L’unione fa la forza: il Cagliari trascinato da Nainggolan ora ci crede_di Fabio Salis

“Mi metto a disposizione ed è bello giocare per questo gruppo che a sua volta si mette a completa disposizione. Zenga mi piace per come sta gestendo la squadra, è arrivato qua perché voleva mettersi in gioco e cercare di portare le sue idee. In questo campionato abbiamo costruito qualcosa di importante, ora ragioniamo partita per partita. I ragazzi hanno voglia, oggi Carboni ha giocato bene e con grande tranquillità. Difensori giovani così dimostrano di poter starci sempre. “Così il “Ninja” Nainggolan ha commentato ai microfoni di Sky il buon momento della squadra alla fine della partita con il Torino, lanciando anche un chiarissimo segnale al presidente Giulini sulla sua volontà di rimanere in Sardegna: “Se il presidente fa uno sforzo importante, perché no?”.

Genio e sregolatezza, ma anche dotato di tanta generosità e resilienza, come quella che ha dimostrato ad inizio stagione con la scelta di tornare a Cagliari, la città da cui tutto era partito e da cui non si era mai allontanato con la mente, per restare vicino alla sua Claudia che sta lottando con le unghie e con i denti contro le avversità della vita, proprio come fa in campo Radja per inseguire il pallone e scaraventarlo con forza e precisione verso la porta avversaria, dimostrando a tutti i giornalisti e addetti che l’avevano dichiarato “bollito” o addirittura “finito” di aver preso una grande cantonata. La stessa generosità ha visto protagonista il belga-indonesiano, durante il periodo della quarantena per l’emergenza Covid, quando si è messo in prima fila a disposizione del prossimo ( e non è la prima volta nella sua vita) distribuendo i pacchi spesa assieme alla Caritas in aiuto delle famiglie più bisognose del capoluogo. Senza dubbio uno dei “gol” più belli nella sua carriera, in un momento di grande emergenza per tante famiglie del territorio.

Ora per lui, dopo un fastidioso problema al polpaccio destro, il ritorno in campo in occasione di Cagliari-Torino che non poteva essere più dolce di così: in pochi si aspettavano potesse essere addirittura in campo subito dal primo minuto o addirittura un altro splendido gol decisivo, il sesto in questa stagione, coronato da una prestazione positiva, nonostante i ritmi non ancora altissimi dovuti ad una condizione ancora da ritrovare pienamente. 59’ di esperienza, sostanza e classe a disposizione della squadra, ma la sua partita non è finita con la sua uscita dal campo. Anzi, il suo apporto si è rivelato fondamentale anche quando il mister l’ha fatto alzare dalla panchina e avvicinare nuovamente al campo per chiedergli un parere sulle correzioni da apportare al match che in quel momento vedeva i rossoblù vivere una fase di appannamento, con il Torino arrembante che premeva in avanti alla ricerca del gol.

Il Cagliari ha ritrovato il suo leader, assieme allo straordinario Joao Pedro che non smette ancora di sorprendere, e ora vuole chiudere la stagione del centenario del club cercando di onorarla il più possibile, all’insegna del giusto mix tra uomini d’esperienza e giovani, come Andrea Carboni, Sebastian Walukiewicz e Luca Pellegrini, su cui Zenga sta mostrando di voler fare pieno affidamento anche per compattare un gruppo che ora sembra unito per un’unica causa, dopo tutte le avversità della prima parte di questo 2020. La trasferta di mercoledì a Bologna contro i rossoblù di Sinisa Mihajlovic, un altro che nella sua vita non ha certamente mai mollato davanti agli ostacoli, sarà un altro importantissimo banco di prova.

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