L’arte bianca di Vanna Manca_di Manuela Sanna

Per Vanna l’arte bianca è un’eredità che si tramanda. La sua passione nasce così, attorno a “sa mesa”, l’antico tavolo in legno dove si lavorava il pane, sul quale, ricorda, si affacciava affascinata dalla magica manualità di sua nonna paterna, Mariantonia, con la quale ebbe la fortuna di crescere. << Una donna forte che mi ha insegnato che nella vita bisogna guardare dall’alto >>.

Moglie e mamma, a Vanna non è concesso il lusso di lavorare, ma sin da giovane inizia a sentire il desiderio di fare il pane in casa, pane di semola, perché in Sardegna pane significa profumo di semola, rigorosamente cotta nel forno a legna.

Coltiva la sua passione tra le mura domestiche sino all’incontro, circa 15 anni fa, con la Manuela Sanna, tecnologa alimentare, con la quale condivide la passione per il lievito madre e per i microrganismi responsabili del miracolo della fermentazione.

Decide a questo punto di investire nella sua formazione e comincia a studiare, passando dai migliori maestri tra cui Giorilli, Morandin, Zoia.

Le sue competenze la portano a stringere due importanti collaborazioni, rispettivamente con Ceralgrani di Ledda e Molino DallaGiovanna, entrambe aziende di successo che da subito decidono di credere in lei.

Adesso, dopo oltre 10 anni di esperienza, organizza corsi professionali rivolti non solo a Chef stellati, cuochi, pizzaioli e pasticceri ma anche a chiunque voglia avvicinarsi al mondo dei lievitati.

Fornendo le basi per chi si approccia alla materia, non si li limita tuttavia a nozioni e indicazioni tecniche che soddisfaranno i più esperti ma durante le sue lezioni i corsisti sono soprattutto chiamati a indossare il grembiule e mettere le “mani in pasta”, dalla misurarazione degli ingredienti, alla gestione delle temperature, degli impasti, senza tralasciare l’analisi sensoriale, assaggiare e annusare è indispensabile, fare il pane è un ‘esperienza in cui tutti i sensi partecipano.

Si focalizza sull’importanza dell’ identità del territorio, pane e prodotti da forno nel pieno rispetto della tradizione, della quale tuttavia ne supera i confini rinnovandosi e sperimentando tecniche e materie prime innovative.

Uno studio che nasce anche dalla recente collaborazione con l’azienda agricola Plantulande, leader in Sardegna nella produzione di microgreens e con una della responsabile, la Dott.ssa Silvia Marras, laureta in biologia e appassionata di panificazione, con la quale sono in via di sviluppo tanti altri progetti.

Tra i prodotti dell’ultimo workshop spicca, in mezzo alle colombe dolci con canditi di pompia sarda, la salata gastronomica con impasto alla borragine, ovinfort e miele al rosmarino, quella con canditi di asparago selvatico, merangola e prosciutto di Fonni, il pane al Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena della cantina F.lli Puddu e la degustazione del tradizionale carasau, aromatizzato all’aglio orsino e servito con gocce di succo di merangola e abbondante olio extra vergine di oliva locale.

Dunque un percorso in continua evoluzione che aspira alla creazione di una vera e propria scuola tecnica.

©Sardegnatavola

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