Cagliari: le pagelle della stagione del centenario_di Fabio Salis

Dopo il 3-0 rimediato a San Siro dal Milan, la squadra rossoblù ha chiuso la stagione del centenario al quattordicesimo posto in classifica, pur essendo stata costantemente tra le prime sei nel girone d’andata. È stata una stagione molto particolare, partita con presupposti sicuramente più rosei e condizionata anche dal lungo lockdown. Andiamo a vedere quali calciatori hanno reso meglio e quali invece hanno maggiormente deluso:

Robin Olsen: 7,5. L’ex portiere della Roma non ha fatto rimpiangere l’assenza del titolare Cragno, sfoderando parate decisive in molte occasioni. L’unico neo della sua avventura sarda è stata l’espulsione di Lecce dopo il rigore di Lapadula, costatogli una lunga squalifica che ha segnato l’inizio del declino della squadra di Maran.

Alessio Cragno: 8. È rimasto fuori per tutto il girone d’andata a causa di un brutto infortunio alla spalla, ma appena è tornato è riuscito a riprendersi il suo posto a suon di ottime prestazioni che hanno permesso ai rossoblù di ottenere i punti per concludere il discorso salvezza. Nell’ultima giornata è arrivata anche la soddisfazione di aver parato un rigore a Ibrahimovic.

Rafael: 5,5. Quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto, ma non sempre il rendimento evidenziato dal brasiliano è stato positivo, con l’attenuante dei limiti tecnici dei suoi compagni della difesa.

Luca Ceppitelli: 6- -. Il capitano rossoblù non ha vissuto un’annata semplice. L’inizio è stato molto positivo, con addirittura la doppietta rifilata al Parma nella terza giornata, ma al rientro dall’infortunio non è riuscito a garantire la stessa sicurezza al reparto. L’errore in marcatura sul gol di Okaka è stato solo uno dei vari svarioni commessi nel corso della stagione.

Ragnar Klavan: 5. Da un giocatore della sua caratura internazionale ci saremmo aspettati sicuramente qualcosa in più. L’estone ha invece avuto un rendimento caratterizzato da parecchi alti e bassi, condizionato sicuramente anche dalle poche alternative in rosa e dai turni di campionato ravvicinati.

Fabio Pisacane: 5,5. Non gli si può rimproverare che gli sia mancata l’abnegazione per la causa rossoblù, ma con il passare delle giornate e le palesi difficoltà mostrate in fase difensiva sono saltate fuori delle lacune anche da parte del difensore napoletano.

Luca Pellegrini: 5,5. Rappresenta forse una delle più grandi delusioni di questa stagione. L’ex terzino della Roma ha ottimi numeri e in futuro può scrivere delle pagine interessanti, ma le sue prestazioni in questo campionato sono state altalenanti come una giostra impazzita. A tratti ha sfornato assist e giocate decisive, ma spesso invece ha peccato di presunzione in fase difensiva.

Federico Mattiello: 6,5. È stato l’uomo in più nel post-lockdown. Con Maran nella prima parte di stagione non aveva quasi mai visto il campo, mentre con l’Uomo Ragno in panchina si è rivelato un asso importante sia sulla fascia destra che sinistra nello scacchiere tattico del 3-5-2. Sicuramente si merita la riconferma anche per la prossima stagione.

Sebastian Walukiewicz: 6. Per il ventenne difensore polacco è stato il primo campionato in A e spesso è stato chiamato in causa per sostituire gli infortunati e gli squalificati. Lui ha risposto in maniera positiva, peccando tuttavia a volte di ingenuità (normale per un giovane calciatore della sua età). Siamo sicuri che in futuro il suo rendimento non potrà che migliorare.

Charalampos Lykogiannis: 5. Prima parte di stagione disastrosa per il greco in cui ha fatto fatica a ritagliarsi qualche spazio. Nel girone di ritorno con Zenga ha giocato di più, viste anche le diverse defezioni per infortunio, mostrando però una certa approssimazione in fase difensiva che in alcune circostanze è costata cara.

Andrea Carboni: 6. Il giovanissimo difensore della Primavera di Max Canzi è stata una delle poche gioie di questa stagione. Zenga fin da subito ha espresso parole di elogio per lui che ha ripagato sul campo con grande personalità. L’unico neo sono state le due espulsioni rimediate, ma il ragazzo ha un futuro roseo davanti.

