L’avvocato Gino Emanuele Melis è pronto:”Mio amato Karate, ora torniamo sul tatami” _di Luca Neri

Parola d’ordine ripartire, scrollarsi di dosso un periodo troppo brutto per essere vero, e rialzare la testa, camminare verso nuovi obiettivi. È il credo di Gino Emanuele Melis, icona del Karate isolano e non (vanta una Cintura Nera quinto Dan conquistata in 28 anni di carriera), oltre che stimato avvocato cagliaritano.
“La grave emergenza sanitaria che abbiamo vissuto ha tagliato le gambe a tutti i liberi professionisti come me, ma non sono una persona a cui piace piangersi addosso, anzi. Mi ritengo fortunato”.
La professione in tribunale ha subito uno stop imprevisto e prolungato, con un lento ritorno alla normalità che può dirsi davvero concluso solo ora, con l’avvio del mese di luglio. Ma nel suo personalissimo caso, quello di un avvocato con un piede in tribunale ed uno sul tatami, la pandemia è risultata doppiamente penalizzante.


“Ho continuato ad allenarmi a casa pure durante la quarantena, anche perché la situazione era sempre incerta e non sapevo quando realmente sarebbe arrivata la ripresa. Solo da maggio, con l’ok del governo per gli atleti di interesse nazionale, son potuto tornare agli allenamenti consueti”. Ma le rinunce sono state pesantissime, con i grandi appuntamenti nazionali ed internazionali colpiti dai fendenti dal Covid19: dapprima è toccato al Campionato del Mediterraneo di Malta, in programma a Marzo ed annullato, per poi vedere un’analoga sorte toccare il Campionato Italiano Federale. Ad oggi resta in calendario l’evento dell’anno, il Campionato Mondiale WKF (in programma a luglio e posticipato a settembre) in Polonia: “A 34 anni non sono più un ragazzino, e questa manifestazione può davvero rappresentare l’ultimo grande treno. Non mi sento ancora pronto per appendere i guantini al chiodo, anzi. Continuerò sino a quando sarò competitivo e, soprattutto, sino a quando mi divertirò. Ma arriverà il giorno in cui i miei avversari saranno troppo avanti, e quello sarà il momento di smettere. Ecco perché tengo particolarmente a questa gara”.


La Polonia è nel mirino da tempo, Gino Emanuele Melis ha messo la X sul calendario e sta lavorando duramente per presentarsi all’appuntamento nelle migliori condizioni, ma è chiaro che l’emergenza sanitaria ha inserito un ulteriore ostacolo: “Io sto bene, mi sono allenato senza sosta, ma con la pandemia sono venute meno le possibilità di confrontarsi sia con gli altri atleti della Nazionale mediante stage, sia con i docenti nazionali. Certo gli incontri ci sono stati telematicamente, ma non è mai la stessa cosa”.
E dire che questo sarebbe potuto essere un anno magico per il Karate, con le Olimpiadi che avrebbero visto la presenza della disciplina per la prima volta nella storia: “Sarebbe stata una vetrina fondamentale per questo sport. A ciò si aggiungeva la suggestione della sede dei Giochi, in quel Giappone dove è nata l’arte marziale”. Appuntamento solo rinviato, col 2021 che potrebbe finalmente essere l’anno buono, nonostante la decisione sull’assenza del Karate da Parigi 2024 sia già stata presa: “Inspiegabile. Posso capire le esigenze organizzative che stanno dietro ad eventi di questa portata, ma avrei aspettato Tokyo, e il gradimento degli spettatori, per decidere. Si vocifera possa tornare come disciplina olimpica nel 2028, ma io credo che il vero problema del nostro sport sia la presenza di un numero troppo elevato di federazioni. Prendiamo lo judo, o il taekwondo: hanno una sola federazione e sono stabilmente presenti alle Olimpiadi. Il Karate è eccessivamente frammentato: anche in Sardegna si fa fatica a collaborare, non si mettono mai da parte logiche di potere per il bene della nostra amata arte marziale”. È quest’ultimo aggettivo a colpire nelle parole di Gino, “amata”. Ogni sua frase trasuda amore per questo sport, per questa disciplina a cui l’avvocato Melis ha dedicato un’intera vita, in un rapporto di debiti reciproci che ancora oggi lo spinge a sudare per ogni gradino del podio, per ogni medaglia ed ogni successo. È qui che si capisce che in fondo, parlando di uno degli ultimi treni, forse ha bluffato. Continuerà, continuerà eccome. Per il Karate, con il Karate. Come dice lui, “lo sport di tutti ma non per tutti.”

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