppe per Peppe mi tengo Peppe mio”. Insomma, siamo al minestrone che neanche riusciamo a riscaldare, con dubbi sull’immediato futuro: Nainggolan resta? E Cigarini? Perché farlo scomparire dai radar? E Zenga? Sarà ancora lui l’allenatore? Si fanno nomi, più o meno abbordabili, più o meno strampalati, più o meno esotici, da Stramaccioni a Di Francesco passando per gli improbabili ritorni di Giampaolo, Rastelli, Maran. E se il nome nuovo fosse quello di Claudio Ranieri? Costa troppo? Signori, chi bello vuol comparire. Ma se devo sognare, per lo meno lo faccio in grande…

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