Fabrizio Cacciatore: 5. Decisamente impalpabile in questa stagione l’ex terzino del Chievo. Sufficiente il suo score nelle prime giornate, fino alla famosa partita di Lecce che ha fatto da spartiacque in negativo. Il feeling tra lui e la piazza cagliaritana non è mai sbocciato.

Simone Pinna: sv. Buonissimo il suo impatto con la categoria nelle partite contro Brescia e Inter, ma nelle successive uscite è stato accantonato da Maran in favore di Cacciatore. A gennaio la cessione in prestito all’Empoli. Il giovane si meriterebbe più chances.

Paolo Faragò: 5,5. Prima l’infortunio e poi il glorioso rientro in campo con gol nella sfida di andata contro la Spal. Si è pian piano spento insieme ai propri compagni di squadra e il suo rendimento non è mai definitivamente decollato. Zenga spesso gli ha preferito Mattiello.

Radja Nainggolan: 7,5. Passano gli anni, ma il “ninja” ha dimostrato di non aver smarrito la sua classe cristallina, inventando giocate magiche, finalizzando e costruendo azioni da gol per i propri compagni. È risultato talmente decisivo per gli equilibri della squadra che alla fine il castello è crollato quando è uscito di scena. L’augurio è che possa restare a Cagliari anche il prossimo anno.

Nahitan Nandez: 7,5. “Corri Nahitan, corri”. Questo è stato il mantra della stagione dell’uruguaiano. Se qualcuno nutriva alcuni dubbi sul suo effettivo rendimento in un campionato europeo, lui è riuscito a far ricredere tutti attraverso le sue qualità e soprattutto la costanza di rendimento. È stato anche uno dei pochi a distinguersi nel difficile finale di stagione.

Marko Rog: 7,5. Forse il croato è stato il migliore acquisto in prospettiva. L’ex centrocampista del Napoli ha corsa, tecnica e visione di gioco, tanto che viene da chiedersi come sia possibile che sotto il Vesuvio abbiano deciso di liberarsi di uno come lui. Assieme a Nandez e Nainggolan ha formato un reparto di centrocampo invidiabile per tante squadre del massimo campionato.

Luca Cigarini: 5,5. Il regista della squadra rossoblù è stato una pedina fondamentale per il gioco, prima che venisse tagliato dal progetto tecnico del club. L’impatto con il campionato era stato positivo, ma una volta che la stagione si è compromessa l’ex Atalanta ha smarrito la propria ispirazione.

Artur Ionita: 5. Un’altra grande delusione di questo campionato è il calciatore moldavo. Negli anni passati era spesso riuscito a fare la differenza in campo, ma nel 2019/2020 non è stato quasi mai incisivo, forse anche complice l’arrivo di numerosi concorrenti nel ruolo che non gli ha permesso di mantenere la titolarità nelle gerarchie del centrocampo.

Walter Birsa: 5. Lo sloveno non è mai riuscito a sfruttare le (poche) chances avute nell’anno e mezzo vissuto in maglia rossoblù. È apparso lento e completamente fuori dai meccanismi di gioco, anche quando Zenga gli ha concesso le chiavi della regia. Il suo futuro sembrerebbe lontano da Cagliari.

Gaston Pereiro: 5. Era arrivato in terra sarda con buoni propositi, ma forse la situazione generale della squadra non l’ha agevolato nell’ambientamento. Le sue giocate sono sembrate spesso fini a sé stesse e, a parte il gol messo a segno contro la Roma, non ha mai brillato. Sicuramente ha del talento e merita di essere rivalutato.

Christian Oliva: 6,5. Tra le note liete di questa stagione possiamo annoverare il centrocampista uruguaiano che, infortuni permettendo, ha fatto vedere dei buoni numeri nelle occasioni in cui è stato impiegato, come nella bellissima partita giocata a Bergamo. Sarà lui il regista del futuro?

Lucas Castro: 5,5. Inizio stagionale sfavillante con gol al Napoli e al Verona, ma poi è progressivamente finito ai margini, fino alla cessione alla Spal nel mercato di gennaio. L’argentino ha forse sofferto troppo l’arrivo di numerosi concorrenti a centrocampo, oltre ai soliti infortuni.

