“Isola buona”: una gemma sarda nel cuore del Regno Unito_di Maggie S. Lorelli

Esiste una realtà sarda che, dal 2008, esporta nel Regno Unito non solo il meglio della cultura gastronomica della Sardegna e del Mediterraneo, ma una visione pura e autentica del cibo. Definita la “gemma nascosta di Newhaven”, è incastonata nell’East Sussex una piccola bottega di tesori provenienti dall’“Isola buona”, che seleziona piccole realtà produttive di quella Sardegna incontaminata che nutre gli animali con alimenti naturali, che non accoglie allevamenti intensivi, e che coltiva i campi rispettando i cicli della natura. Un’attività a conduzione familiare che sceglie in prima persona prodotti genuini del territorio sardo per garantire il controllo della filiera, in alternativa alle logiche della grande distribuzione e del fast food, inteso come modello alimentare veloce e standardizzato, tipico della ristorazione industriale.

“Ciò che vogliamo esportare è la nostra esperienza di persone nate e cresciute in una terra incontaminata – mi racconta Salvatore che, dei tre fratelli Cuccureddu che gestiscono il progetto “Isola Buona”, si occupa di selezionare le aziende di prodotti agroalimentari in Sardegna – dove la cucina tradizionale ha una storia profondamente legata alla biodiversità del territorio, che fa dei sardi, complice uno stile di vita a misura d’uomo, o meglio, di natura, la popolazione più longeva del mondo”.

La Sardegna infatti è identificata, insieme all’isola di Okinawa in Giappone, a Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e la comunità di avventisti di Loma Linda in California, come una delle cinque “Zone blu”: aree geografiche in cui la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. Un concetto nato nel 2004, quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain hanno pubblicato sulla rivista “Experimental Gerontology” uno studio demografico sulla longevità umana, individuando la provincia di Nuoro come l’area con la maggior concentrazione di centenari al mondo. Non posso fare a meno di chiedermi di cosa si nutrano i sardi, per essere così longevi. La risposta è nel sito web https://www.isolabuona.co.uk/food/ dell’attività che, oltre al negozio di Newhaven, si occupa anche di e-commerce.

“La particolarità climatica e orografica del territorio sardo – vi si legge – caratterizzato da essenze vegetali locali e specie animali autoctone come la pecora sarda, contribuisce a creare un modello nutrizionale basato sulla dieta mediterranea che lo rende unico al mondo. La cucina sarda ha origini contadine e agro pastorali, e si basa essenzialmente su pietanze come arrosti di carne, vino, pesce, frutti di mare, verdure di stagione, olio d’oliva, erbe, piante selvatiche ed essenze aromatiche come mirto e finocchietto selvatico. E certamente non può mancare nelle tavole sarde, ad accompagnare il pasto conviviale, una ricca varietà di tipi di pane tradizionali come il pane Carasau e il pane Guttiau, famosi in tutto il mondo per la loro friabilità e leggerezza”.

“Crediamo che il cibo non sia solo nutrimento ma un’esperienza sensoriale e simbolo di uno stile di vita sano – spiega Salvatore – Apprezziamo soprattutto il piacere di mangiare in modo biologico, naturale e con integrità. La possibilità di mangiare verdura e ortaggi che non abbiano conosciuto pesticidi carne e insaccati di animali lasciati liberi a pascolare, formaggi fatti di solo latte, caglio e sale, pane e dolci ottenuti impiegando farine grezze, è sempre più ridotta. Questo è un limite alla nostra libertà di mangiare sano, così come invece facevano i nostri nonni”.

Crediamo nella libertà di scelta – aggiunge Lucia, la donna del team familiare che gestisce l’ufficio e lo shop nel Regno Unito – pertanto non accettiamo che l’unico cibo consumabile sia quello dei supermercati, quello di origine industriale e soggetto alle regole del puro e solo denaro. Per questo è per noi importante – chiarisce Antonello, responsabile della gestione commerciale vendite – proteggere e permettere l’esistenza di piccole realtà, quelle che rispettano i ritmi della natura, le antiche pratiche della trasformazione e conservazione dei cibi. La poca industrializzazione per noi non è arretratezza ma virtù. La tradizione non è obsoleta ma una ricchezza, un’arma contro ciò che del presente non ci piace: allevamenti intensivi, conservanti e sapori artificiali”.


Se si scorre l’elenco dei prodotti dello shop online, è un tripudio di immagini che stimolano i sensi, fra generose forme di formaggi freschi o stagionati come ricotta, pecorino sardo e s’ampulla, e invitanti varietà di salumi come prosciutto, salame, pancetta, coppa, lonza, guanciale, mortadella delle migliori qualità. Sfilano ancora paste di sapiente lavorazione come malloreddus, fregula, linguine, pappardelle, penne, rigatoni, oltre a vari tipi di condimenti che solo a guardare ci si immagina il piatto fumante e profumato in tavola! Senza dimenticare i vini Cannonau, Vermentino e Akenta delle migliori selezioni, e i liquori, fra cui spicca l’aromatico mirto.

Una vision, dunque, all’insegna di valori e ideali che hanno antiche e solide radici nella secolare cultura sarda. “La salute, la tradizione, insieme al rispetto e all’onestà sono per noi i valori più importanti”, aggiunge Salvatore. La mission è invece quella di fare di “Isola Buona” una sorta di viaggio dei sensi che trasporti i clienti inglesi nello spirito della Blue Zone, permettendo loro di sperimentare un modo di vivere sano, naturale, semplice e anche più umano. “Ci rivolgiamo a uomini e donne – sottolinea Lucia – che amino la natura, il viaggio, che siano curiosi e che ricerchino la genuinità nel cibo come nelle relazioni”.

Un team affiatato e animato da una grande passione per la sua attività che, pur in tempi di pandemia, porta alto, nella Terra di Albione, il valore autentico della tradizione sarda.

©Fotografia di Rossella Fadda

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