Riccardo Ladinetti: 6,5. Un altro giovane di bellissime speranze lanciato da Zenga e Canzi. In cabina di regia ha fatto una bellissima figura nelle tre partite giocate con la prima squadra. Il futuro è sicuramente dalla sua parte e ha tutti i mezzi per poter lasciare il segno nei prossimi anni.

Federico Marigosu: sv. Per il centrocampista della Primavera soltanto alcuni scampoli di partita contro Udinese e Milan, ma sicuramente non ha sfigurato ed è uno dei profili da tenere d’occhio in ottica futura.

Alessandro Deiola: sv. Nella prima parte di campionato Maran non l’ha impiegato quasi nulla, tanto che poi a gennaio è arrivato il trasferimento a Lecce dove ha trovato maggior impiego. Sarebbe un errore bocciarlo senza prima valutarlo in vista della prossima stagione.

Joao Pedro: 8,5. Una stagione da favola per il brasiliano che in carriera non era mai stato così tanto prolifico, neanche nelle categorie minori. I 18 gol messi a segno in 36 gare l’hanno fatto entrare nell’Olimpo dei migliori marcatori della storia del Cagliari. Mezzo punto in meno per il fatto che dopo la ripresa della Serie A abbia in parte smarrito la bussola.

Giovanni Simeone: 7,5. Quando si è trattato di correre, lottare e fare il lavoro sporco non si è mai tirato indietro, ma soprattutto è riuscito a segnare gol importanti ed è stato forse l’unico giocatore titolare della rosa ad essere cresciuto con il passare del campionato, nonostante il lockdown. Ha studiato gli schemi di papà Diego e i risultati si sono visti sul campo nel finale di stagione.

Leonardo Pavoletti: sv. Il suo ritorno in campo negli ultimi minuti con il Milan ha scaldato il cuore di tutti i tifosi. Per lui definire questa stagione come travagliata è soltanto un eufemismo e c’è grande gioia nel rivederlo abile e arruolabile in vista del prossimo campionato, dove potrà essere una carta fondamentale da giocare.

Alberto Paloschi: 5. Purtroppo l’ex Chievo non è mai riuscito a fare la differenza nei pochi spezzoni di gara in cui ha giocato, nonostante l’impegno che gli va riconosciuto. Da lui ci saremmo attesi qualcosa in più, nonostante ormai sia da diverse stagioni un vero e proprio oggetto misterioso.

Daniele Ragatzu: 6- -. L’attaccante quartese è ritornato nella sua squadra del cuore dopo un lungo peregrinare nei campi della Serie C ed ha anche ritrovato il gol nella massima categoria a distanza di ben otto anni dall’ultimo. Quando chiamato in causa dalla panchina ha quasi sempre risposto bene, molto meno quando invece Zenga ha deciso di schierarlo titolare in alcune occasioni.

Luca Gagliano: 6,5. Siamo sicuri che il gol e l’assist messi a segno contro i campioni d’Italia della Juventus, decisivi per la vittoria, non se li dimenticherà mai e li potrà raccontare ai propri nipoti. Dopo un ottimo campionato con la Primavera ha trovato anche gloria con la prima squadra, dimostrando di poter far parte della rosa.

Rolando Maran: 5,5. Il suo voto è una media tra la prima parte di stagione stellare, dove la squadra sembrava aver recepito pienamente il suo credo tattico ed era riuscita ad ottenere ben tredici risultati utili di fila, e il disastroso crollo post-Lazio in cui l’ex allenatore del Chievo è sembrato aver perso il polso della situazione. Peccato, perché c’erano tutti i numeri per poter fare molto meglio.

Walter Zenga: 6- -. Chiamato ad un arduo compito, quello di rimettere in sesto un campionato che aveva preso una bruttissima piega, è riuscito in parte nel suo compito, raggiungendo una tranquilla salvezza. Bene anche il lavoro svolto nella valorizzazione dei giovani. Tuttavia il deludente posizionamento finale, lontano dagli obiettivi iniziali, gli impedisce di arrivare alla sufficienza.

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